Forum dei Movimenti per L'Acqua

Basilicata: acqua come merce

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Imbottigliamento delle acque di sorgente a Viggianello

Lettera aperta al Sindaco di Viggianello

Le scriviamo a riscontro e chiarimento di quanto da lei espresso nel comunicato (leggi qui), pubblicato il 28 agosto 2013 sulla Nuova del Sud in contraddittorio con il nostro precedente comunicato (vedi in calce), relativo alla concessione della Sorgente di acqua naturale Mercure alla multinazionale San Benedetto per l’imbottigliamento a fini commerciali.

Nel ribadire, con profonda convinzione, la nostra assoluta avversione a questo progetto di privatizzazione di un bene così prezioso come l’acqua, trasformato in una merce da cui trarre profitto, le scriviamo per raccontarle di un piccolo viaggio.

Un piccolo viaggio di un gruppo di amici, legati da un comune amore per questa nostra terra, che un pomeriggio d’estate di tre anni fa partiva da Potenza per condividere con altri amici di Viggianello e dintorni una visita alla suggestiva polla della sorgente del Mercure, che dopo aver attraversato per alcuni chilometri le viscere della terra, magicamente risale e sgorga, formando un piccolo laghetto con adiacenti limpide cascatelle fluenti.

Non dimenticheremo la sensazione di freschezza e di ancestrale comunione che abbiamo provato abbeverandoci a quella sorgente vitale, l’emozione di immergere il nostro essere in quella fonte di energia e di vita, in un luogo denso di sacralità.

Quel luogo e quel senso di sacro e di vita, che la sorgente ci ha comunicato con irresistibile intensità, hanno contribuito ad alimentare in noi l’energia e le motivazioni per portare avanti quel carico di impegno e di responsabilità, che la campagna referendaria sull’acqua pubblica ha richiesto, e quella capacità di comunicare a tanta gente l’importanza vitale di un bene così prezioso come l’acqua, che non può essere più considerata una merce da privatizzare e depredare, né trasformata in un oggetto da impreziosire in bottiglie dal design raffinato, pagata a un prezzo iniquo..

Non abbiamo motivo di dubitare, fino a prova contraria, che Lei sia un amministratore leale e dedito al bene della sua comunità; una persona ancora con una sua umanità, distinta dalla classe politica dominante, drogata da una brama ormai incontrollabile di potere e di avidità, disumanizzata da una religione della crescita materiale infinita e della obbedienza cieca al mercato e alla finanza.

La nostra terra non ha bisogno di benefattori multinazionali e magnanimi industriali che vengono a portarci lavoro, ricchezza e sviluppo (quali?); la nostra terra ha bisogno di riscoprire le proprie intelligenze, creatività, risorse, ha bisogno che tuteliamo e valorizziamo i nostri beni comuni e i nostri patrimoni naturali e culturali.

Un altro modello di sviluppo, di lavoro, di economia, di energia e di condivisione del governo dei territori è non solo possibile, ma praticabile da subito, partendo dai comuni, dalle comunità locali: basta volerlo, saper mettersi in discussione e saper intraprendere nuovi percorsi, più impegnativi ma più appaganti per tutti.

Siamo fiduciosi che il cambiamento (già in atto altrove) possa partire in Basilicata da queste reti di associazioni e di persone che si stanno moltiplicando sui territori, in collaborazione con quei sindaci e quelle amministrazioni locali, ancora oneste e libere da quelle catene indistricabili che attanagliano ormai la gran parte della classe politica e dirigente regionale.

La invitiamo a dialogare con noi per verificare insieme ogni azione e iniziativa che possa ancora fermare questo progetto scellerato e irragionevole, utilizzando il cospicuo finanziamento regionale (circa 3,5 milioni di euro) concesso alla San Benedetto, per creare lavoro (ben più dei miseri 10-15 posti promessi dalla generosa multinazionale e propagandati con orgoglio dal presidente Zoppas e dall’assessore Pittella): libero, locale, ecologico, non precario. LA INVITIAMO A VERIFICARE, INSIEME, COME MAI BEN ¼ DEI COSTI DI FINAZIAMENTO SE LI E’ ACCOLLATI LA REGIONE (CIOE’ NOI CITTADINI) SENZA EVIDENZA DI APPALTO PUBBLICO. DA COSA DERIVA LA SPECIALITA’ DELLA S.BENEDETTO? SI TRATTA PER CASO DI GARANTIRE I TERRENI ED I SERVIZI DI PERTINENZA? E TUTTO CIO’ A CHE TITOLO?

 

Perché si scrive acqua, si legge democrazia.

 

Li 11 settembre 2013

 

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica BASILICATA

 

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Imbottigliamento delle acque di sorgente a Viggianello : da bene comune a merce.


Il Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata apprende con rammarico e sconcerto dell’approvazione, da parte della Regione Basilicata, del Comune di Viggianello (che ne è addirittura entusiasta promotore) e degli altri Enti preposti, del progetto di concessione (privatizzazione) della fonte Mercure alla San Benedetto, per l’imbottigliamento delle acque così dette “minerali”.

Pare che l’investimento iniziale ammonti a circa undici milioni di euro, tre dei quali a contributo regionale, e che sia stata individuata un’area di circa 32.000 mq, con 7.000 mq di superficie coperta, per una produzione di 150 milioni di bottiglie l’anno.

Già lo scorso anno la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) denunciava “l’assalto al Parco del Pollino delle multinazionali delle acque minerali, dopo quelle dell’energia”. L’Organizzazione ricordava “come negli anni Ottanta lo sfruttamento delle copiose acque della sorgente San Giovanni furono oggetto di proteste da parte delle popolazioni della valle del Mercure, le quali si schierarono contro il loro prelevamento, successivamente in parte sfruttate dall’acquedotto pubblico. Le sorgenti San Giovanni-Fonte del Pollino sono state riconosciute acque minerali per l’imbottigliamento e la vendita con decreto del ministero della Salute del 29 gennaio 2007”.

Il referendum sull'acqua pubblica del 12 e 13 giugno 2011 ha ribadito la volontà della grande maggioranza degli italiani e dei lucani di tutelare l’acqua come bene comune, contro ogni progetto scellerato di privatizzazione e trasformazione, da parte delle multinazionali, di un bene così prezioso e vitale in merce da vendere sul mercato per trarne profitti.

In tal senso pare davvero incomprensibile e intollerabile l’atteggiamento accomodante della Regione, in particolare dell’Assessore alla Attività Produttive, e del Sindaco di Viggianello, che hanno accolto con proclami trionfalistici (le solite promesse di sviluppo, lavoro e royalties) questa ulteriore appropriazione di parte del nostro territorio (in questo caso una zona ancora incontaminata adiacente al pittoresco paese di Viggianello e alle straordinarie montagne del Pollino), da parte della San Benedetto, che si aggiunge alle già numerose concessioni, nella zona del Vulture, di acque così dette “minerali” alla Coca Cola e altre multinazionali.

Altresì dobbiamo constatare che anche il consigliere regionale di SEL, in passato apertamente schierato a favore dei beni comuni e dell’acqua pubblica, ha espresso, in un comunicato stampa, un plauso a questo progetto, evidenziando “la sollecitazione che il gruppo Sel ha rivolto alla Giunta in occasione della vertenza ex Cutolo di Rionero perché la Regione debba avere sui titolari di concessioni un maggiore controllo per attivare un programma di promozione e rilancio delle acque minerali lucane che hanno conquistato una buona fetta di mercato nazionale e, quindi, di gradimento dei consumatori”.

Questo progetto apre la strada alla privatizzazione e alla trasformazione in acque minerali di tutte le nostre sorgenti potabili, alla depredazione di un bene comune e all’occupazione sempre più ingombrante e pericolosa dei nostri territori da parte di multinazionali arroganti e voraci, che stanno trasformando la nostra regione in una colonia energetica e in un grande ricettore di rifiuti industriali.

Il Coordinamento Acqua Pubblica Basilicata esprime la propria sfiducia verso la classe politica e dirigente regionale a governare i beni comuni e a tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente lucani, in un asservimento preoccupante alle politiche produttive ed energetiche del governo nazionale e delle grandi lobbies industriali.

 

 

Li 27 agosto 2013

 

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata

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