Forum dei Movimenti per L'Acqua

Siracusa: in tre comuni i sindaci non fanno insediare il commissario ad acta per la consegna impianti a Sai 8

i-sindaci-davanti-al-municipio-di-francofonteContinua la battaglia dei sindaci e dei comitati contro i Commissariamenti illegittimi disposti dal Governo dimissionario a pochi giorni dal voto in Sicilia.
Ancora una volta il 24 ottobre, ma già il 18 u.s. a Francofonte, ed il 17 a Sortino, (Sr) Sindaci e comitati si sono schierati sulla porta del municipio di Carlentini per impedire  l'ingresso del commissario ad acta per la consegna delle reti idriche al gestore SAI 8.
Si tratta di una vicenda ormai scandalosa, sulla quale siamo più volte intervenuti in ultimo con l'appello ai Candidati alla Presidenza, e che dimostra quanto in Sicilia sia del tutto aleatorio buon senso e diritto, quando si devono proteggere interessi particolari.
Ricordiamo che il CGA nell'adunanza del 16 ottobre, in seguito al parere richiesto dal Governatore Lombardo sui profili applicativi della legge regionale 2 agosto 2012, (legge blocca nomine per intenderci), ha dichiarate illeggitime e dunque nulle le nomine, comprese quelle dei Commissari ad acta,  disposte oltre il 4 agosto peraltro esplicitando nella motivazione che  "..il legislatore regionale ha provvidamente inteso scongiurare che attraverso l'esercizio dei poteri di designazione, nomina o di conferimento di incarichi, i rappresentanti di un Governo regionale, destinato a cessare inn tempi brevi, possono interferire alterandoli, sull'esito successivo della consultazione elettorale, ponendo in essere comportamenti idonei a "catturare" il voto di fasce di elettorato".
Le nomine dei commissari ad acta per la consegna delle reti idriche, anche in assenza di questo importante parere sono a nostro avviso comunque illeggittime perche non comprese nelle facoltà dell'assessorato all'energia e servizi di pubblica utilità,  il quale ha infatti istituito un albo dei Commissari governativi con poteri sostitutivi esclusivamente in materia di rifiuti.
Sulla vicenda della gestione siracusana di SAI 8, sulla quale già  dall'atto dell'affidamento nel 2007 denunciammo profili di illegittimità, pende ancora un pronunciamento sull'ennesimo ricorso dei sindaci.
Di seguito i comunicati stampa del Sindaco del comune di Canicattini Bagni, e vicepresidente dell'ANCI Sicilia, che riepiloga le vicende contrattuali della gestione siracusana e le ragioni della protesta.
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COMUNICATO STAMPA
Prot. n. 686  24/10/2012
NON SI INSEDIA IL COMMISSARIO REGIONALE A CARLENTINI
QUESTA MATTINA IL SINDACO PAOLO AMENTA, VICE PRESIDENTE DELL’ATO IDRICO,
ANCORA AL  FIANCO DEI COLLEGHI “RIBELLI” PER SCONGIURARE
LA CONSEGNA DEGLI IMPIANTI A SAI8

Nuovo presidio dei sindaci della provincia di Siracusa che si rifiutano di consegnare i loro impianti del servi-zio idrico integrato a SAI 8, questa mattina a Carlentini, per dare man forte al primo cittadino Pippo Basso e scongiurare, come già avvenuto a Rosolini, Sortino, Francofonte e, con altre azioni, anche giudiziarie, negli altri Comuni, l’insediamento del Commissario ad acta, in questo caso l’ingegnere Raffaele Di Salvo, nomi-nato dalla Regione per dare corso al passaggio degli impianti alla società che attualmente gestisce il servizio.
Il presidente Raffaele Lombardo e l’assessore regionale all’Energia, Claudio Torrisi, che fa le nomine, non demordono, e ad appena tre giorni dalle elezioni regionali continuano l’assedio ai Comuni, come lo defini-scono i “sindaci ribelli”, con il tentativo di fare insediare i Commissari che, sostituendosi, appunto, ai primi cittadini, provvederanno al loro posto al passaggio delle “consegne”.
Consegne che i sindaci di Avola, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Carlentini, Ferla, Francofonte, Melil-li, Palazzolo Acreide, Sortino, Rosolini,  guidati dal vice presidente dell’ATO Idrico, il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, vice presidente regionale dell’ANCI Sicilia, non hanno proprio intenzione di fare, so-prattutto a ridosso delle elezioni regionali, consapevoli che, proprio alla Regione, da tempo, è presente un di-segno di legge di iniziativa popolare presentato in sinergia con il Comitato Acqua Bene Comune e approvato da ben 150 Consigli Comunali, che ridisegna la normativa sulla gestione dell’acqua, alla luce del referendum che ha sancito che l’acqua debba essere di gestione pubblica e  alla luce dell’ormai scadenza degli ATO.
Come sempre, accanto ai “sindaci ribelli”, amministratori e consiglieri comunali, era presente il Comitato “Acqua Bene Comune” con Josè Sudano e molti militanti, Comitati spontanei delle altre città della provincia, tanti cittadini carlentinesi e gli studenti delle scuole cittadine, con la significativa presenza di alcuni sindaci,  come quelli di Floridia e Solarino, ma in più occasioni anche di Buccheri e Noto, i  cui Comuni, nell’ambito dell’allora calendarizzazione delle consegne richiesta proprio da SAI 8 (altrimenti avrebbe avuto difficoltà  nella gestione iniziale di 21 Comuni e nell’avvio degli investimenti per  500 milioni di euro previsti per i trent’anni di gestione), ebbero la sfortuna di consegnare, subendo oggi, come gli stessi denunciano, disservizi e mancato avvio degli investimenti (in questi tre anni SAI 8 avrebbe dovuto effettuare, ma non li fatto, de-nunciano i sindaci, investimenti per 64 milioni di euro).
Anche a Carlentini, per problemi di ordine pubblico, il Commissario ad acta non si è insediato, ma quelli che si sono vissuti nella cittadina agrumicola, questa mattina, sono stati momenti di tensione per la presenza, ritenuta “inopportuna”, a fianco del Commissario regionale, dei dirigenti di SAI 8.
Come si ricorderà, alla base del rifiuto dei “sindaci ribelli” c’è la consapevolezza che l’acqua debba rimanere un “bene pubblico”, oltre a tutta una serie di inadempienze contrattuali che vengono contestati a SAI 8, l’ATI composta dalla milanese Saccecav e dalla siracusana Sogeas, quest’ultima, tra l’altro, dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa, che allora si aggiudicò il servizio attraverso un bando che il CGA ha decretato essere “illegittimo”, e la cui assegnazione del servizio, la Procura della Repubblica di Siracusa nell’ambito dell’inchiesta “Oro Blu”  ha ribadito sarebbe frutto di una “turbativa d’asta” attraverso la presentazione, da parte delle due società che costituiscono Sai 8 (Saccecav e Sogeas), di una “fidejussione irregolare per la par-tecipazione alla gara ad evidenza pubblica”.
E proprio la mancata presentazione delle fidejussioni mancati  e i versamenti dei canoni annuali, in aggiunta ai mancati investimenti, sono le inadempienze che i “sindaci ribelli” contestano a SAI 8, chiedendo alla Re-gione, ed oggi anche al Tribunale Civile, lo scioglimento di tutti i contratti.
«Siamo veramente alla farsa – ha dichiarato il vice presidente dell’ATO Idrico della provincia di Siracusa, Paolo Amenta – a tre giorni dal voto regionale, il Governatore Lombardo e l’assessore all’Energia, Torrisi, continuano “irresponsabilmente” il loro assalto ai Comuni, sapendo che dopo le elezioni un nuovo Governo e una nuova Assemblea Regionale si occuperanno dell’acqua in Sicilia, decretandone la gestione pubblica, così come previsto dal disegno di legge di iniziativa popolare votato da 150 Consigli Comunali, e così come votato da oltre il 90% degli italiani con il Referendum. È vergognoso l’atteggiamento del Governatore nei confronti di questo problema vitale per i cittadini. Una vicenda, quella della gestione dell’acqua e del Com-missariamento, prima dell’Assemblea dell’ATO e poi dei singoli Comuni in provincia di Siracusa, che si sta consumando con la totale assenza della politica e dei deputati regionali, mai visti al nostro fianco e al fianco dei cittadini che assieme a noi nei presidi difendono il loro futuro».
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COMUNICATO STAMPA
Prot. n. 685  18/10/2012
IL SINDACO AMENTA  ANCHE STAMANI IN PRILA FILA
DAVANTI AL COMUNE DI FRANCOFONTE PER SCONGIURARE L’INSEDIAMENTO DEL COM-MISSARIO PER LA CONSEGNA DEGLI IMPIANTI A SAI 8
Dopo Rosolini, ed ieri a Sortino, stamani il fronte unico dei sindaci della provincia di Siracusa che si oppone alla consegna  degli impianti della rete idrica e fognante a SAI 8,  l’ATI composta dalla siracusana Sogeas (quest’ultima dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa) e dalla milanese Saccecav, che gestisce il servizio idrico integrato nel siracusano, si è spostato a Francofonte, dove stamattina doveva insediarsi il commissario ad acta nominato dalla Regione, l’ingegnere Marco Bonvissuto.
Ancora una volta i sindaci guidati dal vice presidente dell’ATO Idrico, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e vice presidente regionale di Anci Sicilia, l’associazione dei Comuni italiani, assieme al Comitato “Acqua Bene Comune”, al Comitato spontaneo cittadino francofontese “Acqua Libera” con in testa l’ex con-sigliere comunale Saro Sidoti, e a tanti cittadini, sono scesi in piazza in soccorso di un altro Comune, Franco-fonte, e del suo sindaco “ribelle”, Giuseppe Castania, per scongiurare la “consegna forzata” degli impianti ad una società, Sai 8, da tempo ormai al centro di un braccio di ferro tra  il presidente della Regione Raffaele Lombardo e i pochi assessori rimasti nella sua Giunta, tra questi quello all’Energia, Claudio Torrisi, che no-mina i commissari ad acta nei Comuni, esautorando così i sindaci e la loro decisione di mantenere pubblica l’acqua, così come deciso da oltre il 90% degli italiani nel recente referendum.
Un braccio di ferro che oltre a giocarsi nelle piazze da tempo ormai si gioca anche nelle aule giudiziarie ed amministrative, tra TAR, CGA e Tribunali Civili sono rivolti.
Con Amenta e Castania erano presenti il sindaco di Palazzolo Acreide, Carlo Scibetta, quello di Cassaro, Nello Pisasale, di Sortino, Enzo Buccheri, il vice sindaco di Ferla, Giuseppe Malignaggi, il vice sindaco di Buscemi, Nuccia Caristia,  quello di Carlentini, Giuseppe Demma, e il sindaco di Floridia, Orazio Scalorino, i cui impianti sono già da tempo gestiti da Sai 8, ma dal quale si vuole venir fuori, così come altri Comuni, per i disservizi causati ai cittadini. È di ieri infatti la diffida presentata da Scalorino per la decisione di Sai 8 di inviare preavvisi di distacco della fornitura idrica (che è un bene primario) agli utenti, molti dei quali, co-me sostiene lo stesso sindaco, in regola con i pagamenti.
Assenti, totalmente, i rappresentanti della politica regionale, i deputati regionali che, come denuncia il sinda-co Paolo Amenta, non hanno saputo fermare questo pressing di commissariamenti da parte della Regione.
A Sai 8, come si sa, i sindaci chiedono la rescissione del contratto sia per quanto sentenziato dal CGA, che decretava illegittima la gara di assegnazione del servizio, sia per quanto emerso nell’inchiesta del febbraio scorso della Procura della Repubblica di Siracusa, “Oro Blu”, che ha ribadito che il servizio sarebbe frutto di un Bando di Gara “illegittimo” e di una “turbativa d’asta” attraverso la presentazione, da parte delle due so-cietà che costituiscono Sai 8 (Saccecav e Sogeas), di una “fidejussione irregolare per la partecipazione alla gara ad evidenza pubblica, sia per tutta una serie di inadempienze contrattuali, ad iniziare  dal mancato avvio degli investimenti, alla mancata presentazione della fidejussione, al mancato pagamento dei canoni, al man-cato avvio degli investimenti per 64 milioni di euro previsti dal Piano in questi tre anni (investimenti che ammontano a 500 milioni di euro nei 30 anni della convenzione), per finire ai disservizi che i Comuni che hanno consegnato a suo tempo gli impianti lamentano.
Oggi, così come a Rosolini ed ieri a Sortino, il commissario regionale, non si è insediato per motivi di ordine pubblico, come si legge nel verbale stilato tra le parti davanti al comandante della Stazione dei Carabinieri di Francofonte, Davide Contrino. Questo però non sta fermando le “incursioni” degli altri commissari nei vari Comuni del siracusano che non hanno consegnato gli impianti (Avola, Buscemi, Canicattini, Cassaro, Car-lentini, Ferla, Francofonte, Melilli, Palazzolo Acreide, Sortino, Rosolini).
«Non è più possibile assistere a queste “forzature” da parte della Regione e del suo governatore Raffaele Lombardo – ha dichiarato il vice presidente dell’ATO Idrico della provincia di Siracusa, Paolo Amenta – tra il silenzio generale della politica e di una deputazione regionale quasi del tutto assente, che in questi anni ha lasciato sempre soli i sindaci e i loro cittadini. A nessuno di loro, ad appena 10 giorni dalle elezioni regionali, sfiora il dubbio che magari il nuovo Presidente o la nuova Giunta, così come la nuova Assemblea Regionale, possano avere soluzioni diversi rispetto alle attuali di scontro con i sindaci e i loro concittadini. Magari il nuovo Governatore della Sicilia vorrà farsi carico di legittimare il voto della totalità degli italiani che hanno detto no all’acqua privata, e al contrario di Lombardo, vorrà di sicuro dialogare e confrontarsi con i sindaci e i Comitati per l’acqua Bene Comune. A noi dispiace dover impedire il lavoro di funzionari regionali, nominati commissari, che non fanno altro che il loro dovere, ma abbiamo un dovere anche noi sindaci: difendere e fare gli interessi dei nostri cittadini e delle nostre città. L’acqua è un bene primario, in-dispensabile per la salute delle persone, e non può essere privato ai cittadini. Né tantomeno qualcuno, in questo caso la Regione, sostenuta dai dirigenti di Sai 8,  ci può costringere a commettere, quella che per noi sindaci è una illegalità, consegnando i nostri impianti ad una società che oltre ad essere inadempiente, per non aver rispettato le norme contrattuali, di fatto non dovrebbe più neanche esistere, essendo venuta meno una parte dell’Associazione Temporanea d’Impresa attraverso il quale è nata Sai 8, essendo stata dichiarata fallita una delle due società che la compongono. Si abbia il buon senso di aspettare la conclusione delle ele-zioni regionali e la formazione del nuovo Governo, che sono sicuro si pronuncerà su questa triste vicenda che interesse le nostre comunità».

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