Forum dei Movimenti per L'Acqua

Vibo Valentia - 23 marzo manifestazione NO ALACO

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Vibo, il popolo No Alaco in piazza: 'La vostra acqua sporca non la paghiamo'

 

VIBO VALENTIA - La voce unanime, rappresentata dal popolo dell’associazionismo, lo ha ribadito ancora una volta: l’invaso dell’ Alaco, che si trova a cavallo tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia, va chiuso il prima possibile. Nella mattinata odierna, in particolare, le associazioni del territorio ma anche la gente comune è scesa in piazza a Vibo per protestare contro quello che, ormai, tutti considerano un ‘avvelenamento di massa’. Perchè di questo si tratta. L’ evento è il risultato di un intenso lavoro dei movimenti e delle associazioni che in questi anni hanno assunto come priorità del loro impegno la difesa dei beni comuni, del territorio e della salute dei cittadini.

In tale contesto che rappresenta al tempo stesso una scelta politica, sociale e culturale in difesa della democrazia, si inserisce l’attuale battaglia per restituire pienamente ai cittadini il diritto all’acqua nella convinzione che colpire tale diritto, privatizzando una risorsa fondamentale per la vita degli individui, apre la strada, in parte già intrapresa, per consentire al mercato di ampliare il proprio dominio su beni e diritti non negoziabili.

 

Nel corso della manifestazione, dunque, sono stati ribaditi con forza una serie di punti che le associazioni intendono portare avanti ed, in particolar modo, il diritto al rispetto del pronunciamento di 27 milioni di cittadini che con il referendum di giugno 2011 hanno fatto la scelta della ri-pubblicizzazione del servizio idrico. In Calabria questo significa considerare chiusa - e non replicabile in alcun modo - la devastante gestione della SO.RI.CAL., con la presentazione e la rapida approvazione della nuova legge di iniziativa popolare, per la quale è in corso la sottoscrizione da parte dei cittadini; l’urgenza della dismissione del bacino artificiale Alaco a motivo della sua non idoneità a fornire acqua potabile agli 88 comuni ed ai 400.000 calabresi che attualmente la utilizzano e che per questo continuano a subire danni economici e alla propria salute da oltre sette anni; che venga dato avvio immediato ad un programma alternativo per giungere rapidamente ad un sistema idrico con fonti di approvvigionamento che assicurino la fruizione di acqua salubre, pulita, pubblica ed a prezzo equo; che si metta mano con altrettanta urgenza agli interventi di ristrutturazione delle reti idriche per l’eliminazione delle perdite che oggi, nei comuni serviti dal bacino dell’Alaco, superano in media il 60%, con la conseguenza che vengono pagati, dai comuni alla SO.RI.CAL. e dai cittadini ai comuni, volumi di acqua non potabili e che in parte non arrivano neppure alle utenze e che, sulla base di quanto sopra detto e delle tariffe illegittime applicate, si dia corso alle azioni giudiziarie da parte dei comuni per il recupero delle somme corrisposte alla Sorical.

 

Il corteo, partito da piazza San Leoluca, è giunto poi in piazza Municipio, dove gli organizzatori hanno promosso una serie di interventi e, tra questi, quelli dei componenti del Comitato Civico Pro - Serre, del Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica ‘Bruno Arcuri’, del Forum delle associazioni vibonesi e del Comitato contro la costruzione del Rigassificatore di Gioia Tauro.

 

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Rassegna Stampa:

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Appello per la manifestazione NO ALACO

Sabato 23 marzo ore 9.30, P.za San Leoluca, Vibo Valentia

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ed il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” sostengono con forza la manifestazione “NO ALACO” che si terrà a Vibo Valentia il prossimo sabato 23 marzo dalle ore 9,30 con partenza da piazza San Leoluca.

La diga sull’Alaco ha rappresentato negli anni un caso esemplare di sprechi ed inefficienze: lavori infiniti, finanziamenti bloccati, interrogazioni parlamentari, carte sparite, costi lievitati a dismisura. Da quando poi la Sorical, società mista pubblico-privata (Regione-Veolia), ha allungato i suoi tentacoli, a circa 400.000 persone in 88 comuni di tutta la Calabria è stato negato il diritto all’acqua, perché dai loro rubinetti scorre un liquido maleodorante ed infetto, pompato da un lago malato, ex discarica a cielo aperto mai realmente bonificata.

Il numero delle persone coinvolte e la gravità della situazione dal punto di vista sanitario ed ambientale fanno sì che la questione dell’Alaco trascenda la dimensione locale, ponendosi come emergenza a livello regionale e nazionale, e come esempio estremo di dove può condurre una gestione perversa del bene comune acqua, rispetto al quale ancora, dopo quasi due anni, ci si ostina a non rispettare il chiaro risultato referendario.

Oggi ancora una volta la magistratura si sostituisce al ruolo che doveva essere della politica, di controllo e tutela della salute di centinaia di migliaia di persone. Ma il male prodotto dall’ingresso dei privati nell’acqua, dalla gestione improntata al profitto, dal mantenimento di rapporti clientelari da parte di certa politica, dall’operato della criminalità che si nutre del disagio della gente e delle omissioni delle istituzioni, non può estinguersi senza una presa di coscienza ed un’azione collettiva. Per questo invitiamo i vibonesi, gli abitanti della provincia e della regione, e tutti gli attivisti per l’acqua ed i beni comuni a partecipare alla manifestazione del 23 marzo, sulla base dei punti affermati dai promotori, il Forum delle Associazioni Vibonesi ed il Comitato Civico Pro-Serre:

 

  • chiusura definitiva della devastante gestione Sorical, con la presentazione e la rapida approvazione della nuova legge regionale di iniziativa popolare proposta dal Coord. Bruno Arcuri, per cui in questi giorni si stanno raccogliendo le firme;
  • dismissione urgente del bacino artificiale dell’Alaco;
  • avvio immediato di un programma che preveda fonti di approvvigionamento alternative;
  • avvio altrettanto urgente degli interventi di ristrutturazione delle reti idriche per l’eliminazione delle perdite che oggi, nei comuni serviti dal bacino dell’Alaco, superano in media il 60%;
  • avvio, sulla base di quanto esposto e delle tariffe illegittime applicate a livello regionale, di azioni giudiziarie da parte dei comuni per il recupero delle somme corrisposte alla Sorical, con rimborso ai cittadini degli importi delle bollette idriche versati e non dovuti.

 

Oggi in molti luoghi in Italia (Napoli, Reggio Emilia, Vicenza…) si sta dimostrando che una gestione dell’acqua pubblica e partecipata è possibile. Oggi dal disastro Sorical e dalla tragedia dell’Alaco è possibile ripartire cambiando completamente rotta. La proposta di legge regionale di iniziativa popolare promossa dal Coordinamento “B. Arcuri” va in questa direzione di cambiamento.

Si scrive acqua, ma si legge democrazia.

 

Vibo Valentia, 13/03/2013

 

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”

 

http://www.abccalabria.org/?p=469

 

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