Forum dei Movimenti per L'Acqua

Termoli 04/10, assemblea macroregionale "Per il diritto all'acqua contro la privatizzazione dei beni comuni"

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Per il diritto all'acqua contro la privatizzazione dei beni comuni

 Termoli, 4 ottobre 2014

Presenti: Comitato Acqua Pubblica Osimo (AN), Forum Acqua Abruzzo, Comune di Lanciano, Associazione LEM Italia (Lingue d'Europa e del Mediterraneo), Comitato Acqua Pubblica Termoli, Fondazione Lorenzo Milani, Consigliere di minoranza Comune di Termoli, Osservatorio sulla Repressione, Prc Termoli, Movimento 5 Stelle Termoli, Cobas Abruzzo, Associazione Antimafie Rita Atria, PeaceLink Abruzzo, Movimento 5 Stelle Abruzzo, Prc Abruzzo,Verdi Molise, Osservatorio Molisano sulla Legalità, R@p Molise (Rete per l'autorganizzazione popolare), Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno, Consigliere di minoranza Comune di San Felice

Prima parte

Il percorso globale e territoriale del Movimento dell’acqua nella crisi sistemica: le prospettive per andare oltre le esperienze fin qui maturate.

Una buona partecipazione ha caratterizzato l'assemblea di Sabato 4 ottobre, a Termoli, con rappresentanti da Marche, Molise e Abruzzo.

La prima parte della discussione è stata centrata sullo stato attuale delle politiche imposte durante la crisi, nei confronti del servizio idrico. Una valutazione generale sullo stato dell'arte della battaglia per l'acqua e le prospettive del movimento con una'attenzione particolare a quello che accade nei territori della fascia adriatica centro e sud.

Il ragionamento complessivo in merito al movimento è partita dall'esperienza referendaria, come metodo inclusivo da cui ripartire e dalla scuola di democrazia che ha rappresentato. Questo a partire dalle differenze profonde che si sono incontrate all'interno del Forum stesso e della capacità di costruire un terreno comune, un linguaggio, a partire dalla centralità data al processo, più che alla soggettività o al singolo evento. Partire da questo è fondamentale per affrontare questa fase, in cui è necessario approfondire i nessi e mettere a tema il paradigma che può unire i territori.

Un processo quest’ultimo che non è scevro da difficoltà come ad esempio nell'importante ed interessante esperimento fatto in Molise con la Carta di Matrice elaborata dal Forum dei Territori Molisani, ma che rimane un solido punto di partenza in questa direzione.

Inoltre l'acqua rappresenta l'affermazione di un modello alternativo, che può essere definito di “biociviltà”, prendendo a prestito un termine proveniente dal Sud America.

Proprio su questo equilibrio si è mosso il movimento dell'acqua, mantenendo insieme conflitto e democrazia, a partire dall'esperienza della Proposta di Legge e del Referendum, in cui il movimento ha saputo essere soggetto Costituzionale ma anche processo costituente.

Sappiamo che, attualmente, è difficile reggere quel contesto collettivo di qualche anno fa ma la capacità di narrare i nostri contenuti ed approfondire la pratica dell'obiettivo con metodo ampio e partecipativo deve essere difesa e utilizzata come base per affontare il prossimo autunno.

Un periodo che, evidentemente, vede innalzato il livello di aggressione da parte dei poteri forti a cui dobbiamo rispondere con un innalzamento del conflitto. Dunque utilizzando tutti i mezzi che abbiamo, dalle leggi regionali alle delibere fino alle manifestazioni e le occupazioni dei consigli comunali, per utilizzare solo alcuni esempi. Immediatamente dopo la vittoria referendaria sono andate avanti molte iniziative locali e nazionali alcune (obbedienza civile - diverse leggi regionali dal basso – sperimentazioni di interlocuzioni con le istituzioni locali – processi di ripubblicizzazione); non un sola ma varie e diversificate modalità di risposta e di lotta,una sorta mobilitazione in stile Lilliput.

Ma oggi non è intervenuto un semplice cambiamento di fase ma un vero e profondo cambiamento epocale che chiamiamo 'crisi' che ha segnato un arretramento generale di movimenti e mobilitazioni. Per qusto dobbiamo sottlineare che noi, come movimento per l'Acqua, 'siamo ancora qui!' e abbiamo ancora una credibilità necessaria per parlare ad altre realtà sociali (beni comuni , casa, ecc…) nella ricerca di modalità nuove, concrete e conflittuali e democratiche per cambiare lo stato delle cose presenti e ed i rapporti di forza che non ci sono certo favorevoli.

Abbiamo di fronte ad un saccheggio e distruzione del territorio e dei beni comuni naturali inaudito, che porta alla scomparsa o all’inquinamento della risorsa idrica, della irrespirabilità del’aria, del ricorso al fossile e alla poltica delle Grandi Opera come mai prima.

Abbiamo di fronte un coordinato legislativo basato sul piano Cottarelli, lo “Sblocca Italia” e la legge di stabilità che predispone l'attacco ai beni comuni tramite la privatizzazione e la devastazione territoriale. Con il referendum abbiamo vinto e imposto, in quel momento, il blocco.Oggi però una nuova ondata, più aggressiva, si sta abbattendo sulle ricchezze sociali di questo paese e più in generale in tutta Europa. Quello europeo, infatti è il piano di riferimento da mantenere, in cui vengono prese le decisioni, a partire dal ricatto del debito, sul quale approfondire un investimento di lotta.

Per fare questo abbiamo necessità di rilanciare la nostra battaglia e, dunque la nostra identità, ma all'interno di una rete e di una più ampia battaglia. Perchè sussiste la consapevolezza che, da soli, siamo destinati ad una giusta ma inefficace battaglia di resistenza.

Per questo abbiamo necessità di costruire un piano e un terreno comune e condiviso con le altre battaglie per costruire una diga a quella devastazione sociale ed ambientale che si sta per abbattere. Fare questo con il coraggio di affermare un nuovo modello e dimostrando di non avere paura, che spesso è elemento con cui la governance comanda e riesce ad imporsi in questo contesto di crisi.

In tal senso vi è una vera e propria costruzione di una democrazia autoritaria all’interno di uno stato d’eccezione: vecchie e nuove legislazioni speciali vengono utilizzate per gestire i conflitti sociali, e parallelamente vi è uno svuotamento degli spazi di democrazia e una militarizzazione dei territori. All'interno di tutto questo contesto bisognerebbe riflettere su una rivendicazione di “giustizia sociale” e non più solo in termini di “legalità”.

Seconda parte

"Beni comuni, salute e territori"

Proprio perchè i territori vengono aggrediti con progetti legislativi, in cui la legge viene utilizzata per svuotare e distruggere le relazioni all'interno dei territori stessi, creando quell'effetto di “spaesamento” e desertificazione dei territori. Le lotte possono ricompattare i territori, creare elementi culturali comuni e condivisi che andrebbero intensificati e meglio elaborati per sensibilizzare la cittadinanza.

I territori, però, vengono aggrediti anche attraverso lo svuotamento dei poteri che hanno gli enti di prossimità a partire dai comuni; tra i presenti, infatti, più di una persona coinvolta nelle amministrazioni comunali ha ricordato tale deriva e la perdita di senso stesso delle istituzioni.

Fondamentale risulta essere l'alleanza tra i territori, le realtà e le lotte che li animano, innanzituttto a partire dalle conoscenze ed informazioni che scambiano.

E proprio su questo si sono trovati degli elementi che accomunano le diverse regioni; a partire da un'analisi del territorio, del suo inqinamento e dai progetti di sfruttamento intensivo si è condivisa la connessiione tra questi elementi, l'influenza e l'incisività sull'ambiente, ma anche sulla nostra salute.

Si è evidenziata la convinzione che lo spazio in cui si è svolta la discussione, a carattere macroregionale, potrebbe diventare nuova, innovativa e permanente. Incontrarsi periodicamente per consentire un'opposizione sociale più forte: inaugurare ed acquisire un metodo nuovo.

A partire da tutti questi ragionamenti le priorità emerse sono:

  • mare Adriatico: petrolizzazione

  • trivellazioni a terra

  • il bassissimo livello qualitativo delle acque di fiumi e sorgenti

  • bloccare lo 'Sblocca-Italia':

E proprio sul quest'ultimo provvedimento che sarà discusso a breve c'è stata una determinazione a combatterlo a partire dalle enormi difficoltà che ci troveremo ad affrontare con la sua approvazione che rischia di vanificare molto del lavoro svolto fin ora.

Per rafforzare questo comune interesse e prospettiva si è ipotizzata una conferenza stampa congiunta Abruzzo-Molise verso le giornate del 15-16 ottobre.

Altro elemento centrale e condiviso come proposta è stato quello della scuola dei beni comuni, innanzitutto come processo che si può attivare da subito nei territori, pur convergendo in un percorso nazionale con un evento collettivo in primavera. Un processo che sappia mettere insieme le esperienze che già abbiamo, con una visione di lungo periodo.

Già diverse persone si sono rese disponibili a lavorare in un gruppo di lavoro interregionale, con un prossimo appuntamento a breve a Pescara, ed aiutare in un eventuale organizzazione a livello nazionale. Sulla stessa scia e con una particolare attenzione si è valutato molto positivamente il collegamento con l’ Università degli studi di Teramo anche sul piano di specifici tirocini formativi capaci di collegarci agli studenti delle cattedre socio-umanistico-linguistiche-giuridiche.

Si è poi sottolineato che dobbiamo lavorare tutti per garantire al Foro Italiano dei Movimenti dell’Acqua delle entrate economiche che possano permetterci di continuare positivamente nella nostra esperienza quasi decennale.

A partire dalla discussione alcune proposte operative sono state condivise, anche tenendo presente le proposte che arrivavano dall'assemblea di Genova, che possiamo riassumere, nel seguente schema:

  • 15-16 ottobre, mobilitazione sotto Montecitorio a Roma contro lo SbloccaItalia

  • 7-8 novembre mobiltiazione a carattere territoriale contro le multi-utility e l'evidente disegno di accorpare sotto il controllo privato la gestione dei servizi pubblici, a partire da quello idrico. Esempio tra diversi servizi ACEA.

  • E' stata ripresa l'idea dello sciopero sociale, indetto nella data del 14 Novembre, come data da far vivere e attraversare;

  • manifestazioni 'regionali' di fine novembre, in cui costruire terreni comuni con le altre realtà a livello regionale;

  • non dimenticare il piano europeo: costruire la partecipazione per la manifestazione a Bruxelles entro Dicembre.


*****

 

Termoli, 04 Ottobre 2014 (Ore 10-17)

Assemblea macroregionale

Diritto all’acqua contro la privatizzazione dei beni comuni
Pensare ed agire globalmente a partire dai territori
Sala Piazza Sacro Cuore (Via Argentina) Read More

Nel corso degli ultimi mesi è sempre più evidente come l’attacco ai beni comuni, ai diritti ed alla democrazia costituisca una strategia mirata e ben definita sia in Europa che in Italia.
L’attuazione delle politiche liberiste da parte del Governo Renzi, in perfetta sintonia con i governi precedenti, sta perseguendo gli obiettivi prefissati: la mercificazione dei beni comuni, la precarizzazione del lavoro e della vita, la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, per non trascurare gli attacchi alla Costituzione con le annunciate riforme istituzionali.
La battaglia per il diritto all'acqua, che il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, porta avanti da quasi 10 anni, si inserisce esattamente in questo contesto e ne ha saputo cogliere i limiti e le debolezze, riuscendo ad ottenere diverse vittorie, a partire da quella referendaria. E' evidente, però, che anche nella nostra battaglia siamo costretti ad una posizione di resistenza, dovuta ad un nuovo, profondo e determinato attacco. Non ultimo quello portato avanti con il Decreto “ Sblocca Italia “.
Dobbiamo ripartire dalla ricchezza di quello che abbiamo costruito negli ultimi tre anni per rilanciare una nuova aggregazione, costruire rapporti di forza a partire dai territori, costruire una prospettiva nazionale per il diritto all'acqua.
E' necessario ed impellente attivare processi di resistenza attiva e concreta che non possono essere ricondotti esclusivamente alle singole vertenze territoriali che, comunque, hanno ben rappresentato sinora il percorso di attualizzazione dell’esito referendario. Si rendono, cioè, necessari nuovi spazi e forme di radicalizzazione del conflitto, mettendo in campo alcune importanti campagne ed iniziative di massa che possano rispondere prontamente alle battaglie sociali che il prossimo autunno ci porrà davanti, ma soprattutto delineare un'alternativa.
Infatti, in questo momento, dobbiamo essere in grado di dar vita non solo a battaglie difensive, ma anche propositive che sappiano affermare le alternative possibili a partire dalla costruzione di un nuovo modello di gestione pubblica attraverso la partecipazione diretta dei cittadini e dei lavoratori.
Inoltre, diviene essenziale un salto di qualità nella nostra iniziativa che non può prescindere dal riuscire a declinare la battaglia dell’acqua più direttamente dentro la crisi, oltre ad individuare forme di lotta, azioni e iniziative che si contrappongano fortemente alle politiche di austerità e neoliberiste, che nei prossimi mesi produrranno il rilancio dei processi di privatizzazione dei servizi pubblici locali, un ulteriore restringimento degli spazi di agibilità democratica, un ridimensionamento dell’efficacia degli strumenti di democrazia diretta e più in generale una legge di stabilità che si annuncia molto pesante.
Infine, crediamo sia determinante costruire un'alleanza sociale tra le lotte per i beni comuni che sappia valorizzare le singole lotte ma produrre una narrazione ed una mobilitazione sociale diffusa ed ampia.
Per questo abbiamo deciso di organizzare assemblee macro-regionali all’interno delle quali sviluppare, anche insieme ad altre realtà di lotta per i beni comuni, iniziative e strumenti concreti per:
  • garantire il diritto all’acqua e contrastare i nuovi processi di privatizzazioni sia con la riattualizzazione delle nostre campagne che con la messa in opera di nuove lotte; - rafforzare l’iniziativa sul tema della tutela qualitativa e quantitativa dell’acqua;
  • recuperare spazi di democrazia e costruire i nessi ed iniziative con le realtà attive sui beni comuni, a partire dalla costruzione della “scuola dei beni comuni”.  
Per tutte queste ragioni invitiamo tutte e tutti a partecipare all'assemblea macro-regionale (Marche,Abruzzo, Molise, Puglia) del movimento per l'acqua che si terrà a:
Termoli (CB) sabato 4 ottobre
c/o la sala Piazza Sacro Cuore in via Argentina  

 

Programma  
 
SABATO 4 OTTOBRE, ORE 10 - 17

 

Ore 10.00-13.30 - Assemblea “LE VIE DELL’ACQUA: PENSARE ED AGIRE GLOBALMENTE A PARTIRE DAI TERRITORI” 
Ore 10.00-10.45
Saluti del Comitato Acqua del Molise
Breve presentazione delle realtà presenti
Temi centrali su cui dibattere e che verranno introdotti da un facilitatore
Ore 10.45- 13.45
  • Il percorso globale e territoriale del Movimento dell’acqua nella crisi sistemica: le prospettive per andare oltre le esperienze fin qui maturate.
  • Qualità e preservazione del bene acqua come diritto umano, sociale e comune e sociale e dei beni comuni naturali e sociali.
PAUSA PRANZO 13.45-14.30  
Ore 14.30-17.00 - "Beni comuni, salute e territori"
Beni comuni, salute e territori: i nessi della resistenza, della proposta e della democrazia comuni a tutti i movimenti dal basso. Come contrastare insieme la devastazione, il saccheggio, i nuovi processi di privatizzazione e finanziarizzazione dell'acqua e dei beni comuni. La proposta della “ scuola dei beni comuni “  
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