Forum dei Movimenti per L'Acqua

ACAM-IREN: le 4 sorelle e la mela avvelenata

Mela avvelenataPotrebbe essere il titolo di una fiaba, se avesse un lieto fine. In realtà, è solo l’inizio di un lungo incubo nel quale saranno catapultati gli spezzini. Le 4 sorelle sono ACEA, A2A, HERA e IREN, grandi Società per azioni – quotate in borsa – che si stanno spartendo il territorio italiano per la gestione dei servizi pubblici (energia, rifiuti, acqua). La nostra provincia, insieme al resto della Liguria, al Piemonte e a parte dell’Emilia, fa parte del territorio in quota IREN, ecco quindi che la nostra piccola multiutility ACAM, viene fatta oggetto di una “manifestazione di interesse” da parte di IREN.

I nostri Sindaci hanno subito apprezzato l’interesse di IREN; sostengono che solo le grandi aziende possono essere efficienti e reperire i finanziamenti necessari per gli investimenti nel servizio idrico. Si fidano delle promesse di IREN riguardo al più rapido rientro dal debito di ACAM.

MA E’ DAVVERO COSI’?

Difficile credere alla fiaba che pretendono di raccontarci.

Nel 2016, il gruppo Iren presentava un debito (2,45 MLD) superiore ai mezzi propri (2,28 MLD), e aveva realizzato un utile netto di 185 milioni, prevalentemente con le attività regolamentate, cioè in regime di monopolio, come, appunto, l'acqua.

A Genova nel 2016, il Gruppo Iren ha realizzato un utile netto di 47 milioni (su 200 di fatturato), ma si sono verificate innumerevoli rotture di tubi principali, con conseguenti allagamenti, intervento dei pompieri, interruzione del servizio idrico ecc., cose mai verificatesi prima.

Tutto cio' perche' IREN - come le altre tre sorelle - distribuisce più dividendi (ai soci anche privati) degli utili che produce, e percio' si indebita, aumenta le tariffe, riduce gli investimenti e il personale. Del resto, è stata proprio l’esperienza negativa della gestione privatistica dell'acqua a spingere oltre 25 milioni di italiani a votare per l’acqua pubblica nel referendum del 2011. Come mai oggi la maggior parte delle forze politiche sembra essersene dimenticata? Perché i cittadini si dovrebbero fidare, a scatola chiusa, di lasciare in mano al privato – in regime di monopolio – un bene essenziale come l’acqua?Perche' le ragioni delle banche creditrici di Acam devono essere preferite alla gestione pubblica dell'acqua ?

A La Spezia il referendum consultivo da noi promosso sull’aggregazione ACAM-IREN attende da ca. due mesi il via libera del Comune, mentre, ad una velocità contraria, il Consiglio Comunale sarà chiamato a ratificare l’accordo sulla fusione il 21 dicembre. E i cittadini? Messi di fronte al fatto compiuto, non potranno fare altro che mangiarsi la mela avvelenata.

PARTECIPA al PRESIDIO sotto il COMUNE della SPEZIA 20 dicembre ore 10,00

Comitato acquabenecomune La Spezia - acquabenecomunesp@libero.it

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