Forum dei Movimenti per L'Acqua

Notizie Nazionali

Aprilia, commissioni consiliari favorevoli alle delibere per la ripubblicizzazione

Le commissioni consiliari hanno espresso parere favorevole sulle due delibere predisposte dalla maggioranza per rescindere da un lato il rapporto societario con Acqualatina Spa e dall'altro riprendere gli impianti e quindi la loro gestione. Un'altra tappa del percorso di avvicinamento ad ACQUAPRILIA.
La prossima settimana il Consiglio Comunale dovrà votare e adottare ufficilamente le delibere. 

Diecimila in marcia. Inizia la decima Feria del Agua

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Diecimila  persone circa, il coinvolgimento di movimenti sociali ed organizzazioni da ogni parte del mondo. E la massiccia partecipazione delle sigle dei comitès de agua riuniti in Asicasur,  i comitati di base che gestiscono autonomamente la distribuzione dell’acqua della zona Sud di Cochabamba, una delle realtà più forti e rappresentative della Bolivia.

La Tercera Feria Internacional del Agua – dal 15 al 18 aprile a Cochabamba - è stata inaugurata così: con  una marcia partecipata e coraggiosa che in mattinata ha attraversato la città dalla storica Plaza 14 Septiembre ed è arrivata alcune ore dopo fino alla sede operaia del Complejo Fabril.

Adesso basta, sull'acqua decidiamo noi

Perché un referendum?

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Perché tre quesiti?

Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Cosa vogliamo?

Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Dai referendum un nuovo scenario

Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali

Il video della conferenza stampa del 31 marzo, dopo il deposito dei quesiti in Cassazione

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Da Cochabamba: "L'acqua fossile della Bolivia"

cocha2In Bolivia l’acqua non è solo l’oro blu, è plata (argento), nichel, rame, stagno, boro; è anche acqua fossile usata a scopi minerari; è un’acqua “mina…cciata” a causa delle contaminazioni delle attività minerarie.

La Green economy è  il nuovo Potosì del 21° secol, ed il Litio ora rappresenta la nuova plata che fa correre le multinazionali di tutto il mondo in gara per accaparrarsi una quota di questo  minerale, indispensabile per accumulare e fornire energia alle batterie delle auto, dei cellulari, …e della mia camera fotografica accecata dall’abbagliante luce del Salar di Uyuni, l’immenso deserto di sale di 12.000 km2,  sotto cui giacciono 19 milioni di tonnellate di Litio, pari a circa il 60% della disponibilità mondiale finora conosciuta.

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Disastro ambientale di Bussi, WWF parte civile

Il WWF esprime soddisfazione per l'accoglimento da parte del giudice De Ninis della richiesta dell'associazione di costituzione di parte civile per i gravissimi fatti di Bussi.

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Nasce il Forum Siciliano per l'acqua e dei beni comuni della provincia di Agrigento

Sabato 10 Aprile 2010, presso il Centro Culturale Pier Paolo Pasolini di Agrigento, si sono riuniti i rappresentanti di diverse associazioni, movimenti e partiti politici della provincia per dar vita ad un nucleo operativo che renda maggiormente incisive le reciproche lotte in difesa dell’acqua e dei beni comuni.  Si è così formalmente costituito il FORUM SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA E DEI BENI COMUNI DELLA PROVINCIA DI AGRIGENTO che aderisce fin da subito al Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua.

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Tutto quello che dovete sapere sul rapporto tra referendum e Idv

I FATTI

(tutto quello che avreste voluto sapere su il referendum e l’IdV e non avete mai osato chiedere)

 

19 novembre 2009 : il Governo mette la fiducia e approva, fra l’indignazione generale, l’art. 15.

 

22 novembre 2009 : Antonio Di Pietro sui mass media annuncia il referendum.

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Aprilia, l'acqua torna pubblica

di Andrea Palladino

Nelle sede del comitato acqua pubblica di Aprilia oggi ci sono almeno una trentina di persone in attesa. Una fila paziente, silenziosa, con le cartelline in mano, davanti al lungo tavolo bianco dove i militanti del comitato preparano le contestazioni della gestione di Acqualatina. Una scena che si ripete da quattro anni, da quando settemila famiglie decisero di non pagare l’acqua al gestore privato, ma di versare i soldi sul conto corrente del Comune. «Verificammo che il conto corrente della gestione comunale dell’acqua era ancora attivo - ricordano oggi - facendo un versamento di un euro». Poi fu una valanga: contestazione della bolletta inviata dai privati e, contestualmente, pagamento dell’acqua al Comune, con le tariffe che erano state decise dal consiglio comunale.

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Chiuse le indagini sullo scandalo delle risorse idriche nella provincia di Frosinone

La chiusura delle indagini sullo scandalo delle risorse idriche in provincia di Frosinone ha dato un esito scontato. Quello che tutti gli addetti ai lavori immaginavano. Cinque persone indagate tra cui spicca quello del neoeletto consigliere regionale avv. Francesco Scalia nonché ex presidente della provincia di Frosinone e quindi dell’ATO5.
Insieme a lui gli ex dirigenti dell’ACEA ATO5 S.p.A. e i responsabili della S.T.O. Non siamo interessati alle vicende penali di nessuno, ma se la vicenda non ci sconvolge, ci obbliga
però ad alcune riflessioni.
Ovviamente sarà la magistratura a stabilire se i comportamenti degli indagati hanno avuto anche effettivamente una rilevanza penale, ma quel che comunque esce chiaro e incontrovertibile è la conferma puntuale di quanto da anni denuncia il Coordinamento per l’Acqua Pubblica, in ordine alla malagestione del Servizio Idrico.
Il fatto che finalmente la procura diffonda i nominativi degli indagati e divulghi l’impianto
accusatorio con ipotesi di reato gravissime, infatti, rafforza l’autorevolezza della lotta intelligente e avveduta portata avanti dai movimenti dell’acqua in provincia di Frosinone che fanno capo al Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica. Migliaia sono stati i reclami presentanti e nello specifico soprattutto un formidabile esposto querela alla magistratura con dati inappuntabili formalizzato dagli amici del CO.CI.D.A.
Abbiamo dovuto lottare contro tutto e tutti, contro un intero apparato costruito ad arte dall’intreccio perverso tra gli affari e la politica. Abbiamo dovuto sperimentare sulla nostra pelle l’utilizzo strumentale delle nostre istanze da parte di politici, sindacati e amministratori che per logiche diverse da quelle del loro mandato tutto hanno fatto meno che difendere gli interessi dei cittadini.
Una cosa è certa avevamo e abbiamo ragione.
La conclusione dell’indagine, nei modi in cui si è palesata. suona anche come monito ai Sindaci dell’ATO5 che da questo momento, prima di avventurarsi verso ipotesi di voto nell’Assemblea dovrebbero informarsi per tempo e comprendere pienamente cosa stanno avallando, piuttosto che pronunciarsi per puro spirito di scuderia. Il monito è esteso anche al presidente Iannarilli che non può e non deve indulgere in trattative o approcci ormai inutili con un simile gestore espropriando dalle decisioni concrete l’organo sovrano, ovvero l’Assemblea, in seno alla quale, peraltro, non ha neanche diritto di voto. Ancora una volta siamo pronti al confronto, ma vista l’incontestabile competenza dimostrata questa volta oltre al confronto rivendichiamo un ruolo adeguato nelle prossime fondamentali decisioni sul futuro della gestione dei S.I.I.

Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica

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