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Articolo della Finanziaria che reintroduce il DDL Lanzillotta

Di seguito il testo del Governo, inserito come articolo in Finanziaria, che reintroduce il DDL Lanzillotta di privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Si tratta –ovviamente- di una proposta iperliberista che va contrastata con tutti i mezzi.

Abbiamo ottenuto la moratoria, vogliamo la totale ripubblicizzazione dell’acqua.

Ma l’acqua è per noi un paradigma di tutti i beni comuni e i servizi pubblici. E della democrazia.

A.C. N. 3256

All’art. 101 sono apportate le seguenti modifiche:

1. La rubrica è sostituita dalla seguente: “Affidamento dei servizi pubblici locali e tutela degli utenti.”

2. Prima del comma 1 sono inseriti i seguenti:

01. L’erogazione dei servizi pubblici che hanno per oggetto produzione di beni ed attività a favore della collettività locale per realizzare fini sociali e promuovere lo sviluppo economico e civile avviene con conferimento della gestione del servizio:

a) a società di capitali individuate mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto della disciplina dell’Unione europea in materia di appalti pubblici e di servizi pubblici;

b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, nella quale il socio privato detenga una quota non inferiore al 30%, a condizione che quest’ultimo sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica, nelle quali siano già stabilite le condizioni, le modalità e la durata della gestione del servizio, che sia vietata la proroga o la rinnovazione dell’affidamento alla sua scadenza e che siano previste le modalità di liquidazione del socio, al momento della scadenza dell’affidamento del servizio.

02. In deroga alle modalità ordinarie di affidamento indicate al comma 1, la gestione del servizio può essere assegnata a società a capitale interamente pubblico, partecipate dall’ente locale, che abbiano i requisiti richiesti dall’ordinamento comunitario per la gestione in house e, in particolare, nei confronti delle quali l’ente proprietario eserciti un controllo analogo a quello che esercita nei confronti dei propri uffici, nelle sole situazioni che, per le peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non consentono un efficace ed utile ricorso al mercato. In tale caso l’ente locale deve dare adeguata pubblicità alla relativa determinazione, motivandola in base ad un’analisi di mercato e ad una valutazione comparativa con l’offerta privata, e trasmettere una relazione, contenente gli esiti delle predette verifiche, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e alle autorità di regolazione del settore, ove costituite, che esprimono il loro parere nel termine di sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. Alle società in house si applicano le procedure di selezione pubblica del personale e quelle ad evidenza pubblica per l’acquisto di beni e servizi.

03. Resta ferma la possibilità per gli enti locali di gestire i servizi in economia, anche mediante le aziende speciali, ivi comprese quelle costituite in forma consortile, che operano secondo le modalità ed i limiti indicati all’articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267, come modificato dalla presente legge.

04. Fermo restando quanto previsto dal successivo comma 8, i soggetti titolari della gestione di servizi pubblici locali non affidati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica non possono acquisire la gestione di servizi ulteriori ovvero in ambiti territoriali diversi, né svolgere servizi o attività per altri enti pubblici o privati, né direttamente, né tramite loro controllanti o altre società che siano da essi controllate o partecipate anche in forma indiretta, né partecipando a gare. Il divieto di cui al periodo precedente si applica anche ai soggetti cui è affidata la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali degli enti locali, qualora separata dall’attività di erogazione dei servizi. Ai fini dell’applicazione del presente comma e del successivo comma 9, si considerano affidamenti diretti anche quelli disposti in favore di società miste in difformità dalle prescrizioni di cui al comma 1, lett. b). I divieti di cui al presente comma operano a decorrere dal 31 dicembre 2008.

05. Indipendentemente dalla titolarità della proprietà, le reti, gli impianti e gli altri beni destinati all’esercizio dei servizi pubblici sono vincolati all’uso pubblico e ne deve essere garantita la disponibilità al fine dell’affidamento della gestione.

06. Nel rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla competente Autorità di settore, gli enti locali definiscono le caratteristiche del servizio, quanto alla qualità, alla sicurezza, alle condizioni di prestazione ed economiche, allo sviluppo e potenziamento, e definiscono le modalità di vigilanza e controllo della gestione.

Nell’affidamento del servizio, le amministrazioni aggiudicatici riconoscono preferenza, mediante l’inserimento di apposite clausole nei bandi e nei capitolati di gara, alle imprese che assicurano il mantenimento dei livelli occupazionali relativi alla gestione precedente e l’adozione di specifiche misure di rispetto dell’ambiente e di tutela dei lavoratori. Le previsioni di cui al presente comma devono considerarsi integrative delle discipline di settore.

07. I rapporti degli enti locali con le società di erogazione del servizio e con le società di gestione delle reti e degli impianti sono disciplinati da un contratto di servizio, allegato al capitolato di gara e stipulato al momento dell’affidamento, nel quale sono obbligatoriamente stabiliti, oltre agli elementi di cui al comma 5, il periodo di validità, il programma di esercizio e la dimensione di offerta dei servizi, i livelli minimi qualitativi e quantitativi delle prestazioni da erogare e gli obiettivi di miglioramento, i profili economici del rapporto contrattuale, gli standard qualitativi e quantitativi minimi del servizio, definiti in termini di livelli specifici e livelli generali, i meccanismi di rendicontazione analitica e di controllo degli standard qualitativi dei servizi e dell’osservanza degli obblighi assunti dal gestore, nonché, nei casi di grave violazione di questi ultimi, il potere dell’ente locale di risolvere il contratto e le modalità di incentivazione e di penalizzazione del gestore finalizzate al miglioramento dell’efficienza e della qualità del servizio.

08. All’articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267 sono aggiunti i seguenti commi: “9. La contabilità dell’azienda speciale, i rapporti di lavoro dalla stessa instaurati e la sua attività contrattuale sono soggetti alla disciplina di diritto pubblico applicabile all’ente di riferimento, anche ai fini del consolidamento dei dati del suo bilancio con quelli del bilancio dell’ente locale. 10. L’azienda speciale può operare esclusivamente in favore dell’ente locale di riferimento, non può ricevere affidamenti al di fuori del relativo territorio e non può costituire società di capitali o acquisire partecipazioni in esse.”.

09. Gli affidamenti diretti di servizi pubblici locali in essere alla data di entrata in vigore della presente legge cessano alla scadenza contrattuale o di legge, con esclusione di ogni proroga o rinnovo. A decorrere dal 1° gennaio 2011 gli organismi affidatari diretti dei servizi pubblici locali, ivi compresi le società in house e le aziende speciali, sono soggetti al patto di stabilità interno.

010. Le disposizioni che precedono si applicano a tutti i servizi pubblici, fatta eccezione per il servizio idrico di cui al Titolo II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e prevalgono sulle relative disposizioni di settore con esse incompatibili.

011. Sono abrogati gli articoli 112, 113 e 113-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e 35, commi 6, 7, 9, 10, 11 e 14, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.

IL GOVERNO