Forum dei Movimenti per L'Acqua

Basta attendismo, attuare subito la legge regionale per l'acqua pubblica

Foto assemblea regionale 12-7-17 1Il 12 luglio presso la sala Etruschi della sede del Consiglio Regionale si è svolta l'assemblea pubblica promossa dal Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio per fare il punto a tre anni dall'approvazione della legge regionale n. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”.

Presenti tante delegazioni dei comitati da diversi territori, ma non si può non rilevare l'assenza dell'Ass.re Refrigeri.

Presenti anche diversi consiglieri regionali (M5S, PD, MDP) e un consigliere di Roma Capitale, oltre alla deputata Federica Daga.

Interessante il contributo del Prof. Lucarelli che, dopo una breve panoramica dei provvedimenti che hanno contraddetto l'esito referendario, ha indicato alcuni elementi tra i più rilevanti che dovrebbe contenere un ipotetico modello di governo e gestione del servizio idrico a livello regionale.

In estrema sintesi li riportimo di seguito:

  • forte indicazione del modello di gestione pubblicistico pur nella consapevolezza che non è possibile inserire un obbligo per gli Enti Locali rispetto a tale scelta;
  • rigetto di forme di concentrazione degli organi decisionali e conseguente favore all'istituzione di più ambiti territoriali con relative autorità di governo;

  •  

    rigetto di forme di concentrazione dei soggetti gestori e conseguente favore a pluralità di gestioni sul territorio regionale;
  • garanzia del potere decisionale degli Enti Locali;

  •  

    rafforzamento degli strumenti di partecipazione delle comunità locali.

Diversi interventi hanno avuto modo di sottolineare come questi siano alcuni dei principi su cui si basa anche la proposta di legge (n. 238) depositata da oltre 2 anni in Consiglio regionale.

Con estrema forza sono state messe in luce e denunciate le responsabilità e le inadempienze dell'amministrazione regionale rispetto alla mancata attuazione della legge 5/2014 soprattutto attraverso la mancata definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico.

Tutti gli interventi, pur partendo dall'analisi della propria specifica vertenza, hanno riconosciuto nell'attuazione della legge 5/2014 la possibile soluzione alle criticità e ai rischi di ulteriore privatizzazione.

Altrettanto preoccupanti sono state definite le azioni intraprese per superare l'emergenza idrica nel Lazio, a partire dal grave stato in cui versa il lago di Bracciano, passando per l'aumento accordato per le captazioni dalla sorgente del Pertuso, per arrivare alle criticità relative allo schema acquedottistico Peschiera-Le Capore, addirittura in assenza di concessione. Azioni che vanno in direzione contraria a quella stabilita dalla legge stessa.

Su questi aspetti è stata sottolineata anche la responsabilità della giunta di Roma Capitale, socio di maggioranza di Acea e principale comune dell'Ato2. La mancanza di iniziative concrete intraprese dal Comune di Roma sta lasciando di fatto mano libera ad Acea sia rispetto allo sfruttamento della risorsa che alla "conquista" di nuovi territori.

E' stato evidenziato anche come, alla luce della recente sentenza del Consiglio di Stato, diversi Comuni si trovano in una situazione critica rispetto alla cessione degli impianti ai rispettivi gestori d'ambito.
Su tale punto è stato denunciato il ruolo negativo giocato finora dalla Regione ed è stato richiesto un urgente intervento normativo per garantire che la situazione non precipiti, oltre alla cessione degli impianti anche tramite l'addebito del danno erariale.

In conclusione si sono condivise le seguenti richieste e iniziative:

  • richiesta di calendarizzazione a settembre, alla ripresa dell'attività legislativa regionale, della proposta di legge n. 238 relativa alla definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico;
  • richiesta di essere messi a consocenza dell'eventuale proposta di legge della Giunta sulla definizione degli ABI;

  •  

    richiesta di un intervento urgente per garantire, fino alla definizione dei nuovi ambiti di bacino, la continuità della gestione in quei comuni che hanno visto rigettato il ricorso al Consiglio di Stato, oltre ad evitare l'addebito del danno erariale;
  • richiesta di convocazione delle varie Assemblee dei Sindaci dei 5 ATO con all'ordine del giorno la richiesta di attuazione della legge 5/2014;

  •  

    richiesta di convocazione di un Consiglio comunale aperto di Roma su Acea;
  • richiesta di istituzione di un tavolo tecnico con la partecipazione anche dei comitati sui sistemi acquedottistici del Lazio.

E' stato evidente che l'assenza dell'Ass.re Refrigeri non ha permesso che tali richieste arrivassero direttamente a chi ha la podestà di poter dare delle risposte e prendere le conseguenti decisioni.
La Consigliera Avenali ha rassicurato che si farà portavoce presso l'Assessore di quanto emerso dall'assemblea, ribadendo che non è intenzione della Giunta far cadere nel nulla la legge 5/2014 e evidenziando che i principi illustrati dal Prof. Lucarelli sono quelli fondanti l'azione dell'Amministrazione regionale, pur non prendendo impegni specifici immediati a riguardo.

Alla consigliera è stato risposto che i segnali provenienti dalla Giunta indicano il contrario e che in 3 anni non è stato fatto nulla e mancano solo pochi mesi alla fine di questa legislatura.

L'auspicio è che si riavvi a breve la discussione sull'attuazione della legge e i comitati presenti hanno ribadito che sono pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per giungere a questo obiettivo.

Roma, 14 Luglio 2017.

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

 

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