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Il Comitato Acqua Pubblica Brescia incontra i vertici dell'ATO

Logo comitato referendum BresciaIeri si è avuto l’incontro, richiesto oltre 30 giorni orsono, tra i vertici Ato, rappresentati dal Direttore Dr. Zemello, dal Presidente Boifava, a cui si è aggiunto il consigliere della provincia con la delega al ciclo Idrico Sarnico ed i rappresentanti del Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia, Mazzacani, Garbarino, Raucci e Aurora.

 

L’occasione per l’incontro riguardava l’iter progettuale del depuratore del Garda alla luce dell’approvazione della mozione Sarnico. L’obbiettivo era di capire se alla luce della mozione, con tutti i suoi limiti determinate dalle possibili deroghe inserite, vi fosse un deciso cambio di direzione da parte dell’autority provinciale del servizio idrico rispetto al contestato ed assurdo progeto del depuratore del Garda a Gavardo.

Nonostante il confronto si sia svolto in un clima di serena dialettica ciò che è emerso di fatto conferma che la sede del depuratore del Garda sarà a Gavardo. Questo è quanto si evince leggendo tra le righe dalle parole del Presidente Boifava e del direttore Zemello che hanno più volte affermato che il progetto attuale non può essere buttato e che se le proposte che il gestore unico, Acque Bresciane, non saranno soddisfacenti, visto che la mozione Sarnico permette di derogare al principio generale della localizzazione nei comuni afferenti il bacino idrico di riferimento, si potrà procedere col vecchio progetto. Dal che se ne deduce quanto segue:

1. Le ipotesi che saranno presentate da Acque Bresciane saranno talmente irricevibile da far sembrare l’ipotesi di Gavardo addirittura idilliaca.

2. Il paventato confronto con i territori, con i sindaci, con le associazioni di fato non si è visto, al di là delle dichiarazioni d’intenti. Si limiterà probabilmente, ma non è certo, alla convocazione alla conferenza dei servizi quando però i giochi saranno già fatti.

3. Le bollette già ultrasalate di Acque Bresciane nei prossimi decenni si impenneranno in modo esponenziale per coprire i folli costi di realizzazione e di funzionamento del depuratore del Garda a Gavardo.

4. Il neo ministro alle Autonomie, esperta di tunnel transnazionali, appena rinominata presidente della Comunità del Garda farà sentire la sua pressione sulle istituzioni provinciali.

5. La mozione Sarnico si è rivelata null’altro che un alibi che l’amministrazione Alghisi ha voluto crearsi ma che non è altro che una piccola foglia di fico sulle vergogne di questa amministrazione provinciale. Si sarebbe dovuto chiaramente affermare che la localizzazione dell’impianto e dello scarico dei reflui devono essere situate in uno dei comuni facenti parte del bacino idrografico senza inserire deroghe alcune.

I Comitati e le associazioni non molleranno la presa.
Sicuramente aspettiamo di vedere le prospettate ipotesi alternative che a giorni Acque Bresciane presenterà all’authority del servizio idrico locale e siamo pronti a ritirare quanto sopra affermato nel caso acque Bresciane ci sorprenderà con un progetto ambientalmente, economicamente e temporalmente straordinario, ma visto che a pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca e crediamo che la nostra ipotesi sia corretta.

I comitati sono pronti a riprendere la battaglia soprattutto coinvolgendo tutti i sindaci del territorio ma soprattutto a perseguire anche tutti i percorsi legalmente possibili per fermare questo folle progetto.

27 Febbraio 2021.

Comitato Referendario Acqua Pubblica Brescia

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