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Riflessioni sul Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha segnato una tappa importante del percorso che abbiamo intrapreso ormai un anno fa. La grande partecipazione –superiore ad ogni aspettativa-, la qualità e ricchezza dei seminari e dei dibattiti, il clima generale fra i partecipanti segnalano una grande maturità dei movimenti e delle realtà che sono in campo contro la privatizzazione dell’acqua.

Mi sembra importante anche il fatto che, nelle reciproche differenze –a volte anche rilevanti- vi sia stato il denominatore comune di riconoscere il Forum come lo spazio pubblico in cui esprimerle, riconoscendoci reciprocamente come parte del medesimo percorso.

Dal punto di vista politico, mi sembra rilevante la direzione assunta dal percorso del Forum, perché si riconosce come luogo autonomo di riflessione e di orientamento alla mobilitazione , ma non fa di questa autonomia una separatezza dalla sfera della politica; contemporaneamente, non si affida alla stessa –per i movimenti, l’idea che esistano “governi amici” è un controsenso- ma prova ad attraversarla facendo diventare i propri contenuti e le proprie mobilitazioni una capacità di proposta che sposta in avanti il livello della discussione e del confronto, aprendo di volta in volta nuove contraddizioni.

Un secondo aspetto rilevante, credo sia stata la centralità assegnata alle vertenze territoriali , evitando il rischio che il Forum divenisse il luogo che tutto sussume, ma rivendicando quel percorso a geometria variabile, per cui ogni territorio porta avanti in piena autonomia le proprie vertenze e lotte, ma poi le inscrive dentro un percorso globale di rafforzamento reciproco.

Gli obiettivi scelti e in larga parte condivisi declinano esattamente questo scenario: l’Osservatorio Nazionale sull’Acqua può divenire un importante strumento di socializzazione delle conoscenze, di elaborazione dei percorsi e di rafforzamento delle lotte territoriali; la promozione di una Legge d’indirizzo e d’iniziativa popolare per il governo pubblico e partecipativo dell’acqua può divenire lo strumento di riunificazione delle vertenze territoriali, di partecipazione concreta dei territori ad una vertenza che diventa nazionale, di apertura di nuove contraddizioni in avanti sull’agenda politica.

Per chi teme che questi strumenti “distolgano” dalle lotte, credo che la preoccupazione sia importante, ma che dipenderà dalla capacità di ciascuno di noi saper fare di queste proposte degli strumenti che aiutano la mobilitazione, invece di sostituirla; se riusciamo, tutti assieme, a pensarci dentro i conflitti territoriali e contemporaneamente parte di una vertenza globale, allora questi diventeranno strumenti importanti; credo allora che sarà praticabile costruire quello che tutti noi auspichiamo, ovvero una grande manifestazione nazional e per l’acqua pubblica e contro ogni forma di mercificazione e privatizzazione (SpA ovviamente incluse), magari in corrispondenza della consegna di centinaia di migliaia di firme in calce ad una legge d’iniziativa popolare.

Dobbiamo lavorare molto nel prossimo futuro, in diverse direzioni. La prima è quella dell’allargamento . Questo Forum è stato un primo successo, ma non possiamo accontentarci. Sono ancora molti i territori non inclusi, molte le vertenze costruite ancora in solitudine; e, fra quelli presenti, diversi sono le difficoltà da superare. Sperando che nessuno legga queste note come un’interferenza indebita (ma correrò il rischio), mi sembra che la pluralità di presenze che costituiscono il coordinamento dei comitati di Napoli e Caserta abbia la necessità interna di saperle comporre, in modo che le differenze diventino una ricchezza e non un blocco della capacità d’azione; così come, per chi, come me, ha partecipato alla stagione toscana di raccolta firme dello scorso anno, è stata evidente la difficoltà delle realtà toscane ad essere elemento propulsore di questo Forum, e forse anche a saper raccogliere i frutti del lavoro fatto in quella regione. E così via.

Dovremo essere capaci nel prossimo futuro di saperci allargare non solo geograficamente, ma anche culturalmente e politicamente, includendo aree e percorsi ancora ai margini o non toccate dal percorso del Forum.

E dovremo costruire percorsi - i Tavoli di lavoro - che sappiano essere flessibili nel tenere insieme esperienze territoriali, reti nazionali, forze sindacali e politiche, ma anche competenze tecniche e scientifiche, in modo che il contributo di ciascuno sia adeguatamente valorizzato; nel contempo dovremo avere cura che l’insieme del percorso continui ad avere come faro di direzione la partecipazione, senza deleghe decisionali a nessuno, così come finora abbiamo tentato di fare, a volte riuscendoci, a volte meno.

Infine, come portato del Forum, dovremo saper essere capaci di maggiore mobilitazione in ciascun territorio –che una vertenza in ogni ATO esca dal sogno e si approssimi alla realtà- in modo che il conflitto sull’acqua diventi “nelle cose” una vertenza nazionale con cui tutti debbano fare i conti.

Insomma, molto abbiamo fatto ma altrettanto abbiamo ancora davanti a noi. Ma oggi possiamo guardare avanti con maggior consapevolezza e fiducia nella nostra collettiva intelligenza e nella nostra condivisa determinazione.

Marco Bersani

(marzo 2006)