Forum Italiano dei Movimenti per L'Acqua

In Italia, l'acqua è un diritto?

Dirittoacqua Lisa Gelli-4 def"In Italia, l’acqua è un diritto?" è un progetto di ricerca realizzato dall'Associazione Acqua Bene Comune Onlus.
Gli obiettivi sono diffondere la consapevolezza su alcuni aspetti della gestione dell’acqua in Italia al fine di promuovere il risparmio idrico e la partecipazione consapevole dei cittadini nella gestione dell’acqua.

Sono stati individuati tre casi studio su cui si sono svolti approfondimenti e sono state effettuate delle video-interviste al fine di verificare la violazione del diritto all'accesso all'acqua.

In particolare in Calabria a Rossano, Lamezia Terme e Cotronei dove nel 2018 decine di migliaia di persone per decine di giorni hanno subito la sospensione del servizio.
Oppure tra le province di Vicenza, Verona e Padova dove l’inquinamento da PFAS delle acque è un disastro ambientale che mette in pericolo la salute di centinaia di migliaia di persone. 
Altra questione analizzata è quella legata alla crisi idrica che nel 2017 ha toccato il Lago di Bracciano e di cui ancora oggi se ne vedono le conseguenze. Per cui si è provato a ricostruire le ragioni che hanno portato a quella crisi, oltre ad un quadro aggiornato dello stato del lago.

Anche grazie a questi contributi si è prodotto un dossier sulla gestione dell’acqua in Italia e sulle sue problematiche, e una video-inchiesta sui tre casi studio.

Entrambi saranno presentati durante le seguenti iniziative pubbliche:

 
E' stata preparata anche una brochure illustrativa del dossier, è possibile scaricarla qui.
Qui è possibile scaricare l'adesivo.

Leggi l'articolo "In Italia, l'acqua è un diritto?"

 

DOSSIER - L'ACQUA, IN ITALIA E' UN DIRITTO?

Scarica il dossier - In Italia, l'acqua è un diritto?

 VIDEO-INCHIESTA - L'ACQUA, IN ITALIA E' UN DIRITTO?

 


IN CALABRIA VIENE RISPETTATO IL DIRITTO ALL'ACCESSO ALL'ACQUA?
I TRE CASI ANALIZZATI (Lamezia Terme, Rossano, Cotronei), DICONO DI NO! 

  

CHE COSA SUCCEDE AL LAGO DI BRACCIANO?
LA CRISI IDRICA DEL 2017: CAUSE ED EFFETTI



CHE COSA SUCCEDE CON L'INQUINAMENTO DA PFAS IN VENETO?
UN DISASTRO AMBIENTALE CHE METTE IN PERICOLO LA SALUTE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE

  • Draghi svilisce il Parlamento: decreto delegato riscrive il DDL Concorrenza e rilancia le privatizzazioni

    Tutto invendita DDL ConcorrenzaVenerdì 16 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato, tra gli altri provvedimenti, anche il decreto legislativo di riordino dei servizi pubblici locali, discendente dalla legge delega sulla concorrenza approvata all’inizio dello scorso mese di agosto.In primo luogo, va notato come il governo dimissionario Draghi norma una materia così importante e delicata una settimana prima del voto, che ci consegnerà un quadro politico comunque diverso dall’attuale. Siamo in presenza di un governo, a partire dal Presidente del Consiglio, che decide in modo autonomo e arbitrario quali sono gli atti di ordinaria amministrazione su cui intervenire. Viene a configurarsi una situazione per cui i poteri del Presidente del Consiglio vengono amplificati nei fatti, secondo una torsione di carattere autoritario che abbiamo visto all’opera anche nei mesi precedenti.Ancor più gravi, però, sono i contenuti presenti nel decreto legislativo che abbiamo appreso dalla stampa. Se confermati, essi vanno ben al di là di quanto previsto dalla legge delega sulla concorrenza, in specifico l’art. 8 della stessa, frutto di una lunga discussione in Parlamento e nella società, e anzi lo contraddicono in modo pesante. Si configura chiaramente un “eccesso di delega” che non può in alcun modo essere accettato. Infatti, nel decreto legislativo, si esclude la possibilità per le aziende speciali di gestire i servizi a rete, cosa non presente nel testo della legge delega e mai comparsa nella discussione; si reintroduce il fatto che, nella relazione da approvare da parte degli Enti Locali che scelgono la soluzione dell’autoproduzione, vanno giustificate le ragioni del mancato ricorso al mercato, dizione espunta nel corso del dibattito parlamentare; si stabilisce che tale relazione debba essere inviata all’Osservatorio per i servizi pubblici locali, ripristinando per questa via una “supervisione” nazionale che era stata esclusa in corso d’opera nella discussione del Parlamento.Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che stravolge il mandato parlamentare e che non può che essere rigettato e modificato nel profondo: ciò deve essere prodotto dal prossimo governo e dalle Commissioni parlamentari competenti del futuro Parlamento. Da parte nostra, continueremo, così come abbiamo fatto nei mesi precedenti, la nostra iniziativa per sbarrare la strada a scelte che spingono verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali e non rispettano l’esito dei referendum del 2011.Roma, 20 settembre 2022. FORUM ITALIANO MOVIMENTI PER L’ACQUA

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  • Imperia - Trasformazione Rivieracqua in S.p.A. è tradimento del referendum

    Comitato Imperia Da più parti continua ad essere ricordato che oggi è stata deliberata soltanto la trasformazione della natura societaria di Rivieracqua, un provvedimento che apre al socio privato come già delineato nella Conferenza dei Sindaci del novembre 2019.

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  • Imperia: No all’ingresso del privato in Rivieracqua

    Comitato ImperiaEntro il 10 di agosto ogni Consiglio comunale dell’Ambito Territoriale Ottimale imperiese deve esprimersi sulla delibera che prevede la trasformazione statutaria di Rivieracqua Scpa in Rivieracqua Spa, un’operazione propedeutica all’ingresso del socio privato. La strada per privatizzare Rivieracqua sembra ormai tracciata definitivamente, in barba alla volontà di 27 milioni di elettori che avevano scelto di non far fare profitti sull’acqua, in barba alla volontà dei 67 Sindaci della Provincia di Imperia che nel 2012 avevano stabilito l’affidamento del servizio idrico ad una società interamente pubblica ed infine in barba ad una petizione popolare che ha raccolto in poche ore già più di 1000 adesioni (per firmare l’appello: https://chng.it/bWF5npmBMn).

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  • Rivieracqua al tempo dei Vassalli, Valvassori e Valvassini

    Comitato imperiese CIMAPSe non vivessimo un momento così cruciale e delicato per il futuro della gestione di un bene comune essenziale alla vita, ce ne sarebbe da ridere!

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