Forum dei Movimenti per L'Acqua

News Acqua Sardegna (Dicembre 2013) - Numero 1

SardegnaFORUM ACQUA - Il disastro sardo frutto di incuria e malapolitica - Analizzando le politiche nazionali e territoriali appare chiaro come disinteresse e incuria siano i veri responsabili del disastro generato in Sardegna. L'unica misura adottata in Italia negli ultimi anni è stata la revisione dei piani sul rischio alluvione in seguito al disastro di Sarno. Ebbene, anche in quel caso è stata l'approssimazione a guidare i nostri governanti e i nuovi piani si basano su dati di inizio 900 nonostante il regime delle piogge sia completamente cambiato negli ultimi due decenni. La tutela del patrimonio idrogeologico è l'unica grande opera di cui il Paese ha bisogno; si dirottino su questa emergenza i fondi per TAV, F35, navi da guerra, grandi superstrade e per tutte quelle opere, dannose oltre che inutili, che stanno riducendo il nostro paese a luogo di continua emergenza idrogeologica...

 

SASSARI – Ecco i dieci paesi edificati sopra i fiumi “tombati” - Viene definito col termine risanamento, ma è un termine molto di comodo. Nel senso che tombare un fiume può servire all’uomo per colonizzare un territorio, ma di certo non aiuta la natura a conservare il suo fluire vitale. Così da mezzo secolo torrenti e ruscelli vengono inscatolati dentro il calcestruzzo, e i loro percorsi piegati alle esigenze dell’edilizia. L’elenco dei paesi germogliati sopra fiumi sotterranei è molto lungo: Bultei, Tula, Ossi, Mores, Sennori, Ittiri, Semestene, Bonorva, Castelsardo, Ozieri sono solo degli esempi. E sono tutti degli azzardi contro le leggi di natura...

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Alluvione, “calamità innaturale”, vittime, responsabilità: iniziate a dimettervi

 

DISASTRO AMBIENTALE – 20 depuratori distrutti - Venti depuratori devastati, sei potabilizzatori in tilt, reti idriche e fognarie stravolte. Abbanoa lancia l'allarme: gli effetti del ciclone «Cleopatra» rischiano di trasformarsi in un'immensa catastrofe ambientale. Depuratori e potabilizzatori sono invasi dalla marea di fango e acqua, alcuni impianti di sollevamento bloccati da black out elettrici e parti di condotte spazzate via dalle esondazioni, il sistema fognario intasato a causa dell'ingorgo di raccolta di acque bianche e nere. L'emergenza più grave a Dorgali e Oliena, nel Nuorese...

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Depuratori in tilt dopo l’alluvione, ambiente a rischio

 

SASSARI – Dodici vasche d’accumulo costate miliardi e mai usate - Sono state costruite quindici anni fa, costate un miliardo ciascuna e fino ad oggi non hanno mai funzionato. Soldi comunitari buttati. Avrebbero il compito di intercettare l’acqua che si riversa appena comincia il temporale, quella che cola lungo le strade e scorre dentro i tombini. Si riempirebbero e poi rilascerebbero gradatamente. In questo modo mitigherebbero la portata della piena. Forse non risolverebbero nulla in caso di bombe d’acqua, ma eviterebbero qualche lieve allagamento. Ma per ora sono dei monumenti allo spreco, perché ancora il Comune e Abbanoa non si sono messi d’accordo sulla presa in carico...

 

CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE – La mobilitazione continua - Nel ddl Ambiente collegato alla Legge di Stabilità, è stata istituita una tariffa sociale per l’acqua, che, nelle intenzioni del governo, sarebbe una "prima risposta al messaggio politico venuto dal referendum". Pur ritenendo la tariffa sociale una questione di assoluta rilevanza, contestiamo tale lettura, in quanto non si distacca dalla logica della mercificazione dell’acqua. La copertura della tariffa sociale graverà, infatti, sulle bollette dei cittadini stessi e non su chi finora ha ottenuto profitti dalla risorsa idrica. La mobilitazione pertanto continua, per la definitiva eliminazione dalle bollette della quota di remunerazione del capitale investito, che in Sardegna è pari al 14%. Scarica la modulistica dal sito del Comitato...

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Rispetto del referendum, la tariffa sociale non basta

Decreto ambiente, la bolletta dell’acqua sarà calcolata in base al reddito

 

DECRETO AMBIENTE – Acqua per tutti e i ricchi pagano di più - La tariffa dell’acqua la decide il reddito. Chi è più ricco più paga. E chi non può pagare, ha comunque il diritto a usufruire della quantità d’acqua minima per sopravvivere. Sono queste, tariffa sociale e pagamento in base al reddito, le due novità introdotte dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri e collegato alla legge di stabilità. Si parte da un principio di equità, dall’acqua come bene primario e universale. Tutti d’accordo su questo aspetto, ma tanti dubbi sull’applicabilità: ancora di più in una realtà, come quella sarda, dove la gestione del servizio idrico da parte di Abbanoa è segnata dalle polemiche...

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Tariffa sociale – Si annulla il business per i privati

 

CAGLIARI – Controlli su Abbanoa? Mai fatti - Abbanoa ha gestito senza alcun controllo da parte dell’Autorità d’ambito il servizio idrico della Sardegna e il suo stato finanziario - appesantito da perdite per 830 milioni maturate in meno di otto anni - non è mai stato sottoposto ad alcuna verifica da parte di chi è chiamato per legge a monitorarne i conti. E’ la clamorosa conferma emersa in Procura dove il pm Giangiacomo Pilia, che indaga contro ignoti per peculato e abuso d’ufficio, ha sentito come persone informate sui fatti i componenti del comitato tecnico dell’Autorità d’ambito, l’organismo dedito al controllo dell’attività amministrativa e della gestione di Abbanoa...

 

TRAMATZA – Maxi bollette per 60 milioni, i Comuni attaccano - «Non siamo il Bancomat di Abbanoa». Didascalico quanto chiaro e irritato, Enrico Collu, sindaco di San Sperate, è intervenuto all’assemblea dell’Anci alla quale hanno partecipato cento sindaci arrivati da tutta la Regione, sventolando una bolletta, la stessa che è piovuta su tutti i Comuni della Sardegna per “la depurazione delle acque piovane delle caditoie comunali”. Ma gli amministratori non hanno nessuna intenzione di pagare il conto che, complessivamente, ammonta per ora a 60 milioni di euro, quindi sono pronti a prendere in mano l’ascia di guerra (mai sotterrata) e aprire l’ennesima vertenza contro la società che gestisce il servizio idrico...

 

ABBANOA – Rivoluzione digitale - Sportello online e scrivania virtuale. Parte da Sassari e da Cagliari la “rivoluzione digitale” di Abbanoa. Da adesso è sufficiente un clic per inoltrare un reclamo, chiedere la cessazione dell’utenza, presentare un nuovo contratto o un subentro, verificare la propria posizione contrattuale, ma anche le fotografie delle letture dei contatori. «È un altro passo avanti nell’era della trasparenza e della certificazione dei dati», dicono ad Abbanoa...

 

SEDINI – Un secco no al geotermico - Il Consiglio comunale ha affrontato nella sua ultima seduta il tema relativo alla geotermia e alla possibilità che la Regione dia il via alle perforazioni esplorative in Anglona e pone l’accento sul pericolo di contaminazione a cui verrebbero esposte le falde acquifere. Inoltre, le centrali geotermiche andrebbero ad intaccare in maniera irreversibile un territorio di grande pregio naturalistico ed archeologico, ad alta vocazione rurale nonché serbatoio di biodiversità floro-faunistiche. Il tutto senza apportare alcun vantaggio alle popolazioni locali ma solo speculazioni. Il consiglio comunale, con voto unanime, ha deliberato di opporsi alle perforazioni geotermiche e di coinvolgere la popolazione convocando una riunione pubblica con esperti del settore...

 

Notizie dai Continenti...

 

REFERENDUM ACQUA – Ad Arezzo un’altra vittoria sulle tariffe - Dopo la sentenza del giudice di pace di Chiavari che aveva obbligato il gestore a rimborsare la quota di remunerazione del capitale investito incassato nel periodo tra luglio e dicembre del 2011, arrivano due sentenze del giudice di pace di Arezzo che obbligano il gestore Nuove Acque a rimborsare la quota di profitto da luglio 2011 a gennaio 2013. Le sentenze confermano la correttezza di quello che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto: dopo l’esito referendario tutto il profitto – comunque denominato – deve essere eliminato dalle bollette...

 

BIOCIDIO – Quanto inquinano gli AmericaniI militari USA non bevono l’acqua contaminata di Napoli, però smaltiscono le loro scorie nel nostro Paese. Metalli pesanti, pesticidi, Pcb: sono i rifiuti delle basi di Aviano, Livorno, Napoli, Sigonella e Vicenza. È l'altra faccia - tenuta debitamente riservata - della presenza militare d'oltreoceano. Un documento del 2010 firmato dalla Defence Logistics Agency specifica nei dettagli come dovranno essere smaltite le scorie pericolose: trattamento, incenerimento e discariche. Ogni tipo di veleno ha la sua destinazione: tutte le strade, però, portano in Italia. Ma se sorgono controversie di qualsiasi tipo, a decidere non saranno i tribunali italiani: il giudizio è riservato ad un apposito foro statunitense...

Saluti e alla prossima newsletter

 

Comitato Acquabenecomune di Planargia e Montiferro

 

 

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