Rassegna Stampa su arresti Acqualatina
giovedì 24 gennaio 2008
Truffe e arresti, così affondano Martella e i vertici di Acqualatina
Inchiesta su appalti truccati: giro da 15 milioni di euro. Travolta Acqualatina.
Sei arresti, tra cui l’ex presidente della provincia.
paride martella al centro dello scandalo
Latina: Un’associazione per delinquere atttorno agli appalti di «Acqualatina»? Per la Procura di Latina, che ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari sei ordinanze di custodia cautelare per altrettanti ex funzionari della società che gestisce il servizio idrico, la risposta è affermativa. Secondo gli inquirenti gli arrestati si sarebbero macchiati dei reati di abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falso ideologico in appalti pubblici, e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
In pratica avrebbero affidato appalti direttamente a società appartenenti allo stesso gruppo, giustificando l’iniziativa con il risparmio per le casse della spa a prevalenza pubblica, ma portando in realtà a maggiori spese, a tutto danno dei cittadini della provincia di Latina e ad esclusivo vantaggio delle aziende sorelle.
Ieri mattina sono stati messi ai domiciliari l’ex presidente della Provincia, Paride Martella, che all’epoca dei fatti contestati rivestiva anche il ruolo di presidente di Acqualatina, il primo amministratore delegato della spa che gestisce il servizio idrico in provincia, Giansandro Rossi, l’attuale amministratore delegato, Silvano Morandi, l’ex vicepresidente di Acqualatina, Raimondo Besson, amministratore delegato di Sorical, che gestisce il servizio idrico in Calabria, consigliere d’amministrazione di Acea Ato 2 e consulente dell’Astral, e l’ex consigliere d’amministrazione e rappresentante in Italia di Veolia, Jean Louis Marie Pons. Ancora ricercato, invece, l’ex amministratore delegato di Acqualatina Bernard Cyna, da tempo tornato in Francia.
Le sei ordinanze sono state emesse, su richiesta del procuratore capo Giuseppe Mancini e del sostituto Raffaella De Pasquale, dal gip Tiziana Coccoluto. Lo stesso gip ha emesso anche tre misure interdittive dalle cariche sociali e dall’esercizio dell’attività libero professionale nel settore dell’ingegneria civile per altri tre indagati: l’allora amministratore di Siba, Guido Turoni, di Enel Hydro, Renato Iodice, e l’ingegnere romano Francesco Baglietti, che avrebbe dato l’ok alle offerte per gli appalti finiti sotto inchiesta.Ieri mattina le misure sono state eseguite tra Latina, Roma e Milano da 40 finanzieri del nucleo provinciale di polizia tributaria, diretto dal colonnello Fabrizio Giaccone.
I provvedimenti presi dal gip Coccoluto arrivano dopo cinque anni di indagini sugli appalti di Acqualatina. Secondo gli inquirenti, alla luce degli accertamenti svolti dalla Tributaria e di un’articolata consulenza tecnica, gli affidamenti in house, giustificati come un sistema per far risparmiare la spa, in realtà avrebbero portato a spese maggiori, a vantaggio delle società collegate ai soci privati di Acqualatina - Veolia, Siba e Enel Hydro - i quali in tal modo avrebbero recuperato a loro volta sugli investimenti fatti per dar vita alla spa pontina. Le società collegate avrebbero fatto offerte solo all’apparenza migliori, perché prive dei relativi diritti, che una volta applicati avrebbero invece comportato spese maggiori di quelle che sarebbero state fatte con un appalto pubblico. Dubbi inoltre, alla luce della normativa europea, sullo stesso ricorso agli affidamenti diretti.
[Clemente Pistilli, Il Tempo]
Le mani sull’oro blu: manette ad Acqualatina. Come funziona il business dell’acqua
Giornata nera per Acqualatina, l’azienda partecipata dalla francese Veolia che da anni ormai è al centro di contestazioni da parte dei cittadini di Aprilia e Latina. Il vertice del gestore misto pubblico privato dell’acqua (51% pubblico, 49% in mano a Veolia e al gruppo Pisante) è stato azzerato di fatto dalla guardia di Finanza con una serie di arresti ordinati dal giudice per le indagini preliminari della Procura di Latina Tiziana Coccoluto. A finire in manette sei persone.
paride martella (a sinistra) e silvano morandi (a destra)
Spicca il nome di Paride Martella, presidente della Provincia di Latina dal 1994 al 2004, ex presidente di Acqualatina, ex-Udc poi passato all’Italia dei Valori. Ci sono anche l’attuale amministratore delegato Silvano Morandi, Raimondo Besson - vicepresidente della società e amministratore delegato di Sorical, che gestisce il servizio idrico in Calabria, nonché consigliere d’amministrazione di Acea Ato2; Giansandro Rossi e Bernard Cynà ex amministratori delegati della società; Louis-Marie Pons, ex consigliere d’amministrazione e rappresentante in Italia di Veolia.
I reati contestati - le indagini erano iniziate nel 2004 - sono gravi e particolarmente significativi. I provvedimenti parlano di associazione a delinquere, abuso di ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica in appalti pubblici e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il vero core business dell’acqua, in altre parole. Al centro dell’inchiesta vi sarebbero le consulenze e i lavori che Veolia e altre società legate al gruppo francese avrebbero offerto, senza gara d’appalto, alla controllata Acqualatina. Fatti denunciati già da tempo dal comitato dei cittadini per l’acqua pubblica e da Legambiente di Latina, che, in diversi dossier, avevano evidenziato la mancanza di trasparenza nella gestione di Acqualatina - contestando oltretutto l’aumento delle tariffe per i cittadini.
La società è un pezzo importante dell’impero dell’acqua e dei servizi ambientali creato da Veolia, che si estende fino alla Calabria e alla Sicilia. La creazione di Acqualatina fu uno dei primi affidamenti del servizio idrico ad una società mista pubblico-privata avvenuto in Italia. Oggi i soci privati di Acqualatina controllano la distribuzione dell’acqua in Campania (con una partecipazione in Acque Campane Spa), in Calabria (con il 47% di So.Ri.Cal., società che fornisce l’acqua ai Comuni) e in Sicilia, dove Veolia ha acquisito le quote di Enel Hydro in Siciliacque.
Le diverse società hanno poi creato recentemente un consorzio, Unihydro, diretto da Raimondo Besson, uno dei componenti del consiglio d’amministrazione di Acqualatina, arrestati ieri dalla Guardia di Finanza.
Ed è proprio Raimondo Besson la figura chiave che permette di capire il funzionamento delle società miste pubblico private che hanno in mano gran parte delle risorse idriche italiane. Romano, ingegnere, ex dirigente della Regione Lazio durante la giunta Badaloni, fu l’artefice della legge regionale che disegnò nel 1996 gli ambiti idrici. Dal 2001 passa direttamente al servizio dei soci privati. Viene nominato vice presidente di Acqualatina e, dopo poco, amministratore delegato di So.Ri.Cal, il gestore che oggi controlla tutti i finanziamenti pubblici per la rete idrica in Calabria. Continua, però, a mantenere un saldo rapporto con le amministrazioni pubbliche. Nel 2003 e nel 2004 viene incaricato dal comune di Roma per il «monitoraggio e controllo» della gestione dell’Ato 2 (ambito idrico della provincia di Roma affidato ad Acea), mentre era già vice presidente di Acqualatina, su indicazione del gruppo Veolia. Nel 2007 il comune di Roma lo indica come membro nel cda di Acea Ato 2. I francesi, però, non sono soli nella gestione dell’acqua a Latina e nel Sud Italia. La società che di fatto controlla la partecipazione del gruppo nei diversi gestori dell’acqua si chiama Siba, Società Italo Britannica Acque, il cui Il 75% delle azioni è in mano a Veolia, mentre il restante 25% è della Emit, società controllata da Giuseppe Pisante, già arrestato negli anni ’90 quando era a capo della Acqua Spa. Sarebbe proprio la Sibauna delle società che avrebbero fornito i servizi ad Acqualatina saltando le normali gare d’appalto, facendo scattare le indagini della Procura e gli arresti di ieri.
L’inchiesta di Latina apre quindi un nuovo scenario nella discussione sulla privatizzazione dell’acqua, con sviluppi imprevedibili. Di certo il modello di gestione mista pubblico privata - già denunciato proprio in Calabria dal pm De Magistris - comincia a mostrare un profilo da prima repubblica. Con una preoccupazione in più: la stessa cordata Veolia - Pisante ha iniziato già da tempo ad occuparsi anche di rifiuti ed inceneritori.
[Andrea Palladino, Il Manifesto]
Martella story: un valzer dalla Dc fino all’Italia dei Valori, accumulando cariche
Quando gli uomini della Guardia di Finanza, ieri mattina alle ore 7,00, hanno suonato alla porta della sua abitazione di via Rieti a Latina, Paride Martella non pensava di andare incontro al momento più drammatico della sua vita politica e ad un terremoto personale. L’ex presidente dell’amministrazione provinciale di Latina aveva da poco toccato l’apice del suo percorso politico. Storico esponente della Democrazia Cristiana di Sezze, dopo il passaggio all’Italia dei Valori, all’inizio del 2006, dal settembre dello stesso anno aveva assunto la carica di consigliere del ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, con tanto di ufficio nella capitale, a Porta Pia. Una intensa attività politica, quella di Martella, che in questi giorni si stava concretizzando in una serie di adesioni all’Italia dei Valori da parte di esponenti politici soprattutto a Formia e Sabaudia. Ma soprattutto il suo nome era in pole position per la presidenza della nuova società mista che Regione Lazio e Anas hanno costituito per gestire realizzare e gestire importanti infrastrutture, tra cui la Roma-Latina.
L’avvocato di Sezze è stato il primo presidente della Provincia di Latina nel dopo-tangentopoli. Eletto nel 1994 sotto il simbolo dell’Udc, Paride Martella ha tenuto la massima poltrona di via Costa per due mandati, in tutto dieci anni fino al 2004, lasciando il posto al suo successore Armando Cusani. Prima di diventare presidente, Martella era già stato assessore provinciale con delega all’ambiente e consigliere comunale nella «sua» Sezze. Proprio nel paese lepino, nelle elezioni comunali del 2003, era stato protagonista di una operazione elettorale efficace dal punto di vista della caccia ai coennsi, anche se non altrettanto sotto il profilo politico. Era stato Martella, infatti, ad ispirare la nascita delle dieci liste civiche che portarono alla elezione a sindaco di Lidano Zarra, con l’appoggio al ballottaggio di Forza Italia. Una manovra ben architettata che dopo mezzo secolo ininterrotto consentì di scalzare la sinistra dalla gestione del Comune di Sezze. Una esperienza, però, che è durata poco meno di due anni: la situazione era sfuggita di mano allo stesso Martella, tra l’altro finito in una inchiesta sulla azienda municipalizzata di Sezze, di cui era presidente, vicenda da cui è uscito con la completa assoluzione.
Negli ultimi anni della sua presidenza alla Provincia, Martella, oltre ad essere segretario provinciale dell’Udc, aveva anche cumulato le cariche di commissario dell’Azienda di promozione turistica e, appunto, presidente di Acqualatina S.p.A., la società mista (51% privato) incaricata della gestione del servizio nei Comune del bacino Ato4. Acqualatina era stata costituita il 25 Luglio 2002 e Martella nominato presidente. Un cumulo di cariche che era aveva trovato forti critiche ed opposizioni da parte della sinistra, tanto che 18 ottobre 2004 il Tribunale di Latina aveva riconosciuto il conflitto d’interesse tra la carica di presidente della Provincia e presidente di Acqualatina SpA
[Fabio Benvenuti, Il Tempo]
E i maliziosi lo chiamano "Paride Mastella"
«Paride Mastella»: si, come il cognome del ministro della Giustizia dell’Udeur. E’ così che negli ultimi anni i più maliziosi, ma anche simpaticamente gli amici, chiamano l’ex presidente della Provincia. Un nomignolo che Martella si è guadagnato per l’abilità politica con cui ha saputo attravesare indenne i terremoti e poi la scomparsa della Democrazia Cristiana, fino a risorgere sempre politicamente. Un percorso simile per certi versi, proprio quello del ministro di Ceppaloni. Fiuto politico e macchina di consensi, che hanno portato «Martellik» (così lo chiamavano ai tempi della presidenza della Provincia), o più semplicemente «Pariduccio», come lo chiamano a Sezze, a restare sempre a galla politicamente.
[Il Tempo]
L’eredità di Paride alla Provincia: un credito da 50 miliardi
Una gestione davvero oculata quella che ha caratterizzato l’esperienza di Paride Martella alla presidenza della Provincia. Dopo dieci anni di attività il consigliere di Antonio Di Pietro ha lasciato una eredità singolare, un record storico, forse unico in Italia: il bilancio dell’Amministrazione provinciale chiuso in positivo, con ben cinquanta miliardi delle vecchie lire in cassa e non spesi. Roba da risanare i conti di qualsiasi ente pubblico pontino. Ma, nel più classico dei paradossi della italica burocrazia, per questo motivo Martella si è attirato non poche critiche: quei soldi, infatti, rimasti immobilizzati, hanno portato la Provincia ad avere ridotte capacità di spesa negli anni successivi. Una circostanza, questa, che ha indotto il sen. Michele Forte, per dieci anni presidente del Consiglio provinciale, a dire che «Martella nei suoi due mandati poteva fare molto di più, cercando di spendere quei soldi per la collettività».
[Il Tempo]
Le reazioni politiche. Il partito di Di Pietro sospende Martella. Il Pd: "Riflettere sulla gestione di Acqualatina".
Solidarietà personale a Martella e fiducia nella magistratura. Sono queste le caute reazioni da parte degli esponenti politici dei vari schieramenti sul terremoto «Acqualatina». Da parte dell’Italia dei Valori, il partito dell’ex presidente della Provincia, è arrivata una immediata sospensione di Martella ad opera segretario regionale del partito, Stefano Pedica.
«L’Italia dei valori, come sempre in questi casi, ha immediatamente provveduto alla sospensione di Martella da ogni incarico e funzione politica. L’adesione di Martella all’Idv è avvenuta solo nel 2006. Auguriamo a Paride Martella di poter chiudere al più presto e positivamente la sua vicenda processuale personale».
Misurata la reazione dell’attuale presidente di Acqualatina, il sen. di Forza Italia Claudio Fazzone: «Mi auguro e credo che le persone coinvolte possano dimostrare la propria estraneità ai fatti, se tuttavia venisse confermato che ci sono dei danni patrimoniali per la società, la tutela dell’interesse collettivo dovrà prevalere su tutto. Piena fiducia nel lavoro della magistratura. In ogni caso, il meccanismo delle assegnazioni dei lavori è cambiato ma va tutto in gara».
Dalla sinistra, l’on. Maria Teresa Amici, setina come Martella, afferma: «Fermo restando che il merito della vicenda è di competenza della magistratura, rimane il dato che sulla gestione di Acqualatina è tempo di aprire una discussione di merito e di carattere politico. Un ragionamento ampio sulla gestione pubblica del ciclo idrico». Il consigliere regionale del Pd, Claudio Moscardelli tuona: «Avevamo sempre espresso preoccupazione per la necessità di riportare sotto il controllo pubblico la gestione dell’acqua. Confermo che è importante nominare un Cda che non sia composto non da politici ma da tecnici». Domenico Guidi, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, afferma che «a livello politico però, posso ricordare che da diverso tempo sostengo che il ciclo delle acque andava gestito in maniera diversa». Per Maurizio Mansutti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, al di là della solidarietà personale espressa a Martella, «era tempo di accendere i fari su Acqualatina, come da tempo aveva chiesto il Pd. Su Acqualatina siamo solo all’inizio, troppe vicende non quadrano, come il recente mutuo contestato e il problema delle tariffe». Secondo il segretario provinciale del Pd, Loreto Bevilacqua, «le notizie degli arresti aprono una seria riflessione sul metodo di gestione portato avanti in questi anni da Acqualatina». Il Partito democratico, provinciale, si è riunito ieri a tarda sera a Latina per fare il punto politico della situazione.
Il sen. Michele Forte, segretario provinciale dell’Udc e presidente del Consiglio provinciale, ha affermato: «Dal punto di vista umano mi dispiace, anche se la magistratura deve fare il suo corso. Con Martella ho lavorato per dieci anni in Provincia, portando avanti la sua candidatura come presidente». Il sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, non ha voluto fare commenti. La vicenda, però, fu oggetto di un feroce scontro in Consiglio comunale e poi di una crisi politica, quando il primo cittadino e tutta An chiesero ad Acqualatina di non aumentare le tariffe. Per Salvatore De Monaco, vice presidente della Provinica, «è una vicenda di cui bisogna verificare bene le responasbilità. Rispetto al più generale tema di Acqualatina, dico solo che Alleanza nazionale era stata lungimirante a non entrare nella società quando fu fondata». L’assessore provinciale all’ambiente, Massimo Giovanchelli (An), dice di avere «fiducia nella magistratura, sperando che ogni addebito possa cadere. Per Martella posso però dire che ha sempre fatto le scelte amminstrative con grande cura».
[Fabio Benvenuti, Il Tempo]
Lo scandalo Acqualatina riempie le prime pagine dei quotidiani locali. E molti commentano: "L’avevamo detto".
È il "terremoto" ai vertici di Acqualatina, con le sei ordinanze di arresti domiciliari per altrettanti amministratori ed ex amministratori della società che gestisce il servizio idrico nell’Ato 4, a dominare aperture e prime pagine dei quotidiani pontini. Latina Oggi dedica l’intera prima pagina a questa unica notizia, con un titolo a sei colonne, tutto in maiuscolo: "AFFONDANO". "Sei arresti e tre interdizioni, decapito il vertice di Acqualatina", spiega l’occhiello. "Ai domiciliari l’ex presidente della Provincia, Martella, insieme a Besson, Morandi, Cyna e Rossi. Accusati di associazione a delinquere, truffa aggravata, falso ideologico, abuso d’ufficio", recitano i sommari. Al centro, la foto di Martella. Di spalla, l’editoriale del direttore Alessandro Panigutti: "Avanti, c’è posto". La Provincia titola a sei colonne "Acqualatina decapitata". "Operazione della Finanza per l’affidamento irregolare di appalti: un giro da 15 milioni di euro", spiega l’occhiello. "Arrestati Martella, Morandi, Besson e altri tre amministratori", precisa il catenaccio. Due i sommari: "L’inchiesta della Procura di Latina avviata dopo una serie di accertamenti per la ristrutturazione di impianti di depurazione" e "Tra i reati contestati associazione per delinquere, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, truffa e falso ideologico. Coinvolti anche tre ingegneri". L’editoriale del direttore Luigi Cardarelli è "Odore di soldi e i cocci per terra". Titolo a tutta pagina sulla vicenda anche sul Territorio: "Acqua marcia". L’occhiello: "Gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria hanno notificato sei ordinanze ai domiciliari" . Il catenaccio: "Le ipotesi di reato formulate vanno dall’associazione a delinquere alla truffa per gli appalti". Il sommario: "Silvano Morandi, Paride Martella, Raimondo Besson, Gian Sandro Rossi, Gian Marie Pons, Bernard Cyna sono agli arresti domiciliari. Guido Turconi, Renato Jodice e Francesco Baietti sono stati interdetti dai pubblici uffici". Un richiamo recita "La difesa. Morandi: ’La gara è stata già svolta’". L’editoriale del direttore Lidano Grassucci è "La mafia dei coglioni". Titolo a sette colonne anche sul Messaggero: "Un terremoto ad Acqualatina: sei arresti". "Decapitato il comitato esecutivo, tra gli arrestati anche l’ex presidente della Provincia, Paride Martella, Silvano Morandi e Raimondo Besson", spiega l’occhiello. "Sotto accusa la gestione ’in house’ di depuratori e sistema informatico, affari per 15 milioni", aggiunge il catenaccio. Anche Il Tempo titola a tutta pagina: "Gli ’affari’ di Acqualatina". Il lungo sommario: "Sei ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip nei confronti dei vertici della società. Appalti concessi a ditte ’sorelle’: coinvolto anche l’ex presidente della Provincia Paride Martella". Il commento di spalla, di Clemente Pistilli, è "Avevamo ragione, purtroppo".
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Fonte rassegna stampa: www.telefree.it
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