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La LOTTA paga! APPROVATA in Senato la MORATORIA sugli affidamenti ai privati!

Adesso costruiamo tutti insieme una grande MANIFESTAZIONE NAZIONALE per il primo dicembre

Ad un anno esatto dal deposito del testo della nostra legge d’iniziativa popolare, che ha dato il via alla straordinaria campagna di raccolta firme, il movimento per l’acqua ottiene una prima importantissima vittoria : ieri il Senato ha approvato, all’interno del Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria, l’articolo 26-bis che introduce la moratoria.

Finalmente arriva un segnale forte sul primo degli obiettivi del movimento per l’acqua, richiesto con forza sin dalla manifestazione nazionale del 10 marzo scorso a Palermo, la moratoria infatti, già approvata in altra forma alla Camera, sembrava essersi definitivamente arenata al Senato.

La costante mobilitazione dei territori di questi mesi e l’incessante lavoro di pressione sulle istituzioni a livello nazionale, hanno invece consentito di rimettere al centro dell’agenda politica l’istanza della moratoria e di giungere alla sua approvazione.

Per essere effettivo il provvedimento deve ora effettuare il passaggio alla Camera. Se alla Camera venisse approvato senza modifiche, da quel momento sarebbe attuativo. Al contrario se la Camera dovesse apportare modifiche, il provvedimento dovrebbe fare un ulteriore passaggio al Senato, dopodiché diverrebbe attuativo. Il tempo massimo entro cui tutti i passaggi devono essere effettuati è il primo dicembre.

Di seguito il testo approvato, cui seguono alcune annotazioni e commenti:

Art. 26-bis.

(Disposizioni in materia di servizi idrici)

1. Al fine di assicurare la razionalizzazione e la solidarietà nell’uso

delle acque, fino all’emanazione delle disposizioni adottate in attuazione

della legge 15 dicembre 2004, n. 308, integrative e correttive del decreto

legislativo 3 aprile 2006, n. 152, contenenti la revisione della disciplina

della gestione delle risorse idriche e dei servizi idrici integrati, e

comunque entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto non possono essere disposti nuovi affidamenti ai sensi dell’articolo 150 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152. La titolarità delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata ad enti pubblici.

2. Nell’ambito delle procedure di affidamento di cui al comma 1 sono ricomprese anche le procedure in corso alla data di entrata in vigore della presente legge fatte salve le concessioni già affidate.

3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro

dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e del Ministro per

gli affari regionali e le autonomie locali, predispone e trasmette alle

Camere una relazione sullo stato delle gestioni esistenti circa il rispetto

dei parametri di salvaguardia del patrimonio idrico e in particolare

riguardo all’effettiva garanzia di controllo pubblico sulla misura delle

tariffe, alla conservazione dell’equilibrio biologico, alla politica del

risparmio idrico e dell’eliminazione delle dispersioni, alla priorità nel

rinnovo delle risorse idriche e per il consumo umano".

Alcune annotazioni:

a) il decreto, nel momento in cui passasse alla camera avrebbe validità immediata; questo significa che, a partire dalla sua approvazione e per un periodo di 12 mesi, non sono possibili nuovi affidamenti;

b) sono vietati tutti i nuovi affidamenti a SpA di qualsiasi tipo;

questo significa che non si possono fare affidamenti a SpA a capitale

interamente privato, a SpA a capitale misto pubblico-privato e anche ad SpA a totale capitale pubblico;

c) sono bloccati anche tutti i procedimenti in corso di affidamento a

qualsiasi tipo di SpA, che non siano già stati conclusi; questo significa

che anche quegli ATO che hanno già deliberato la forma di gestione ma non hanno proceduto ad aggiudicazione diretta o attraverso gara non possono

procedere.

Il provvedimento non interviene – e non poteva farlo- sugli affidamenti già conclusi.

Il provvedimento non interviene –e non poteva farlo- sulle aggregazioni fra società.

Per ribaltare queste situazioni, lo strumento è la nostra legge d’iniziativa

popolare e la mobilitazione costante dei territori e a livello nazionale per

riuscire a determinarne l’approvazione.

Il risultato fondamentale dell’approvazione della moratoria al senato risiede nell’aver fatto un passo avanti verso l’imposizione di un “bocce ferme” in attesa della nuova legge quadro e comunque per almeno 12 mesi.

Bocce ferme per chi stava spingendo sull’acceleratore delle privatizzazioni, terreno aperto perché la parola d’ordine del superamento delle SpA e della totale ripubblicizzazione dell’acqua si affermi come inderogabile.

Per questo diventa ancor più importante che tutte e tutti assieme lavoriamo con le menti e con i cuori per una grande riuscita della manifestazione nazionale a Roma del prossimo 1 dicembre.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE DEL FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA