Forum dei Movimenti per L'Acqua

News Acqua Sardegna (novembre 2014)

SardegnaNotizie dall’Isola…

CAUZIONE ABBANOA – 55 euro una tantum a famigliaAbbanoa rischia una seconda class action. In Sardegna monta la rivolta per le richieste di pagamento dei depositi cauzionali.

Ecco le cifre dell' una-tantum, fissata dall'Authority nazionale di vigilanza ed è estesa a tutte le regioni italiane: 55,39 euro per ogni cliente "domestico residente", 64 euro per le "utenze domestiche dei non residenti" (ovvero le secondo case), 132,24 euro per le "non domestiche", cioè le erogazioni destinate ad aziende. Tutto, eventualmente, in due rate. Per altri tipi di uso d'acqua il costo della cauzione sale. Di parecchio. Così il salasso, davvero imprevisto, è già al centro di una valanga di polemiche...

DEPOSITO CAUZIONALE – Il provvedimento è a sfavore degli utentiPer l’avvocato Franco Dore, la delibera di Abbanoa non sarebbe del tutto legittima. Una prima perplessità investe la legittimità della stessa delibera e quindi dell’operato dell’Aeegsi. Secondo Dore la costituzione di un deposito cauzionale dovrebbe essere lasciata alla libera iniziativa delle parti e non può costituire un adempimento di un obbligo di legge. Inoltre, «L'autorità ha disposto che il gestore non può richiedere all'utenza il versamento del deposito cauzionale né altre forme di garanzia qualora non abbia adottato e pubblicato la Carta dei servizi conforme alla normativa in vigore, mentre Abbanoa ha adottato la Carta del Servizio il 10 gennaio 2007 e non ha mai provveduto ad adeguarla»....

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Adiconsum ai cittadini: “sospendete il pagamento”

I Sindaci di Riola Sardo e Santa Giusta: “Cittadini non pagate la cauzione”

Anche la Cisal diffida Abbanoa

SERVIZIO IDRICO – L’Ente di governo dell’acqua sostituirà l’Autorità d’ambitoUn’altra riforma è in arrivo: è quella che dovrà superare il commissariamento del servizio idrico integrato. Soppressa nel 2013 l’Ato, le funzioni dovranno essere riorganizzate prima del 31 dicembre. Il primo passo lo ha fatto la Giunta: su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Maninchedda, ha approvato il disegno di legge che propone l’istituzione dell’Ente di governo d’ambito e la riorganizzazione definitiva del sistema di governo dell’acqua in Sardegna. L’Ente sarà, come lo era l’Ato, a monte di Abbanoa e deciderà sui piani d’investimento e le tariffe...

ABBANOA – La Finanza conferma le accuseBallano ancora 20 milioni di euro, che Abbanoa ha ricevuto dalla Regione per finanziare i lavori di opere idriche e che invece sono finiti nelle spese correnti indispensabili per tenere in piedi la baracca. La Procura intende scavare a fondo sulla gestione e sulle scelte operative fatte nel corso degli ultimi anni dai vertici di Abbanoa per capire come è stato possibile accumulare in otto anni un indebitamento vicino al miliardo di euro, solo in minima parte riassorbito grazie alla generosa capitalizzazione concessa dalla Regione dopo la firma di un documento che obbliga da qui al 2025 la Sardegna a privatizzare il servizio idrico...

L’ACQUA PRIVATA NEL 2025 – L’ha stabilito la Regione - C’è un piano per impedire che sia un unico concessionario pubblico a gestire il servizio idrico in Sardegna per aprire la strada col fallimento ad un operatore speculativo privato: è stato l’amministratore unico di Abbanoa Ramazzotti a lanciare l’allarme in risposta all’annunciata ipotesi di riavvio della procedura fallimentare da parte della Procura di Cagliari. Gli atti però dicono l’esatto contrario, perché è stata la Regione e non una meglio precisata regia esterna a creare le condizioni perché il servizio idrico sardo, oggi in mano a una società in house a totale partecipazione pubblica, passi in capo a un operatore privato nel giro di dieci anni...

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Acqua privatizzata? Non è detto

CHIARAMONTI – Il Consiglio comunale frena la corsa alle trivellazioniTroppo lacunoso e privo di garanzie per la salute pubblica e l’ambiente il progetto presentato nel 2011 dalla multinazionale con sede in Toscana e così, in seduta straordinaria, il Consiglio ha detto no al rilascio del permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato “Martis” e “Sedini” della Geoenergy. Nel progetto ci sono molti lati oscuri che sono stati secretati con il segreto industriale. Da qui la decisione dell’amministrazione di bloccare questo permesso, almeno finché la Regione non si pronuncerà sugli eventuali rischi sulla salute pubblica, di inquinamento delle falde acquifere o di dissesto idrogeologico...

BONIFICHE – Il caso arriva anche a BruxellesSarà l’Europa a costringere lo Stato e le aziende che hanno inquinato a fare le bonifiche? I rifiuti tossici sepolti a Minciaredda e i veleni del petrolchimico di Porto Torres, la marea nera di Eon a Fiume Santo, i fanghi rossi di Portovesme, i fumi di acciaieria, le immissioni nocive della raffineria Saras a Sarroch, le acque di falda inquinate dalla società minerarie a caccia di oro, persino nei poligoni militari il terreno contaminato. E i rischi per la salute di migliaia di sardi che vivono nelle vicinanze degli stabilimenti che rilasciano tossine nell’aria, in mare e nel sottosuolo. È un lunghissimo elenco di disastri quello presentato ai funzionari europei da Franco Era, avvocato e consigliere comunale del Centro Democratico...

Notizie dai Continenti...

GESTIONE DELL’ACQUA – Controllori e controllati vanno a braccetto. Anche gli Enti d’Ambito si associano a Federutility - Gli Enti d'Ambito sono istituzioni pubbliche composte dagli Enti Locali di un determinato territorio e svolgono funzioni fondamentali relative all'organizzazione del servizio idrico e al controllo della gestione.Mentre Federutility è la federazione che riunisce le aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori Energia Elettrica, Gas e Acqua ed esercita la rappresentanza nazionale di questi comparti. Appare, dunque, evidente come sia "inammissibile" la commistione, all'interno della stessa associazione, di chi svolge il ruolo di controllore (Enti Ambito) e chi quello di controllato (gestori/aziende)...

PIETRASANTA – “Non bevete quell’acqua”. Il veleno di Agatha Christie che fa tremare la VersiliaDa almeno tre anni nell’acqua dei quattro comuni della Versilia c’è il tallio, metallo prezioso quanto tossico. Ne sono state scoperte altissime concentrazioni in una falda: fino a 10,1 microgrammi al litro, quando il limite tollerabile dall’organismo umano è di 2 microgrammi. Perché nessuno ha fatto niente? La giustificazione fornita dalla Asl è una di quelle contorsioni burocratiche inaccettabili per qualunque cittadino che quell’acqua ha bevuto e soprattutto pagato. “Il tallio non rientra tra i parametri di qualità e conformità previsti dalla normativa e quindi non viene ricercato di routine. Lo abbiamo rilevato con nuove analisi soltanto adesso"...

BASILICATA – Non rifiuti ma petrolio: nuova Terra dei fuochi - Ogni giorno la popolazione delle province di Bari, Taranto e Lecce beve l’acqua proveniente dal lago Pertusillo. Con la stessa acqua, vengono irrigati i campi della Basilicata che producono alcune tra le eccellenze dell’agricoltura italiana: vino doc e biologico, olio, fagioli, peperoni, frutta. L’area in cui si trova il Pertusillo, la Val d’Agri, ospita anche il più grande giacimento di idrocarburi in terraferma d’Europa. E, da anni, l’Eni e la Shell trivellano senza sosta. Secondo le autorità competenti, non c’è rischio di inquinamento. Purtroppo, i dati dimostrano il contrario...

TOSCANA – Acquedotto eternit, allarme acqua pubblica - Dura denuncia di Perunaltracittà riguardo l’acqua pubblica bevuta ogni giorno da 1,3 milioni di cittadini italiani. Il laboratorio politico di Firenze, ha infatti reso pubblici i dati di uno studio sul chilometrico acquedotto eternit ancora oggi in funzione in Toscana. Si tratta di 225 chilometri di acquedotto eternit appartenente alla rete idrica di Publiacqua Spa, società che farebbe pagare le bollette sull’acqua pubblica più alte in assoluto, con reti peggiori dell’intera Toscana e sprecando, inoltre, l’enorme quota del 51% rispetto a quanta acqua viene messa in rete ogni giorno...

VEOLIA – Condannata per distacco illegale dell’acquaIn Francia esiste dall’inizio di quest’anno una legge che proibisce alla società di gestione dell’acqua il distacco del contatore nella residenza principale se l’utente è moroso e non è provata la sua malafede. E così il tribunale di Bourges ha condannato Veolia Acque a 9620 euro di ammenda, per aver interrotto la fornitura dell’acqua dal 23 luglio al 7 ottobre ad una famiglia indigente, impossibilitata a pagare una fattura di 593,73 euro...

DUBLINO – L’acqua è un diritto umano. L’Irlanda scende in piazza contro la nuova tassa voluta dalla Troika - 120.000 cittadini sono scesi nelle piazze di tutto il paese sabato per manifestare contro la nuova tassa e contro l'austerità in generale: "L'acqua è un diritto umano e non un fine di lucro", “La nostra fornitura d'acqua non è in vendita". “I cittadini chiedono al governo irlandese di non dover pagare la nuova tassa”. Il piano di "salvataggio" della Troika per l'Irlanda ha previsto l'imposizione di una tassa sull'acqua pubblica, che costerà ai cittadini fino a 400€ all'anno...

DETROIT – Acqua staccata a chi non paga. Interviene l’Onu: violati i diritti umani -La crisi economica che ha spinto il comune di Detroit alla bancarotta ha attirato anche l’attenzione dell’Onu, che ha inviato nella città una squadra per verificare se i diritti umani dei suoi abitanti sono stati violati. La missione era legata al fatto che le autorità locali tra il 2012 e il 2013 hanno interrotto la fornitura di acqua a più di 45.000 utenti morosi. Naturalmente il Palazzo di Vetro non ha il potere di ordinare a Detroit come comportarsi, ma ha sollecitato un paio di soluzioni. La prima è interrompere il blocco delle forniture; la seconda è rivolgersi alle autorità statali o federali, affinché forniscano i fondi per assicurare l’acqua ai cittadini...

GUATEMALA – Diga di Chixou, finalmente giustizia - La diga Chixoy, finanziata dalla Banca mondiale, costruita nei primi anni Ottanta sull’omonimo fiume del paese centroamericano, causò la morte di 444 indigeni maya Achi. Furono oltre tremila le persone sfollate, mentre almeno seimila famiglie si videro private delle proprie terre. Per oltre tre decenni i superstiti di quel massacro, costretti a vivere nell’indigenza e nell’indifferenza generale, hanno denunciato le violazioni subite e preteso verità e giustizia. Finalmente lo scorso 14 ottobre le loro richieste hanno ricevuto la giusta risposta...

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