Forum dei Movimenti per L'Acqua

L’acqua del Sindaco in provincia di Reggio Emilia parte col piede sbagliato?

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La scorsa settimana il Sindaco di Quattro Castella ha risposto ad un’articolata interrogazione sul tema dell’acqua, fornendo per primo alcune risposte che da tempo  chi ha a cuore il tema dell’acqua pubblica si aspetta dai nostri sindaci.

 

Sulla tariffa (ancora in crescita) e sulla ridicola restituzione in bolletta di quanto Iren ha indebitamente incassato (meno di un decimo di quello che avrebbe dovuto essere),  il Sindaco Tagliavini si è limitato a ribadire che la responsabilità  non è dei sindaci ma dell’Autority per l’Energia e il Gas. Vero, ma è vero anche che i sindaci reggiani avevano deliberato (nel Consiglio Locale di Atersir) di “fare qualunque cosa sia consentita dalla normativa affinché il metodo stesso non sia applicato”, per poi  limitarsi a una poco comprensibile  astensione sulla delibera di Atersir che recepiva quel metodo.

Ricordiamo in proposito  che  il Movimento per l’Acqua ha impugnato il nuovo metodo tariffario al Tar della Lombardia in quanto contrastante con l’esito referendario. Avrebbero potuto farlo anche i sindaci emiliano-romagnoli.

La risposte più importanti fornite da Tagliavini riguardano tuttavia il percorso verso la ripublicizzazione del Servizio Idrico Integrato, deliberata dai sindaci reggiani a fine 2012. Alla precisa richiesta dell’interrogazione di sapere se “il coinvolgimento di Agac Infrastrutture Spa significhi che i sindaci hanno già deciso che il nuovo gestore dovrà essere una Spa di diritto privato” il Sindaco ha risposto che “la decisione in merito alla forma societaria del nuovo gestore non è ancora assunta in via definitiva”.

E noi vogliamo credergli, anche se la formulazione “non ancora assunta in via definitiva” non è delle più rassicuranti. Ricordiamo che la Lettera aperta ai Sindaci reggiani inviata a fine novembre dal Comitato Acqua Bene Comune e da oltre trenta importanti associazioni della società civile reggiana (che rappresentano alcune decine di migliaia di cittadini del nostro territorio), per chiedere di mettere in sicurezza la ripublicizzazione scegliendo la forma dell’Azienda Speciale di diritto pubblico (e non la Spa), non ha ancora ricevuto risposta da parte dei sindaci interpellati.

La risposta di Tagliavini è quindi particolarmente significativa, essendo il primo sindaco a esprimersi pubblicamente.  Lo fa “a titolo personale” (ma si sarà consultato  con l’Assessore Tutino e con la segreteria del PD ? noi pensiamo di si…) dicendo che “l’Azienda Speciale  è penalizzata dallo Stato che prevede la contabilizzazione del suo debito (per finanziare gli investimenti) nei bilanci dei comuni”. Da ciò deduce che “tale volontà dello Stato allontana questa forma societaria dall’essere quella migliore”.

Siamo lieti di poter affermare che questo atteggiamento “più realista del Re” in realtà non ha fondamento. Invitiamo infatti il sindaco di Quattro Castella (e tutti i sindaci della provincia) a documentarsi sul contenuto della Legge di Stabilità approvata a fine 2013, che non solo non parla più di assoggettamento di Aziende Speciali e Spa a totale capitale pubblico al Patto di Stabilità degli Enti Locali (non vi è cioè alcun vincolo di consolidamento nel loro bilancio), ma pone queste due forme esattamente sullo stesso piano, sottoponendo entrambe all’obbligo di pareggio di bilancio (in caso contrario l’ente locale deve ripianare le perdite).

Ribadiamo quindi, ancora una volta,  che la scelta tra le due diverse modalità gestionali per il Servizio Idrico nella provincia di Reggio Emilia è una scelta esclusivamente politica, perché non vi è alcun vincolo giuridico o economico che obblighi i sindaci a scegliere la Spa di diritto privato.  Crediamo che non ci si possa più nascondere dietro a vuote formule cautelative, dal momento che la normativa è chiara e inequivocabile. Se i sindaci sono in possesso di informazioni che  noi non abbiamo li invitiamo a metterle sul tavolo del Forum provinciale per l'Acqua.

Un’ultima risposta importante (e a nostro avviso grave) Tagliavini la da a proposito dei tempi del percorso verso la ripublicizzazione.  Ricordiamo che l’atto di indirizzo approvato dai sindaci a fine 2012 indicava il termine del 1 luglio 2014 per “rendere operativo il nuovo soggetto gestore pubblico”.  Alla domanda se ritiene ancora valido questo impegno il Sindaco ha risposto che “si ritiene più attendibile la messa in operatività del nuovo soggetto gestore entro fine 2014”.

Non è un proprio un bel segnale e i sindaci che ci chiederanno a maggio il rinnovo del loro mandato  dovranno rendere conto di  questo ritardo.

 

Grazie per l'attenzione.


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