Forum dei Movimenti per L'Acqua

Pistoia - Indagata Publiacqua

pistoiaIndagati vertici publiacqua pistoia (I.A- A. C.) in seguito a una denuncia di un gruppo di cittadini pistoiesi difesi dall'avv.Pamela Bonaiuti del  Foro di Prato. Il reato è appropriazione indebita ( 646 cp il pp è rubricato al n.  registro noti 4191/13 il PM è dott. Di Vizio) Ai vertici viene contestasto di essersi trattenuti una quota di circa il  13,76% da restituire a tutti utenti su quanto dagli  stessi versato con le bollette dell'acqua e mai restituito da publiacqua.

 

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Rassegna Stampa

 

FIRENZE: INDAGATO IL VERTICE DI PUBLIACQUA (La Nazione Firenze Dom. 22-09-2013)

L’accusa è appropriazione indebita / Aperta un’inchiesta a Pistoia dopo gli esposti su tariffe e investimenti
Comunicato stampa
Inchiesta per appropriazione indebita su Publiacqua, De Zordo e Grassi: "I sindaci decidano se stare con i cittadini o con le spa"
Publiacqua è finita sotto inchiesta a Pistoia per il reato di "appropriazione indebita". Tra gli indagati l'amministratore delegato dell'azienda Alberto Irace, considerato il fatto che il gestore continuava a far pagare in bolletta la «remunerazione del capitale» cancellata dal Referendum del 2011 e da diverse sentenze successive. Non è escluso che la Procura stia facendo chiarezza sugli investimenti di Publiacqua nel 2012. Si tratta dell'ennesima società - dell'ennesima grande opera, quale è la gestione dell'acqua nell'ex Ato 3 - che troppo vicina agli interessi della politica finisce sotto la lente della magistratura. Ci chiediamo allora quando terminerà la cattiva gestione del bene pubblico in Toscana e quando si finirà di allontanare quei funzionari o quegli amministratori che oltre ad essere onesti vogliono capire fino in fondo se gli atti che sottoscrivono rispettano la legge o meno.
Come non dimenticare il recente "allontamento" (parola chiave della politica toscana a quanto pare) da parte del Sindaco di Pistoia dell'assessore all'ambiente Ginevra Lombardi, colpevole di aver chiesto chiarimenti al direttore dell'Autorità idrica toscana (Ait) Alessandro Mazzei, sul perché, sebbene fosse previsto dalla delibera di Ato 3 che Publiacqua investisse 78 milioni nel 2012, ne risultavano invece rendicontati in bilancio solo circa 63. Nessuna risposta è arrivata e anche su questo la Procura dovrà fare chiarezza.
La domanda vera però è perché - come nel caso della Tav per Renzi - i Sindaci sembrano non essere protagonisti di quanto accade con la gestione di terzi, privati, dei beni pubblici. Continuano ad ignorare sia il referendum del 2011 che prevedeva la ripubblicizzazione del servizio idrico e la cancellazione della remunerazione del capitale per i soci. Ignorano che:
- il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua: le tariffe praticate dai gestori dopo il referendum sono illegittime, in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dal referendum del 12 e 13 giugno 2011;
- il Tar della Toscana dà ragione alle tesi del Forum, che ha sempre sostenuto l’illegittimità delle bollette post referendarie. Scrive il Tribunale Amministrativo in un passaggio della sentenza n° 436 emessa ieri: “il criterio della remunerazione del capitale [...] essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente TRAVOLTO dalla volontà popolare abrogatrice”;
- il 13 settembre scorso l'assemblea dei sindaci della provincia di Genova, ha deliberato la restituzione delle somme indebitamente pretese dai gestori del servizio idrico dal 21 luglio al 31 dicembre 2011;
- il giudice di pace di Chiavari, in Liguria ha disposto la restituzione del 22% della bolletta di una cittadina, pari alla quota di profitto che i cittadini pagano sulle bollette dell’acqua, come “remunerazione del capitale”.
Atti e sentenza molto importanti come può ben capire chiunque non abbia interessi perversi da celare, perché oltre a ribadire il valore legislativo dell’istituto referendario riconoscono che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha un limitato potere amministrativo, comunque subordinato all’esito referendario.
Perché allora i sindaci dell'ex Ato 3 continuano a far finta di niente di quanto accade a Publiacqua? Perché a Firenze si paga l'acqua più cara d'Italia e i ricavi non sono destinati, se non in minima parte, agli investimenti ma se ne vanno in utili per i soci della Spa? Perché Renzi e i suoi colleghi non diventano parte attiva nell'applicazione dell’esito referendario? Da che parte stanno? A noi pare chiaro. La Procura di Pistoia forse aprirà gli occhi anche a chi oggi si ostina a non vedere lo scandalo.

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CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”
Tariffe idriche: inchiesta della procura di Pistoia su “Pubbliacqua”. Interrogazione di Monica Sgherri.

Firenze, 25 settembre. Fare chiarezza in merito alla vicenda che avrebbe portato, secondo quanto riportato anche dalla stampa, la Procura della Repubblica di Pistoia ad aprire un inchiesta nei confronti di Publiacqua con l’ipotesi di reato di appropriazione indebita. L’inchiesta prenderebbe avvio da esposti presentati in merito alla questione dell’adeguata remunerazione del capitale investito, e alla sua periodica permanenza nella tariffa pagata dai cittadini per il servizio idrico nonostante essa sia stata abrogata più di due anni fa dalla chiara volontà popolare espressa coi referendum, così come in merito alla questione della necessaria restituzione delle somme relative alla voce – sotto qualsiasi forma o denominazione si presenti – in questione. Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra -  Verdi in Consiglio Regionale spiega le motivazioni e le domande di fondo poste nell’interrogazione presentata oggi alla Giunta Regionale. Al di là – prosegue Sgherri - degli aspetti che competono alla magistratura è però doveroso non abbassare la guardia su questa questione affinché si giunga finalmente al rispetto dell’esito referendario, ad oggi in buona sostanza “tradito”e richiamare tutti gli enti, gli organismi e gestori competenti alla responsabilità nel doverlo rispettare; un rispetto che non avrebbe dovuto e non dovrebbe attendere, come sta avvenendo, l’intervento della magistratura.  Certo è che situazioni come questa avrebbero meno possibilità di avvenire se su tutta questa partita vi fosse stato il “fiato su collo” di un organismo quale il “Comitato per la qualità del servizio idrico integrato e di gestione integrata dei rifiuti urbani” il quale risulta essere previsto dalla legge istitutiva dell’autorità idrica toscana che dovrebbe essere composto da consiglieri regionali, rappresentanti dei consumatori, di associazioni ambientaliste, sindacati e del forum dei movimenti dell’acqua. Ad oggi non è ancora stato attivato ed è di tutta evidenza, una volta di più, quanto esso sia non solo necessario ma urgente.

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