Castelli Romani per la qualità dell'acqua
runningwaterCASTELLI ROMANI:  PARTE LA CAMPAGNA PER LA QUALITA’ DELL’ACQUA  IN DIFESA DELLA SALUTE DEL CITTADINO I COMITATI CHIEDONO CONTO AI SINDACI PER LA PUBBLICAZIONE DELLE ANALISI DELL’ACQUA IN TUTTO IL TERRITORIO

 

Dal 1° gennaio 2013 in alcuni comuni dei Castelli Romani, tra cui Lanuvio, Lariano e  Velletri, è scattata l’ordinanza di non potabilità dell’acqua: rubinetti di casa non utilizzabili, se non per docce e pulizie domestiche, e approvvigionamenti tramite autobotti. È il nodo dell’arsenico e della sua alta concentrazione nelle acque che perdura oramai da un decennio.

Il 31 dicembre scorso sono scadute infatti le le ultime deroghe possibili, alla Direttiva 98/83 (recepita con il D. Lgs. 31/01) concesse dall’Unione europea, rispetto ai valori massimi di arsenico presenti nell'acque alimentari attestanti a 10 μg/l; dunque ai sindaci non è rimasta altra scelta che dichiarare la non potabilità dell'oro blu, facendo fioccare ordinanze di divieto di utlizzo dell'acqua come neve. Ma dopo anni di noncuranza di amministratori e Gestore non si può certo dire che sia una sciagura inaspettata.

Cosa si è fatto in questi anni?

Quando nel 2010 l'UE ha rispedito al mittente la terza richiesta consecutiva di concessione di deroga per presenza di arsenico per valori superiori a 20 μg/l, si sarebbe dovuto intervenire in modo drastico, invece  le deroghe, previste solo come misura transitoria, sono diventate un espediente per non fare i necessari interventi di potabilizzazione.

In questi due anni di emergenza è stato nominato commissario straordinario all’arsenico la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che non ha minimamente provveduto ad adottare, con urgenza, le misure necessarie per far fronte ai disagi della popolazione.

I lavori per i dearsenificatori sono iniziati (e in alcuni casi conclusi) solo per quei comuni che sforavano i 20 μg/l (soprattutto nel territorio viterbese) - quelli che, in pratica, erano “fuorilegge” già dal 2010 - cosa che non è stata fatta per i comuni in regola fino al 31 dicembre 2012, che non lo erano più dal primo gennaio di quest’anno. Secondo la Giunta uscente i lavori dei nuovi dearsenificatori, già appaltati, procede a gonfie vele ed entro dicembre 2014 dovrebbero entrare in funzione. I dearsenificatori sono l’ennesima presa in giro solo per spendere i soldi pubblici. L’unico sistema per far si che l’arsenico diminuisca sensibilmente è effettuare la giusta miscelazione delle acque di superficie con quelle di profondità. Concludendo il commissario ha fallito la sua missione: “Il Lazio è l’unica regione che non è riuscita a ripristinare i parametri delle acque potabili stabiliti per legge entro la scadenza previsto dalla CE”.

Studi scientifici rivelano che l'assunzione, anche in minime quantità(2/3 μg/l),di arsenico distribuita nel tempo è dannosa per la salute umana e può portare a patologie croniche e, in casi estremi, anche alla morte.

 

Nonostante questi problemi di carattere sanitario, i cittadini sono completamente ignari di cosa è presente nell'acqua fornita che esce dal rubinetto di casa. I comuni, con la complicità della ASL RMH, non rendono pubbliche le analisi che a norma di legge devono essere effettuate periodicamente dall'ARPA Lazio nei punti di prelievo prestabiliti .

Alcuni comuni, tra cui Albano e Genzano, solo da pochi giorni hanno  provveduto a pubblicare, sui loro siti istituzionali le analisi ufficiali prodotte dall’ARPA. Per tutto il periodo di deroga questi dati non comparivano sui siti istituzionali oppure apparivano in modo anonimo su fogli bianchi.

Già nel 2011 i comitati cittadini si sono impegnati per rendere giustizia a questa "inefficienza" delle parti, presentando centinaia di moduli, compilati dai cittadini dei Castelli romani, alla ASL RMH,  per rendere pubblici i risultati delle analisi effettuate periodicamente, utilizzate per la composizione della tariffa attraverso il parametro MALL, senza avere esito positivo.

Il Coordinamento Acqua Bene Comune Castelli Romani contesta questo modus operandi fatto di negligenze e disinteresse per garantire la qualità dell'acqua ed accusa amministratori ed Acea Ato2 di essere complici nella malagestione del problema ARSENICO provocando un vero e proprio scandalo su scala estesa a discapito del cittadino, attentando alla salute umana di ognuno di noi.

Oggi ripresentiamo la stessa Campagna, stavolta indirizzata direttamente ai Sindaci che, anche se continuano a fare orecchie da mercante, sono a norma di legge i Responsabili sanitari dei propri cittadini ed in caso di emergenza sanitaria, come effettivamente si è verificato, devono essere in grado di prendere provvedimenti celeri e risolutivi.

Anche i singoli cittadini possono fare richiesta, per ribadire il diritto alla propria salute, inviando direttamente al Primo Cittadino la lettera in fac-simile allegata alla comunicazione in oggetto.

Noi, in quanto cittadini chiediamo:

1) che sia effettuato un monitoraggio periodico della risorsa idrica, costante ed esteso a tutto il territorio comunale degli inquinanti comuni quali Arsenico, Vanadio, Fluoruri come dichiarato dal D. Lgs. 31/2001.

2) che sia resa nota alla popolazione dei Castelli romani la pubblicazione periodica (almeno mensile) sui siti comunali dei risultati dei prelievi effettuati da ARPA Lazio su richiesta del Servizio di Prevenzione della ASL.

3) che le analisi pubblicate dovranno essere ufficiali e inoltrate dall'ente preposto, inoltre dovranno essere indicati luogo, data e ora del prelievo, e laboratorio di analisi.

4) i comitati controlleranno che tali richieste siano portate a termine ogni mese nei siti internet e, in caso contrario, chiederanno spiegazione ai sindaci (primi responsabili della salute umana e ambientale) e alla ASL stessa che è l'ente preposto ad effettuare i prelievi. Nel caso in cui si presentasse lo sforamento di livelli di inquinanti presenti nell'acqua, a partire dal 1 Gennaio,  i comitati  garantiranno la verifica che la ASL territoriale competente abbia provveduto, se ancora non è stato fatto, ad applicare le sanzioni previste per legge al Gestore negligente.

I comitati dei Castelli romani pretendono che sia difesa la salute dei cittadini.

Baste con le emergenze, basta con le negligenze!

L'acqua potabile è un diritto di tutti!

Coordinamento Acqua Bene Comune Castelli Romani

acquapubblica.castelliromani@gmail.com

http://acquabenecomunecastelliromani.com


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L'ACQUA NON SI TOCCA!!!

 

 

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