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Vibo Valentia: Sindaco e Assessore all'Ambiente dichiarano che l'acqua non è potabile

Gazzetta del Sud 20-10-16L'Assessore all'Ambiente di Vibo Valentia dichiara che l'acqua non è potabile e sostiene che il Comune si è attivato per reperire fonti alternative al bacino dei veleni Alaco. Il sindaco ha dichiarato pubblicamente che l'acqua non è potabile sabato 8 ottobre 2016 in occasione di un incontro con la cittadinanza in presenza del procuratore capo di Vibo Valentia, titolare delle inchieste Acqua Sporca e Acqua Sporca 2. 

link2: Vibo Valentia: Il debito del Comune con i cittadini è che l'acqua non si può bere

 

Comunicato stampa

Vibo Valentia: la truffa dell'acqua potabile che nessuno beve

 

Visti i recenti sviluppi causati dalle dichiarazioni dell'assessore Antonio Scuticchio circa l'acqua pubblica a Vibo Valentia è doveroso chiarire alcuni aspetti.

L'assessore Scuticchio non ha fatto altro che dire la verità circa l'acqua vibonese, verità che è conosciuta dall'intera popolazione e che non è certo una recente rivelazione dall'assessore.
La non-potabilità dell'acqua è dimostrata soprattutto dall'enorme numero di segnalazioni provenienti dai consumatori che negli anni hanno recapitato a tutte le autorità del territorio denunce, petizioni, segnalazioni, esposti, allegando elenchi interminabili di firme, che affermano chiaramente, in sintesi, che l'acqua è imbevibile, a prescindere dalle analisi, a causa delle pessime caratteristiche organolettiche. Nell'ultimo documento consegnato alle autorità, ivi compreso il dott.Elio Costa quando ancora sindaco non era, più di cinquecento consumatori da tutti i quartieri di Vibo Valentia affermano testualmente, rivolgendosi al sindaco D'Agostino: “ NON RITENGO ASSOLUTAMENTE ACCETTABILI LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE DELL'ACQUA DA LEI ATTUALMENTE DISTRIBUITA COME POTABILE e per la quale il comune richiede il pagamento delle relative bollette come se lo fosse. Basta con le prese in giro riguardo alla qualità dell'acqua di acquedotto a Vibo Valentia”. Il documento si rivolgeva all'ex-sindaco, ma l'affermazione è valida anche oggi, considerato che pure il direttore sanitario Michelangelo Miceli afferma oggi via stampa che non è emerso nulla di nuovo rispetto al passato circa la qualità dell'acqua. (il documento di cui sopra è visibile al seguente link: https://www.change.org/p/nicola-d-agostino-riconosca-che-l-acqua-pubblica-non-%C3%A8-potabile-come-giudicato-dai-consumatori-blocchi-l-invio-delle-bollette-dell-acqua-attivi-fontane-pubbliche-con-acqua-potabile-proveniente-da-pozzi-non-inquinati)
Se questo non bastasse, ma basta e avanza, ci sono ben due inchieste della Procura, denominate, guarda caso, “Acqua Sporca” e “Acqua Sporca 2”, che stabilisce senza mezzi termini che l'Alaco non è mai stato caratterizzato, ovvero è stato immesso nel circuito idrico illegalmente, in più gli acquedotti sono ancora sotto sequestro a causa delle pessime condizioni riscontrate. Quindi c'è pure un abnorme problema di mancato rispetto della legalità, dato che non si può certo certificare come potabile un'acqua che proviene da acquedotti sotto sequestro e che, anche se fosse di ottima qualità, non è mai stata analizzata per come prescritto dalle leggi vigenti.
Per tali motivi è incredibile anzi sfiora addirittura il ridicolo la reazione di chi in questa situazione contesta le prudenti dichiarazioni dell'assessore Scuticchio, a cui invece vogliamo far sapere che la cittadinanza lo sostiene pienamente quando afferma che “l'acqua è cattiva, non è potabile e puzza” perché questo è risaputo da tutti, è vox populi, e ci stupisce invece lo stracciarsi delle vesti di tutti quelli che nelle istituzioni, quasi fossero sordi senza olfatto, in questo momento fingono di cadere dalle nuvole come se Antonio Scuticchio, come novello profeta, avesse loro rivelato chissà quale strano segreto di Pulcinella.
Quanti di questi “caduti dalle nubi” che oggi fingono di stupirsi bevono l'acqua del rubinetto? E, se l'acqua è buona, perché il Comune, ovvero noi cittadini, spende cifre consistenti per acquistare acqua minerale da servire al consiglio comunale, come pure alla seconda commissione che addirittura convoca l'assessore per chiarimenti?
Ma cosa dovrà mai chiarire l'assessore in quella sede? L'assessore ha già chiarito di essere dalla parte della popolazione e della salute pubblica, sarà semmai la commissione che dovrà chiarire ai cittadini perché durante le sedute beve acqua minerale a nostre spese, invece di bere l'”ottima” acqua di rubinetto che vergognosamente considera potabile solo sulla carta.
Giova inoltre ricordare a chi se lo è dimenticato che il sindaco Elio Costa, l'otto ottobre appena trascorso durante il festival “Leggere & scrivere”, e il precedente sindaco, Nicola D'Agostino, addirittura in TV su “Striscia la notizia”, hanno dichiarato pubblicamente che l'acqua vibonese non è potabile e responsabilmente sconsigliato ai cittadini di berla.
Ricordiamo anche che il capogruppo del PD, Russo, in tempi non lontani, ha presentato una mozione in consiglio comunale, in cui chiedeva di riconoscere l'evidente non-potabilità dell'acqua basandosi sulle innumerevoli e quotidiane segnalazioni dei cittadini. Tale mozione, finita 11 contro 11, è stata a suo tempo inspiegabilmente respinta in quanto è stato fatto valere doppio il voto del Sindaco, contrariamente a quanto è stato fatto invece recentemente circa l'approvazione del piano di Protezione Civile, finito pure in parità, 16 contro 16, in cui invece il voto del Sindaco è stato considerato di valore pari a zero. Questa assurda discrepanza nell'applicazione dei regolamenti comunali fondamentali per la vita democratica del comune, all'insegna del “oggi facciamo così domani facciamo l'esatto opposto”, ci spinge pure a chiederci se in consiglio comunale si conoscano e applichino correttamente i regolamenti e perché questi possano essere stravolti a piacimento senza conseguenze.
Per concludere: come mai le analisi Arpacal dichiarano la conformità dell'acqua alla legge strafregandosene delle ormai migliaia e migliaia di segnalazioni di senso contrario dei consumatori? Per rispondere bisogna ricordare che la Sorical è per più del 50% di proprietà della Regione Calabria, che l'Arpacal è sotto il controllo della Regione, quindi controllato e controllore coincidono, e che quindi è in pratica la stessa Regione Calabria a chiedere il pagamento delle fatture Sorical dell'acqua, contemporaneamente minacciando con prepotenza di chiudere i rubinetti ai Comuni se non effettuano i pagamenti.
Infine, non bisogna dimenticare che le inchieste della Magistratura calabrese, si veda ad esempio “Ceralacca 2”, hanno reso evidente come le cosche 'ndranghetiste abbiano da tempo inquinato pesantemente la gestione del servizio idrico, tutti abbiamo infatti visto sui giornali le foto dei libri mastri della 'ndrangheta con l'elenco delle mazzette pagate per corrompere importanti membri del personale Sorical preposti al controllo della qualità dell'acqua dell'Alaco, ora sotto inchiesta per associazione a delinquere. E chissà quanti altri corrotti e collusi ancora non sono stati scoperti dall'attività degli inquirenti.
Cosa poi, in realtà, pensino i responsabili Arpacal della qualità dell'acqua vibonese è dimostrato dal fatto che negli anni noi attivisti abbiamo avuto modo di chiedere più volte a questi controllori distratti di bere un bicchiere dell'acqua di rubinetto che analizzavano senza trovare, sulla carta, nulla di dannoso ma nessuno di loro ha mai accettato di berne neppure un sorso, ben consapevoli evidentemente di come in realtà stiano le cose.
Speriamo quindi che questa farsa finisca e che il Sindaco Costa e la sua giunta vogliano finalmente mettersi dalla parte della Giustizia e riconoscere con atti ufficiali che le cose stanno esattamente come proclamato dalla Magistratura, dalla popolazione, e infine pure dall'attuale assessore all'Ambiente.

21 0ttobre 2016.

Luciano Gagliardi
Ass.”Compresi gli Ultimi”

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