Forum dei Movimenti per L'Acqua

Ferrara. Contro la violenza garantire il diritto all’acqua

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Leggiamo sulla stampa di quanto accaduto a Codigoro, dove un 28enne, che si era visto interrompere il servizio idrico per morosità, evidentemente disperato ha preso in ostaggio il direttore di Cadf (Ente gestore del servizio idrico) Silvio Stricchi. Questi atti non sono ammissibili, mai. Ed è quindi scontata la nostra solidarietà al direttore di Cadf. Tuttavia, non possiamo esimerci dall'analizzare quanto accaduto in un'ottica più ampia.

La crisi morde, e lo fa in modo sempre più violento. La morosità è ormai un fenomeno sempre più diffuso. Le domande che, però, poniamo sono le seguenti: se l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sono diritti fondamentali come ha stabilito nel 2010 l'Assemblea Generale dell'Onu; se l’acqua è un bene comune, è ammissibile che, pur in caso di morosità, un'azienda possa slacciare il servizio? Ed è ammissibile quando l'azienda in questione è, oltretutto, di proprietà interamente pubblica?


E' evidente che il problema è più ampio ed ha una portata che valica i confini di Codigoro e dell'azienda Cadf. Ora più che mai è necessario che l'Italia, seguendo le elaborazioni ed i risultati referendari, si adegui al riconoscimento dell'acqua come bene comune e diritto fondamentale, legiferando in modo tale che tutte le aziende che gestiscono il servizio debbano garantire i 50 litri giornalieri a persona, quantità minima prevista dall'Organizzazione mondiale della sanità a consentire condizioni di vita accettabili.

E questo va fatto attraverso un'adeguata normativa nazionale - sulla quale il neocostituito intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune deve procedere speditamente - e con un impegno fondamentale ed immediato degli enti locali. In altre parole gli amministratori, dell’area gestita da Cadf e non solo, devono procedere con scelte consone sul tema della ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici, e in fase transitoria si deve procedere attraverso l’impegno dei fondi sociali per sostenere i casi più difficili in un momento di crisi come questo.

Quanto altro tempo dovremo aspettare?

Ferrara, 22 ottobre 2013

 

Comitato Acqua Pubblica di Ferrara

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