Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

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12-13 Giugno 2017 - Buon compleanno referendum!

Bandierone CampidoglioRiportiamo di seguito alcuni dei contributi che le/gli attivist* del movimento per l'acqua hanno voluto condividere in occasione dell'anniversario del referendum.

"Ma voglio dire almeno due parole, nel nome di chi lotta per la vita
potete forse farci rallentare, ma non vi crediate sia finita"
 
Così cantava Pierangelo Bertoli ed oggi queste mi sembrano le parole più adatte per festeggiare il nostro sesto anniversario.
 
Con l'intensità di quei giorni in cui abbiamo costruito quello che sarà
Con la gioia di vedere una generazione scendere in campo per riprendersi il futuro
Con la rabbia di vedere il muro di gomma di poteri forti e istituzioni
Con la consapevolezza che l'orizzonte è certo irraggiungibile ma serve a camminare
 
Ieri e domani, qui e in ogni altrove
 
Buon compleanno a tutte e tutti noi che non ci siamo arresi.
 

Marco

 
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Buon compleanno caro Referendum, nonostante tutto!

Non ti sarò mai sufficientemente grata di averti incontrato 6 anni fa, mi ha dato la possibilità di ritornare a sperare nel cambiamento e la voglia, assopita da tanto tempo, di tornare ad essere…militante.

Grazie, senza di te oggi sarei una donna anziana un po’ tanto rancorosa che pensa ai bei tempi andati.

Grazie per avermi dato la possibilità, ti confesso con non poca fatica, di comprendere che il ” bene comune” non è un  “luogo comune”  ma espressione  dei diritti inalienabili dei cittadini, mi hai aperto uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi.

Grazie a te ho incontrato persone nuove, relazioni e amicizie, litigato, fatto pace , costruito tante iniziative.

Mi mancherà la “casa comune” di Rialto, freddissima d’inverno bollente d’estate e con l’imbarazzo di usare… i servizi. Mi ripenso alle prime riunioni nel prendere meticolosamente appunti degli interventi per rileggerli con attenzione e farne bagaglio di formazione.

Grazie ancora carissimo referendum e non ti preoccupare non ti dimenticheremo ma continueremo con perseveranza a difendere e custodire i tuoi valori,

Paola

 

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Chiedilo ai Muri

Chiedilo ai muri del Rialto S.Ambrogio cos'è che è stato buttato fuori da lì.

Chiedilo a quei muri, gelati d'inverno e bollenti d'estate.

Chiedi quante decine di migliaia di persone in questi 15 anni sono salite per quelle scale pesanti

Chiedi quanti canti di lotta e quante parole sono rimbalzati tra di loro

Chiedi quante centinaia di ore di riunioni hanno ospitato.

Chiedigli quanta gente strana e diversa hanno visto, che aveva in comune poco e niente, ma una cosa certa: la voglia di lottare per i beni comuni e contro ogni speculazione.

Chiedigli quante discussioni, quante paure, quanto coraggio è passato di lì.

Chiedilo ai manifesti appesi: dai primi fatti in casa per la legge di iniziativa popolare per l'acqua bene comune nel 2005, a quelli, sempre fatti in casa, che nel 2011 hanno ricoperto le strade di tutta Italia, a quelli salvati dall'ottusità di qualche divisa, in una delle mille iniziative fatte in questi anni.

Chiedigli dell'eccitazione incontenibile di quel 12-13 giugno 2011, quando anche i muri hanno capito che stavamo vincendo contro i poteri forti: 27 milioni di sì per l'acqua bene comune.

Chiedigli della rabbia che hanno assorbito per quella volontà popolare calpestata, e della determinazione che sempre è rinata per continuare a lottare.

Chiedigli quanto si sono sentiti soli dopo il 16 febbraio 2017, quando una giunta miope ha messo delle catene oscene sul portone

Chiedigli del rumore del frullino che quelle catene le ha spezzate dopo due settimane

Chiedigli delle parole farfugliate da un Assessore troppo piccolo e con troppo potere.

Chiedigli cosa pensano adesso, di nuovo soli, di nuovo muti, ma con ricordi talmente intensi da farli vibrare.

Chiedigli quanta roba c'è dietro a qualcosa che è molto più di uno slogan: “Acqua Bene Comune”: oltre 10 anni di lotte, e tanti ancora davanti perchè nessuno sgombero ci può fermare!

Chiedilo ai muri del Rialto Virgì... ma in effetti... che vòi capì... lassa perde và!

 

Simona

 

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Il 3 per cento

 

Anno domini 2015, a Roma comannava marino
Che nun era la vittoria del vino
Ma un sindaco d'a capitale del democratico partito
Che poi i suoi stessi sodali hanno ghigliottinato e poi e' sparito.

Nsomma quer sindaco poco duraturo s'era fatto n'idea
De venne i beni della città, acqua compresa, 
che amici de altri lidi chiamano na "cosa muy fea".

Ma di fronte a sta notizia noi s'arzamo in piedi e je strillamo
"A bello, sarai pure medico, ma d'a natura umana tu te ne freghi"
Per questo aripijamo le nostre 4 cianfrusaje e s'organizzamo
C'è stato il referendum, amo votato, nun te famo passa' manco si preghi.

Com'è, come nun e', marino l'amo fermato,
Che poi del resto pure alemanno c'aveva provato,
C'hanno na fissa o n'interesse, forse Caltagirone se l'e' comprati
Nun je interessa che mijoni hanno votato, l'acqua e i servizi devono da esse privatizzati.

Mo in tutta sta storia c'era na regazzetta, che stava all'opposizione,
E s'era schierata senza esitazione.
L'acqua e' di tutti, l'acqua nun se tocca
Me potessi cieca', la difenderemo con la lotta.

Sta pischelletta un poco in sordina, ha fatto carriera e s'è candidata,
Da oppositrice ha detto: "so pronta" e un po a casaccio e' stata votata.
Sta giovinetta se chiama Virginia, comanna da un anno ed e' 5 stelle, 
Di lei i suoi amici dicheno che e' na sindaca ribelle.

E questa c'ha fatto p'ave' sto appellativo? Volemo vede'?
Perché qua molti parlano come se c'avessimo el che!
Zitta zitta, st'amica del popolo e' entrata a palazzo,
E ha iniziato a mette le mani e nel giro de poco s'è capito l'andazzo.

Per primo ha scelto il consigliori, il signor marra
Che faceva impicci a destra e sinistra ed e' finito alla sbarra.
Poi ha detto, lo stadio che se magna terra e natura,
Avevo detto che nu se faceva, ma mo c'ho ripensato, nun e' più na fregatura.

Poi pijamo sta città che c'ha bisogno di decoro e de na pulitina,
Promuovo di maggio e caccio i migranti, finalmente un po de ordine e disciplina.
Poi ste associazioni e centri sociali pieni di sogni e belle speranze
A voi ve caccio e v'accollo i buffi delle casse comunali, senza senti lagnanze.

Poi faccio un deserto in città e metto a bando servizi, diritti e partecipazione,
tanto che me frega si ce perdono lavoratori e cittadini, e' colpa della vecchia amministrazione.
E poi mo basta, arriva l'estate e me so stancata,
Anzi no, un ultimo sforzo, me so ricordata, pure l'acqua va privatizzata!

Ma come virgì, t'eri sgolata contro marino e la sua fanfara
E mo presenti la stessa mozione para para?
Proprio la stessa che tu avevi osteggiato
Mo sei tu che venni l'acqua, t'avemo beccato!

La fissa nun passa, la fame e' vorace,
i sordi so sordi e vorreste che co st'idea ce famo pace!
Ma allora dormivi, t'eri distratta durante le lezioni,
Noi ridemo e scherzamo, forse semo un po stanchi, ma mica cojoni!

Te lo dimo co le bone e na carezza e si ce tieni co le cattive e cor tacco
Da qui nun se movemo e annamo all'attacco.
Te lo ridimo na vorta pe tutte
Noi semo cocciuti, determinati più di un mulo,

Virgì, cambia idea, si no il calcio te lo damo ar culo!
De acqua semo fatti e pe questo e'de tutti,
E' fondamentale e uno dei nostri primi diritti.
Virgì, prendi n'appunto e nun te lo scordà:

 Ll'acqua nun se vende, l'acqua se difende e te lo stamo a grida'!

 

Valerio

volantino Acqua pubblica2018

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