Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

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No Fusioni

Passo dopo passo, Renzi privatizza l'acqua.

No alle fusioni. Si al rispetto del referendum del 2011

 

ll Governo negli ultimi mesi ha definito uno dei suoi obiettivi principali attraverso lo Sblocca Italia e la Legge di Stabilità: favorire processi di fusione e aggregazione tra aziende che gestiscono i servizi pubblici locali.

La realizzazione di questo piano comporterà la definitiva consegna dell’acqua e dei beni comuni ai capitali finanziari, e a beneficiarne saranno i quattro colossi multiutilities attuali - A2A, Iren, Hera e Acea - già collocati in Borsa che potranno inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, creando 4 grandi poli di gestione privatistica.

Tutto questo nonostante nel 2011 oltre 26 milioni di italiani si siano espressi contro le privatizzazioni: una percentuale di votanti che nessuna maggioranza di Governo può vantare.

Le operazioni sono già iniziate in Emilia Romagna, dove ai comuni viene chiesto di cedere le proprie quote ad HERA, ma il primo grande esperimento renziano sull'acqua sarà su Acea, con l'appoggio già dichiarato di Marino e del PD.

Si vuole fare di Acea un unico grande gestore di Lazio, Toscana, Umbria e forse Campania, “partecipato” al 51% da una “newco dell'acqua” formata dal Comune di Roma e dalle decine di Comuni costretti ad affidare la gestione dell'acqua a questo nuovo “Gulliver”.

Termini nuovi per ricette vecchie: l'acqua del centro Italia in mano ad una multinazionale sempre più potente, i comuni espropriati da ogni decisione, cittadini e lavoratori lasciati in balìa delle regole di mercato e degli indici di borsa. Le conseguenze possono essere solo un peggiormanento dell'attuale: esuberi e abbassamento delle condizioni dei lavoratori, minori investimenti in difesa della risorsa idrica e dell'ambiente, aumenti e distacchi.

Il Governo Renzi vuole cancellare gli esiti referendari tentando di convincerci che l'acqua è una merce e come tale deve essere gestita, anche staccandola a chi non riesce a pagare le bollette, se questo serve ad aumentare i dividendi.

Per questo lavoratori, sindaci e cittadini si stanno mobilitando contro le fusioni in difesa del bene comune primario.

Roma, 24 Febbraio 2015.

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