Forum dei Movimenti per L'Acqua

Ieri, mercoledì 20 aprile, giornata di incontri per il Comitato Promotore dei referendum per l’acqua. In mattinata si è svolto quello con il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra Paolo Ferrero, mentre nel pomeriggio con l’Idv, nella persona di Paolo Brutti, responsabile Ambiente.

Mentre nel primo incontro si è riscontrata una forte comunità di intenti nel voler procedere insieme, concentrandosi nella raccolta firme per i referendum sull’acqua, quello del pomeriggio ha dovuto registrare delle forti divergenze.

Il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua, oltre ad aver criticato l'impostazione strategica di IdV di presentare un “grappolo” di referendum (acqua, nucleare, legittimo impedimento) ha espresso un giudizio molto negativo sulla decisione di IdV di depositare e raccogliere le firme su un proprio quesito referendario in tema di acqua e ha conseguentemente chiesto che IdV ritiri e non raccolga le firme sul proprio quesito referendario.

L’Idv ha infatti depositato presso la Corte di cassazione il suo quesito, dopo che gli era stato offerto a garantito più volte negli ultimi mesi di fare parte del comitato di sostegno dei 3 referendum già depositati in Cassazione già sottoscritto, tra gli altri, da Sinistra e Libertà, Federazione della Sinistra, Verdi, Sinistra Critica.

Il responsabile ambiente dell'IdV Paolo Brutti ha riconfermato le scelte della dirigenza Idv, giudicando immodificabile la decisione di procedere alla promozione dei loro referendum, compreso quello dell'acqua.

Il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua ribadisce la gravità della posizione assunta dall'IdV, che decide di separarsi da quella vasta coalizione sociale che ha promosso i tre referendum per abrogare l'insieme della legislazione che ha favorito tutti i processi di privatizzazione del servizio idrico da 15 anni a questa parte.

IdV sceglie consapevolmente di perseguire una logica di parte e di pura propaganda con l'obiettivo di intestarsi una battaglia che da molti anni movimenti, associazioni, organizzazioni sociali portano avanti. Inoltre lo fa presentando un quesito ambiguo, di dubbia efficacia giuridica e, soprattutto, con contenuti che non mettono realmente in discussione l'insieme dei processi di privatizzazione del servizio idrico.

Il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua proseguirà con ancora maggiore forza e determinazione la campagna referendaria che parte con la raccolta delle firme il 24-25 aprile, con la certezza di interpretare il sentimento e la volontà dei tanti attivisti e delle tante organizzazioni che in tutti questi anni si sono battuti contro la mercificazione dell'acqua e la privatizzazione del servizio idrico.

 

 

Roma, 21 aprile 2010

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