Forum dei Movimenti per L'Acqua

Acqua ai THM, Rifondazione chiede dimissioni Sindaco e Giunta

Termoli. Il circolo di Termoli del Partito della Rifondazione Comunista interviene, diversi giorni dopo l’esplosione dello scandalo dell’acqua contaminata dai trialometani, per chiedere le dimissioni del sindaco Di Brino, della intera Giunta comunale e «naturalmente del Presidente di Molise Acque» per “manifesta incapacità” nella gestione di un’emergenza che ha coinvolto decine di migliaia di cittadini.

«L’emergenza acqua potabile – scrive Rc - che ha coinvolto l’intera cittadinanza, ha messo in luce in modo eclatante l’incapacità e l’incompetenza di questa giunta comunale -in primis del Sindaco e dello “smarrito” assessore all’ambiente- di gestire situazioni di criticità che hanno messo a grave rischio l’incolumità della popolazione. Innanzitutto, bisogna segnalare il sospetto ritardo con cui il Sindaco interviene a firmare l’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua corrente a Termoli, questo quando da una settimana altri comuni limitrofi (Campomarino, Guglionesi, ecc.) ne avevano già proibito l’utilizzo, in modo anche più drastico. Fatto davvero curioso, considerata la comune provenienza delle acque derivanti dal medesimo invaso, che autorizza a ipotizzare un grave e irresponsabile lassismo nell’intervento dell’amministrazione rispetto ad un problema che presumibilmente era preesistente. Come se questo non bastasse – prosegue la nota - all’ordinanza “fantasma” (e forse tardiva!) emanata dal Sindaco è seguita un’assenza pressoché totale di intervento e di comunicazione nei confronti dei cittadini, i quali non hanno ricevuto né avvisi e né informazioni chiare su quanto stava accadendo e non sono stati neppure messi in condizione di adottare i giusti comportamenti e le giuste precauzioni per prevenire più dannose conseguenze per la propria salute. Si è potuto infatti tranquillamente constatare che moltissimi cittadini erano totalmente ignari dell’ordinanza e che bar, ristoranti, panifici, mense, ecc., per la maggior parte, hanno continuato a produrre e preparare alimenti in assoluta normalità».
Il circolo politico mette sotto accusa la trasparenza, la tempestività e l’interesse pubblico, ricordando che l’Amministrazione avrebbe dovuto vigilare con più attenzione e garantire l’approvvigionamento idrico gratuito alla cittadinanza, essendo l’acqua bene primario e diritto inalienabile, istituendo apposite postazioni di rifornimento tramite l’intervento della protezione civile. «Ma tutto ciò, purtroppo per i cittadini termolesi, non è accaduto. La vicenda, passata peraltro sotto il colpevole silenzio delle istituzioni regionali, è tutt’altro che risolta, considerati anche i dati poco chiari e contraddittori diffusi rispettivamente dall’Arpa e da Molise Acque, che ancora non fugano i forti dubbi sull’effettiva potabilità dell’acqua a Termoli». A questo si aggiunge quella che Rifondazione definisce «l’inquietante relazione tra l’anomala moria delle carpe avvenuta da ottobre nell’invaso del Liscione ed il conseguente e pericoloso aumento dei trialometani nelle acque del bassomolise. Risulta pertanto lecito chiedere al sindaco di Termoli se abbia o meno richiesto e predisposto accertamenti in merito a quest’ultima vicenda, a tutt’oggi inspiegata, soprattutto rispetto alla gestione approssimativa e poco trasparente delle procedure da parte di Molise Acque, che ha suscitato già forti reazioni da parte dei Comuni limitrofi. Bisogna ricordare che l’invaso del Liscione -da cui proviene l’acqua dei nostri rubinetti!- è stato definito una “cloaca” in cui scaricano i depuratori di almeno 60 Comuni molisani (...e chissà chi e cos’altro ancora!), perciò risulta ancor più grave e inaccettabile il reiterato silenzio degli enti preposti e l’ignavia dell’amministrazione termolese».
Il circolo di Rifondazione Comunista di Termoli, nell’invocare a gran voce le dimissioni di questa Giunta fa sapere che si attiverà nei modi e nelle forme migliori per organizzare iniziative politiche atte a promuovere la difesa del territorio e della salute. «Inoltre, il circolo si predisporrà per intraprendere e sostenere azioni legali collettive anche insieme a soggetti ed associazioni, per chiedere conto di quanto accaduto, finanche ad ottenere risarcimenti da parte dei responsabili di tale scandalosa vicenda».

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