Forum dei Movimenti per L'Acqua

Disastro di Bussi. Tutti i dati. Il Forum Acqua: il peggiore scandalo della storia abruzzese

Bussi
Comunicato stampa

Bussi, inquinamento un milione di volte oltre i limiti di legge

Tetracloruro di Carbonio 666.667 volte i limiti di legge nella falda*.

Diclorometano 1.073.333 volte i limiti di legge*.

Esacloroetano: 62.000 vole i limiti di legge*.

Cloroformio: 453.333 volte i limiti di legge*.

1,45 tonnellate di esacloroetano alla Foce del Fiume Pescara in soli 6 giorni a dicembre.

Mercurio in alte concentrazioni nei capelli dei pescatori a Pescara.

 

Disastro di Bussi e Valpescara: questi alcuni dati, chi ha amministrato chieda scusa per la sottovalutazione, da irresponsabili pensare ora al “danno d’immagine”.

Il Forum acqua esprime sdegno per le parole espresse da vari rappresentanti delle istituzioni in una conferenza stampa svolta a Bussi.

Intanto è incredibile che non si comprenda che l’intera Valpescara è colpita da questo disastro ambientale. Ci saremmo aspettati delle risposte concrete per tutti i cittadini della Val Pescara, a partire da Bussi verso valle, a Pescara o Chieti, dove risiede gran parte dei cittadini che per decenni hanno bevuto acqua ai solventi clorurati.

Dichiara Renato Di Nicola, del Forum Acqua “L’Istituto Superiore di Sanità non parla solo dell’esposizione attraverso l’acqua dei rubinetti ma evidenzia alcuni dati assolutamente preoccupanti per tutto l’ambiente dell’intera Valpescara. Siamo indignati per lo scaricabarile in corso e per le parole al vento che sentiamo in queste ore da soggetti che dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini che sono stati esposti a sostanze tossiche e cancerogene per decenni, neonati compresi! Il vero cantiere da attivare per il lavoro è la bonifica che chiediamo da anni,le istituzioni in 6 anni non hanno riqualificato neanche un grammo di terreno. E’ veramente sconcertante che il Presidente Chiodi non abbia letto il comunicato stampa del Forum Acqua che già alle 09:30 del 26 marzo aveva chiarito che i pozzi erano chiusi dal 2007, visto che siamo stati noi a farli chiudere! Inoltre da tempo ribadiamo che a pagare deve essere chi ha inquinato.”.

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum Acqua “Ci chiediamo se nonostante il giusto clamore suscitato dalla relazione dell’Istituto Superiore di Sanità qualcuno degli amministratori che parla sia a conoscenza dei dati e si sia letto tutta la relazione del massimo organo di consulenza dello Stato depositata per conto dell’Avvocatura dello Stato in un processo penale. Contiene informazioni che fanno rabbrividire non solo sulla questione, ovviamente gravissima, dell’acqua contaminata bevuta per vent’anni e fino al 2007 da centinaia di migliaia di cittadini della Val Pescara, Chieti e Pescara comprese, ma sulla possibile esposizione attraverso la catena alimentare. Su questo dovrebbero discutere gli amministratori, sui programmi di monitoraggio sanitario e ambientale da realizzare subito in tutta la Val Pescara per colmare gli inaccettabili ritardi e le omissioni di tutti questi anni”.

SI ALLEGANO NUOVAMENTE LE TABELLE SULLO STATO DI CONTAMINAZIONE DEL SITO NAZIONALE DI BONIFICA DI BUSSI.

In considerazione della complessità della materia abbiamo preparato una cartella che è possibile scaricare dal WEB con i principali documenti ufficiali sulla vicenda di Bussi, tra cui quelli fondamentali divulgati nel 2007 in piena emergenza (riassunti in una delle presentazioni che mostrammo ai cittadini allora) e le tabelle più recenti sull'inquinamento (con una dettagliata presentazione). Per eventuali approfondimenti e spiegazioni consigliamo di chiamare il numero 3683188739. Il sito sarà disponibile fino al 3 aprile:

https://www.wetransfer.com/downloads/ec87d556eb19de5832aaa6ef2e6b5ac120140327071301/e040a44abf022c1e63c3ad4eae3fce4920140327071301/23d0d2

 *NELL’ACQUA DI FALDA SOTTO ALL’AREA INDUSTRIALE

FORUM ABRUZZESE DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

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Comunicato stampa

Ora indagine epidemiologica e bonifiche, il vero grande cantiere per il lavoro. Paga chi ha inquinato.

Il peggiore scandalo della storia abruzzese” il Forum dei Movimenti per l'Acqua aveva definito così già nel 2008 il disastro ambientale che ha coinvolto Bussi e la Valpescara. La somministrazione per decine di anni e fino al 2007 di acqua dai Pozzi S. Angelo contaminati da solventi clorurati tossici e probabili cancerogeni quali tetracloruro di carbonio, cloroformio, esacloroetano, tricloroetilene e tetracloroetilene (e molte altre sostanze pericolose, come il temibile pentalorobenzene, in tracce) è solo una delle tante drammatiche problematiche che la devastazione dell'ambiente avvenuta nella Valpescara ha portato con sé.

Il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua in questi anni è stato in prima fila nel denunciare quanto avveniva a Bussi e l'impatto che aveva a valle, ottenendo la chiusura dei pozzi S. Angelo che rifornivano i rubinetti di oltre mezzo milione di persone, compresi due capoluoghi come Pescara e Chieti. I suoi attivisti hanno anche subito intimidazioni e querele, con risvolti tragicomici come la multa comminata ad Augusto De Sanctis dai vigili del Comune di Pescara per aver volantinato al mercato (!) nel 2008 un foglio con su scritto “SCANDALO DELL’ACQUA: ORA BASTA! Verità sulla nostra salute! Dimissioni per chi sapeva ed ha taciuto!”

Dichiara Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua Il caso di Bussi, con l'inquinamento dell'acquedotto, è unico a livello europeo per tipo di sostanze pericolose, anni di esposizione e numero di persone coinvolte. Nel 2007 furono i volontari di associazioni a denunciare l'inquinamento dei Pozzi S. Angelo– io allora ero referente acque del WWF Abruzzo nonché già attivista del Forum Acqua – sfidando le querele da parte dei responsabili dell'acquedotto.Con noi il deputato Acerbo. Vorrei ricordare le lettere, le decine di comunicati, gli accessi agli atti a tappeto, le migliaia di volantini che abbiamo distribuito quando i pozzi S. Angelo erano ancora aperti. Sono stati chiusi solo dopo quella mobilitazione e siamo quasi increduli che solo ora vi sia la consapevolezza diffusa di un dramma che a noi era chiaro fin da allora e che in questi anni con dossier e altre denunce abbiamo cercato di far comprendere, anche grazie ad inchieste di testate regionali e nazionali. Nel 2007 divulgammo e addirittura volantinammo le lettere risalenti agli anni precedenti del Ministero dell'Ambiente e, soprattutto, quelle del 2005 dell'allora APAT – ora ISPRA – in cui si metteva nero su bianco che nei pozzi S. Angelo vi erano cancerogeni oltre i limiti di legge. Per l'indagine epidemiologica, a pozzi ormai chiusi e dopo l'arrivo della lettera dell'Istituto Superiore di Sanità che dichiarava inidonea al consumo umano l'acqua, inventammo nel 2008 anche un sit-in di 24 ore davanti all'Assessorato alla Sanità, ottenendo l'avvio dell'indagine. Questa però abortì poco dopo, con la ASL che inviò quale proprio rappresentante proprio il Dr. Rongione, colui che aveva per anni dato la potabilità! Io ero nel tavolo di lavoro, unico rappresentante dei cittadini invitato in mezzo agli enti, e capii subito che non si poteva andare da nessuna parte, tra l'indifferenza delle Istituzioni. In questi anni il nostro lavoro di inchiesta, è proseguito portando a nuove denunce, come quella sull'inefficacia dei sistemi di prevenzione adottati o come quella sulla presenza di livelli elevatissimi di Mercurio nei sedimenti del fiume Pescara fino alla foce. Solo la Magistratura ci ha ascoltato mentre addirittura il Direttore dell'ARTA Amicone è arrivato a sostenere che tanto il Mercurio vi è da 100 anni e che la chiusura dell'azienda non comporta più nuove immissioni nell'ambiente. Se passasse questo ragionamento si potrebbero semplicemente abbandonare le fabbriche e aspettare che la natura faccia il suo corso in qualche millennio... Provo sconforto per il fatto che abbiamo dovuto divulgare noi il primo rapporto epidemiologico dell'Agenzia Sanitaria Regionale sui tumori nella regione, redatto nel 2012 e tenuto nel cassetto. Un documento che, seppur preliminare, fotografa una realtà preoccupante, con frequenze di tumori elevatissime in alcune aree come Bussi (+70% rispetto alla media regionale) - Popoli (+29%) e area metropolitana di Pescara (+18%). In attesa dei necessari approfondimenti, non si poteva avviare uno screening per le diagnosi precoci? L'esposizione vi è stata ma almeno si può tentare di far guarire le persone che si ammalano scoprendo subito la malattia! Purtroppo gli ultimi dati dell'ARTA ci dicono che sostanze estremamente pericolose come l'esacloroetano da Bussi continuano ad arrivare a tonnellate alla foce del Pescara, come è accaduto nell'ultima alluvione del fiume di dicembre 2013 quando 1,45 tonnellate sono confluite nel Mare Adriatico in soli 6 giorni. Oggi, terminata nel 2007 l'esposizione ai contaminanti attraverso l'acqua dei rubinetti, siamo molto preoccupati perchè questi contaminanti ancora presenti nell'ambiente possono entrare nella catena alimentare. Il vero obiettivo deve essere il completamento della caratterizzazione e la bonifica delle aree inquinate del Sito di Interesse Nazionale perimetrato nel 2008, che contiene zone “dimenticate” ma altrettanto importanti come Piano d'Orta – dove le scorie sono ancora oggi alla luce del sole a pochi metri dalle case! In tutto sono almeno 2 milioni di tonnellate di materiali contaminati, a cui se ne potrebbero aggiungere altri. Il vero cantiere, anche per l'occupazione, è proprio la bonifica, che costerebbe a chi ha inquinato circa 500 milioni di euro, con centinaia se non migliaia di posti di lavoro creati per risanare un territorio martoriato. Intanto è urgente avviare le procedure e colmare i clamorosi ritardi accumulati, usando i 50 milioni di euro pubblici già disponibili per intervenire in primis sulla discarica Tremonti. Infatti in quell'area il denaro pubblico speso “in danno” potrà essere più facilmente recuperato dai privati proprietari, avviando un circolo virtuoso moltiplicando le risorse disponibili, visto che 50 milioni sarebbero utili solo per un primo lotto di lavori. Nessun favore deve essere fatto con denaro pubblico a privati perché comunque deve valere il principio che gli inquinatori devono pagare”.

Dichiara Renato Di Nicola, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua Lo scandalo continua perchè persiste una quasi totale assenza di trasparenza e partecipazione. Sfido chiunque a visitare i siti di ASL, ARTA, Regione Abruzzo e Ministero del'Ambiente per capire cosa sta avvenendo ora a Bussi. Sappiamo che ci sono verbali, lettere e montagne di documenti sui monitoraggi ambientali, una parte dei quali, quella sullo stato delle falde che ha portato all'ultima inchiesta su Solvay - è venuta a galla solo grazie all'accesso agli atti svolto all'ARTA da Augusto De Sanctis che li ha poi riassunti, divulgati e usati per la denuncia. E' incredibile che vi sia un Commissario Governativo, Goio, che continua a fare lavori fortemente contestati dalla stessa regione senza che i documenti progettuali e i dati dei monitoraggi siano disponibili sul sito WEB ufficiale del Commissariato governativo, che, per pochissimi documenti, peraltro, è aggiornato al 2010! Si pensano “soluzioni” per il sito industriale senza alcuna trasparenza e senza coinvolgere minimamente i cittadini della valpescara, con il rischio che la discarica più pericolosa, la Tremonti, posta direttamente sul fiume Pescara, venga abbandonata a se stessa dopo i piccoli lavori in corso, tombata, una vera e propria spada di Damocle sulla testa di 500.000 cittadini per centinaia di anni. Facciamo notare che la proposta di mettere una nuova industria chimica e una farmaceutica in un'area in cui passa metà dell'acqua della regione e a 600 metri in linea d'area dai nuovi pozzi dell'acqua potabile S. Rocco scavati a monte non è così sostenibile. Basti pensare ai rischi di incidente. L'intera valpescara deve chiedersi, ad esempio, se è accettabile mantenere industrie che rientrano nella Direttiva “Seveso” sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante o comunque industrie che possono portare a gravi problemi in caso di incidente in aree così ambientalmente sensibili e strategiche per l'intero Abruzzo. L'acqua con i cambiamenti climatici dovrà essere preservata attentamente. Intanto il prossimo 15 aprile 2015 scatterà di nuovo l'udienza preliminare presso il Tribunale di Pescara del filone “Bussi-bis” contro Giorgio D’Ambrosio, in qualità di ex presidente Ato, Bruno Catena, in qualità di ex presidente dell’Aca Spa, Bartolomeo Di Giovanni, come direttore generale dell’Aca, Lorenzo Livello, in qualità di direttore tecnico dell’Aca Spa, e Roberto Rongione, responsabile del Servizio Sian della Asl di Pescara, per aver immesso nella rete acqua contaminata. Auspichiamo che tutti i comuni della val Pescara – sull'esempio del Comune di Pescara che lo ha già annunciato – e tutti gli altri enti coinvolti si costituiscano parte civile. Ricordo infine, ai cittadini di firmare e di aiutarci nella raccolta di firme per la petizione che abbiamo lanciato alcune settimane fa su avaaz.org e in forma cartacea per le bonifiche e l'indagine epidemiologica in valpescara, che per ora ha raggiunto le 3000 firme online”.

Infine è doverosa una precisazioni sugli eventi di questi ultimi mesi. In relazione all'inchiesta che vede indagati 7 rappresentanti di Solvay, da quanto ci risulta, l'esposto di Edison del 2012 che ha sì portato all'apertura delle indagini non è stato poi ritenuto fondato dalla Procura che, invece, ha tenuto in considerazione l'esposto del 2013 con i relativi dati forniti agli inquirenti da Augusto De Sanctis.

In considerazione della complessità della materia abbiamo preparato una cartella che è possibile scaricare dal WEB con i principali documenti ufficiali sulla vicenda di Bussi, tra cui quelli fondamentali divulgati nel 2007 in piena emergenza (riassunti in una delle presentazioni che mostrammo ai cittadini allora) e le tabelle più recenti sull'inquinamento (con una dettagliata presentazione). Per eventuali approfondimenti e spiegazioni consigliamo di chiamare il numero 3683188739. Il sito sarà disponibile fino al 3 aprile:

https://www.wetransfer.com/downloads/ec87d556eb19de5832aaa6ef2e6b5ac120140327071301/e040a44abf022c1e63c3ad4eae3fce4920140327071301/23d0d2

Pescara, 27 Marzo 2014.

 

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Invito conferenza stampa "Bussi, pozzi S. Angelo inquinati chiusi nel 2007 dopo le denunce di associazioni e movimenti"


Giovedì 27 Marzo ore 11.00,

presso la libreria Primo Moroni a Pescara (Via Quarto dei Mille, 29)

Ora le priorità sono la bonifica, i processi e l'indagine epidemiologica. Irrisolta la questione della trasparenza e della partecipazione dei cittadini

 

La questione dell'inquinamento di Bussi torna alla ribalta locale e nazionale con articoli sulle durissime conclusioni dell'Istituto Superiore di Sanità sull'acqua distribuita per anni alla popolazione della val Pescara e servizi televisivi su TG1, TG2 e Repubblica. 
I Pozzi S. Angelo inquinati, che rifornivano l'intera Valpescara a valle di Bussi, sono stati definitivamente chiusi nel 2007 a seguito di analisi private (poi si scoprì, con gli accessi agli atti, che almeno dal 2004 gli enti pubblici avevano contezza della contaminazione con le analisi dell'ARTA), denunce, innumerevoli esposti e di un vero e proprio lavoro di inchiesta del WWF e del Forum Acqua tra maggio e agosto 2007, su cui si basò l'interrogazione parlamentare del deputato Maurizio Acerbo. Tanto che già allora l'Istituto Superiore di Sanità scrisse alle associazioni (e solo a loro, a sottolineare il loro ruolo nella vicenda rispetto a quella degli enti pubblici coinvolti!) che l'acqua dei Pozzi S. Angelo non era idonea al consumo umano. A seguito di tali azioni furono scavati pozzi a monte dell'area inquinata, i pozzi S. Rocco, che oggi riforniscono la valpescara.

Per approfondire l'argomento e indicare quelle che appaiono le priorita' da affrontare oggi e nell'immediato futuro il forum terra' una conferenza stampa domani giovedi' 27 marzo alle ore 11.00 presso la libreria Primo Moroni a Pescara (Via Quarto dei Mille, 29).
Durante l'incontro si parlera' di:
  • indagine epidemiologica e diagnosi precoci;
  • richiesta di costituzione di parte civile per gli enti nell'udienza preliminare del procedimento bussi-bis che vede coinvolti i vertici dell'acquedotto e un rappresentante della asl che si terra' il prossimo 15 aprile;
  • bonifica, ritardi e mancanza di trasparenza.

 

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