Forum dei Movimenti per L'Acqua

DDL ripubblicizzazione AQP. L'intervento in conferenza stampa del Comitato pugliese

2acquaIl disegno di legge di ripubblicizzazione dell'AQP è stato redatto dal tavolo tecnico Regione Puglia – Movimenti per l’Acqua Bene Comune, istituito con delibera di giunta regionale dell'ottobre 2009. Il testo di legge è stato licenziato nel dicembre 2009 ma approvato dalla giunta con delle significative modifiche rispetto al testo elaborato dal tavolo tecnico, che hanno portato il movimento a chiedere delle correzioni recepite in una successiva delibera di giunta del febbraio 2009. Il testo non è stato, però, portato in Consiglio Regionale entro la fine della legislatura.

La attuale maggioranza di centro-sinistra si è pubblicamente impegnata, durante la campagna elettorale, a portare la legge di ripubblicizzazione in Consiglio Regionale nei primi cento giorni di governo, in caso di rielezione.

La attuale giunta ha licenziato nuovamente il disegno di legge a maggio 2010, ma solo ad ottobre sono state avviate le audizioni presso le commissioni regionali competenti (II e V).

A dicembre abbiamo sollecitato in due occasioni la giunta e la maggioranza consiliare affinché fosse rispettato il termine dei cento giorni: ritenevamo e riteniamo, infatti, grave che questo processo non si sia compiuto in un tempo compatibile con l'impegno assunto.

Durante l'incontro del 28 dicembre, l’Assessore Amati ha assunto pubblicamente l'impegno di garantire una comunicazione più “fluida” fra cittadinanza e istituzioni e a presentare il DDL in Consiglio entro la fine di gennaio.

Nel mese di gennaio, però, sono stati presentati diversi emendamenti al DDL sulla ripubblicizzazione dell’AQP, comunicati al Comitato dall'Assessore alle OO. PP. Amati.

Ritenendo non condivisibili alcuni emendamenti, in quanto non in linea, a nostro parere, con i principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, abbiamo chiesto un incontro urgente per esporre quanto prima le nostre perplessità

La nostra preoccupazione è dettata dal fatto che il provvedimento che si sta profilando con gli emendamenti trasmessi presenta differenze sostanziali rispetto al testo approvato dalla giunta lo scorso 11 maggio essendo - a nostro avviso - inciso in punti importanti e dirimenti.

Riteniamo che la ripubblicizzazione si fondi su tre pilastri che sarebbero disattesi dall'approvazione del DDL come emendato:

-        gestione di tutto il SII in Puglia attraverso un soggetto di diritto pubblico ed esclusione del profitto da parte di privati nella gestione del SII o parti di esso;

-        gestione partecipata da parte dei cittadini e dei lavoratori al governo del SII;

-        garanzia per tutti, anche coloro senza mezzi, a condizioni minime di servizio.

Riteniamo che alla luce degli ultimi emendamenti trasmessi dall’Assessore Amati, tali principi risultano sensibilmente "annacquati" o stilati in forma che in alcuni passaggi appare non chiara e suscettibile di molteplici interpretazioni.

Confidiamo, in ogni caso, nella prosecuzione del confronto con il governo regionale e, a tali fine, abbiamo provveduto ad inviare le nostre osservazioni relative agli emendamenti trasmessi dall'assessore Amati.

Vorremmo, inoltre, sottolineare che, a nostro avviso, gli emendamenti da noi valutati negativamente non sono necessitati dalla sentenza della Corte Costituzionale (n. 325/10) che ha rigettato i ricorsi delle regioni relativi al decreto Ronchi.

 

Tra le osservazioni critiche trasmesse, riteniamo particolarmente rilevanti i tre punti che seguono:

 

I . ART. 2 COMMA 2

Il testo emendato afferma che l'affidamento del SII all'azienda pubblica regionale avviene in conformità all'art. 23 bis del Dl 112/2008, comma 3 che così recita: “In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l’affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall’ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta “in house” e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia di controllo analogo sulla società e di prevalenza dell’attività svolta dalla stessa con l’ente o gli enti pubblici che la controllano”.

Appare quantomeno politicamente stridente richiamare un articolo di legge che si chiede di abrogare con i referendum che la stessa regione Puglia, come più volte ricordato dall'assessore Amati e dal Presidente Vendola, appoggia.

Inoltre, la trasformazione dell’AQP SpA in Soggetto di Diritto Pubblico non può risultare conforme a tale articolo (che fa riferimento alle SPA in house).

II. ART 5 COMMA 4

Il testo emendato prevede la possibilità che l'AQP gestisca attività in stretta conseguenza della gestione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di società miste (nella versione originaria, invece, l'AQP aveva la possibilità di gestire attività diverse dal servizio idrico integrato attraverso la costituzione di società anche miste e consorzi pubblici).

Riteniamo che se tale articolo fosse approvato in questa formulazione, si trasformerebbe l'AQP in ente pubblico ma una parte di attività – al momento non meglio specificate – sarebbero gestite da società miste cioè da società di diritto privato con capitale privato. Si aprirebbe così la porta a chi vuole privatizzare, a chi mira a fare profitto sull'acqua.

Questo contraddirebbe tutto il percorso di ripubblicizzazione fatto fin'ora.

Secondo le nostre valutazioni questi emendamenti, se approvati, non vanno nella direzione di una gestione del servizio idrico realmente pubblica e partecipata.

In ogni caso siamo perplessi e preoccupati che sia stato presentato tale emendamento.

 

III. ART. 8

Il governo dell’“Acquedotto pugliese” è affidato, in base al testo emendato, ad un amministratore unico e non più ad un consiglio di amministrazione. La nomina è affidata al Presidente della Regione, sentita la giunta, mentre il testo elaborato dal tavolo paritetico prevedeva la scelta del Presidente sulla base di una rosa di nomi proposti dall'assemblea dei Comuni.

L'accentramento dei poteri nelle mani del Presidente e l'eliminazione del potere di proposta dei Comuni ci sembra in contraddizione con un'idea della politica intesa come partecipazione e anche  incongruo rispetto alle modalità con cui il testo del DDL è stato redatto.

Come abbiamo sempre ribadito il nostro obiettivo è una gestione PUBBLICA e PARTECIPATA.

E' evidente che non è possibile parlare di partecipazione e pluralismo e proporre una forma di gestione incentrata su un singolo rappresentante istituzionale.

Una gestione pubblica e partecipata, infatti, richiede un organismo di gestione plurale e decentrato.

 

Comitato Pugliese Acqua Bene Comune

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