Forum dei Movimenti per L'Acqua

L’acqua pubblica non teme il caldo: proseguono gli incontri con i sindaci del basso ferrarese

logo_cadfComunicato stampa

Il Comitato acqua pubblica di Ferrara ha incontrato il 25 luglio scorso il terzo sindaco CADF, Andrea Marchi di Ostellato, dopo Marco Fabbri di Comacchio e Nicola Rossi di Copparo.

Le richieste sono sempre la medesime: procedere con un serio studio di fattibilità sulla trasformazione del CADF (gestore del servizio idrico dei comuni del basso ferrarese) da Spa ad Azienda speciale, al fine di ottenere una gestione dell'acqua pubblica e partecipata da cittadini e lavoratori; procedere con la modifica dello Statuto comunale che riconosca l'acqua quale bene comune e il suo accesso quale diritto umano universale, con una gestione affidata a enti di diritto pubblico. Entrambe le azioni vanno nella direzione di applicazione del referendum e di messa in sicurezza del “patrimonio” acqua in un periodo di forte crisi economica e politica, in cui le bramosie dei mercati su questo bene sono quanto mai feroci.

Il sindaco di Ostellato ha mostrato una convinta volontà politica di procedere in questa direzione: “Lo studio di fattibilità – ha affermato - è previsto e la partecipazione da parte degli attivisti per l'acqua non è un ostacolo o un limite, piuttosto porterà a un sano contraddittorio". Il sindaco, in effetti, già da settimane si era impegnato a radunare i sindaci di Copparo, Codigoro, Migliarino, Migliaro, Massafiscaglia per una riunione congiunta con il Comitato, la promessa è ora di riuscire nell'intento entro agosto.

Il Comitato raccoglie con favore queste affermazioni poiché sono trascorsi già due anni dal referendum sull'acqua ed è ora di concretizzare la volontà di darvi attuazione. A maggiore ragione mentre tocca constatare che nella nostra regione si moltiplicano i tentativi di privatizzare piccole spa in house come CADF. Il caso più recente è quello di Geovest, dove gli 11 comuni delle province di Modena e Bologna, che ne detengono la proprietà, stanno tentando di privatizzare per far cassa. Non solo. Occorre ricordare il grave tentativo della regione Campania di commissariare la gestione dell’acqua che rischia di togliere il servizio alle aziende pubbliche o di proprietà pubblica.

Infine, come Comitato acqua pubblica vogliamo replicare alle affermazioni del circolo PD copparese uscite sul Resto del Carlino del 21/07/2013 (pagina 21) circa la seduta del consiglio comunale del 16 luglio, che - riferendosi all’ordine del giorno di Rifondazione comunista - parlava di "forzature con documenti unilaterali" sul tema dell'acqua. Noi vogliamo ricordare che l'ordine del giorno era stato depositato in maggio e discusso in più sedi insieme alle varie forze politiche, proprio per essere ampiamente condiviso, salvo essere poi frettolosamente rigettato dal PD a ridosso della seduta consiliare. Rispetto invece alla necessità di condividere il percorso di trasformazione del CADF coi 15 comuni azionisti, appositamente il Comitato, già dalla primavera scorsa, promuove incontri diretti con i sindaci dei comuni interessati, confidando nella loro collaborazione come avvenuto per Comacchio, Copparo e Ostellato.

 

Ferrara, 29 luglio 2013.

 

Comitato Acqua Pubblica di Ferrara

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