Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

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Notizie Nazionali

Il Consiglio Comunale di Pistoia respinge mozione pro acqua pubblica

Il Consiglio Comunale di Pistoia, con i voti del Pd e della destra berlusconiana, ha respinto la mozione che proponeva di impegnarsi in un percorso (sia pure tramite un'inevitabile gradualità), in direzione della gestione pubblica dei servizi idrici: alcuni Consiglieri del Pd e del Pdl (Mazzieri e Bartolomei) hanno fatto a gara... ad esprimere le stesse opinioni in difesa delle Spa publi/private (quelle che, in Toscana, hanno aperto la strada alla privatizzazione della gestione dei servizi idrici... strada che ora, con la Legge Ronchi, la destra berlusconiana vuole completare).
Una vera e propria consorteria di poteri e di interessi... a Pistoia si è messa di traverso per ostacolare il movimento che (in tutta Italia) difende l'acqua bene comune e chiede la ripubblicizzazione della gestione dei servizi idrici; per difendere questa scelta sciagurata hanno utilizzato le stesse mistificazioni e le stesse falsità: inventandosi che l'acqua rimane pubblica anche se, nelle Spa a cui viene affidata la gestione degli acquedotti, c'è il capitale privato e inventandosi che il movimento per l'acqua pubblica chiede di tornare alle gestioni in economia o a livello comunale,(chiunque ha un minimo di onestà intellettuale... sa benissimo che viene chiesta una gestione tramite aziende consortili a livello di bacini idrici, totalmente pubbliche e controllate dai cittadini).
Il voto nel Consiglio Comunale di Pistoia ha dimostrato che, nel Pd pistoiese, ogni tentativo di rinnovamento e di cambiamento è stato sconfitto e bloccato e non è possibile contare su questo partito neanche in difesa dei "beni comuni" fondamentali.

Appello Cgil Puglia: “Ogni sforzo per raccolta firme referendum”

Piena condivisione della battaglia “perché l´acqua rimanga un bene pubblico essenziale quale diritto universale” è stata espressa oggi dal segretario generale della Cgil della Puglia, Gianni Forte. 

Una posizione già assunta centralmente dalla confederazione “in coerenza con le preoccupazioni espresse e le iniziative assunte nei mesi scorsi in merito alle gravi conseguenze derivanti dalle scelte del Governo di privatizzare i servizi pubblici locali”. 

In una lettera alle strutture del sindacato pugliese, il leader della Cgil regionale ribadisce come “il tema dell´acqua e dei servizi pubblici locali sia da tempo all´attenzione dell´intera organizzazione sindacale”, anche a livello nazionale, che lo ha ribadito nei documenti e nel dibattito per il XVI Congresso nazionale, in programma a Rimini dal 5 all´8 maggio prossimi. 

“Pur confermando la scelta della Confederazione di non essere soggetto promotore di campagne referendarie”, Forte sollecita tutte le strutture del sindacato pugliese “a garantire ogni sforzo, per la raccolta delle firme”, a sostegno dell´iniziativa referendaria tesa ad abrogare la legge Ronchi e le altre norme che hanno aperto le porte alla gestione dell´acqua da parte dei privati.

Su Radio Popolare Roma, ogni giorno, si parla di acqua pubblica

Si parlerà di acqua pubblica e della raccolta firme per il referendum anche sulle frequenze di Radio Popolare Roma. Da lunedì 19 aprile e fino a sabato 24, potrete ascoltare in diretta, ogni giorno alle 15.30, le storie di chi si sta battendo contro la privatizzazione dell'acqua. Il primo appuntamento è lunedì 19 aprile, nella riserva naturale della Valle dell'Aniene, per parlare del fiume e delle battaglie dell'associazione. Martedì 20 invece la diretta sarà con Corchiano, mercoledì con Velletri, per raccontare la nascita dei forum per l'acqua e le loro battaglie nei territori. Giovedì il nostro inviato sarà ad Aprilia, e infine venerdì si parlerà di Acea, della vendita al ribasso del Comune di Roma e dell'ennesimo rischio speculazione sulle spalle dei cittadini. Il tutto all'interno della campagna abbonamenti, a sostegno di Radio Popolare Roma. Per tutte le informazioni www.radiopopolareroma.it

Costituito il cordinamento veneto per la campagna referendatia

Salone della camera del lavoro di venezia stracolmo alle 14,30 di ieri sabato 17 per la costituzione del coordinamento regionale veneto a sostegno della campagna referendaria; decine i comitati, le associazioni e le organizzazioni, presenti ed intevenuti: dai comitati territoriali "Acqua Bene Comune", a federconsumatori, dalla cgil ai no dal molin e no mose, dalle acli alle botteghe del commercio equo e solidale, dai circoli auser, ai gas allo Spi, alla rete Altro Veneto, dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori dei servizi idrici alle forze politiche, ai movimenti alle associazioni ambientaliste ...
determinazione, voglia di fare, insomma una buona partenza, inclusiva ed unitaria.
Distribuiti moduli, e volantini , condivise indicazioni operative: dal 22 si parte.

Le miniere aperte dell'America Latina

di
Paolo Rizzi -
  Cochabamba 17 aprile 2010

Edoardo Galeano , che  scrisse l'indispensabile  "contro storia"  Las Venas Abiertas de America Latina", scrive oggi una lettera a Evo Morales in cui si scusa per non poter partecipare alla Cumbre per motivi di salute e ringraziando il governo per questa iniziativa indispensabile per salvare il pianeta, anticipa che Evo Morales, recependo il quinto dei sedici punti della risoluzione redatta il 19 gennaio dal terzo incontro De Secretarios  de Recursos Naturales (popoli indigeni e campesinos) proporra'la creazione di un Tribunale per la giustizia climatica, per processare i crimini che danneggiano l'ambiente causandone il surriscaldamento.
Se questa proposta sara' accolta, credo che dovranno essere sottoposte a processo tutte le "Miniere aperte dell'America Latina", a partire da quelle boliviane sino a quelle peruviane, equadoregne, argentine, messicane, guatemalteche e cilene.
Oggi alla terza fiera dell'acqua di Cochabamba, un seminario e' stato completamente dedicato all'impatto dell'attivita' mineraria in Bolivia, in rapporto all'acqua e al territorio. Edoardo Galeano ci ha donato pagine indimenticabili sullo sfruttamento del Cerro Rico di Potosí e sulle tragiche condizioni dei minatori, oggi le vittime sono i cittadini e l'ambiente circostante: non esiste impatto peggiore di una miniera a cielo aperto.
Il seminario ha per nome: "Diritti collettivi e diritti della madre terra"  nella sessione mattutina si e' discusso della Costituzione Boliviana appena votata, Pablo Villegas del CEDIB  analizza le differenze penalizzanti introdotte dalla mediazione governativa per accontentare la destra neoliberale. Le modifiche  hanno in alcuni casi stravolto il testo approvato ad Oruru, per permettere alle multinazionali di continuare a operare con le vecchie regole, prendendosi gioco della proclamata sovranita' dello stato, esigendo una "seguridad juridica" e impedendo che l'azienda mineraria nazionale, COMBIPOL abbia strumenti di controllo o sanzionatori. La partecipazione  dei cittadini rimane limitata solo alla fase di "disegno" dei progetti e non ha voce nella fase attuativa. Pablo Regalsky di CENDA cita l'articolo 7 in cui si dichiara   che le risorse naturali sono di proprieta' del popolo e che quindi il governo di Evo Morales viola la sua stessa costituzione  con le concessioni fatte in questi tre anni.
I casi piu' eclatanti sono  le miniere di :
San Cristobal, concessa agli americani Della Apex Silver Mines nel 2007 nella regione di Potosí , nel delicatissimo e affascinante territorio dei salar di Uyuni.
CoroCoro  compartecipata con i coreani della Korea Resource nella regione di La Paz  e inaugurata da Evo stesso il 26 ottobre 2009.
Mutun nel territorio di Santa Cruz , nella delicatissima area della Chiquitania e del Pantanal Boliviano, quarta riserva mondiale di acqua dolce del mondo, dichiarato sito Ramsar e patrimonio mondiale nel parco nazionale Anmi Otuquis, con un contratto della durata di 40 anni siglato il 18 luglio 2007 con la multinazionale indiana Indal Stell e approvato con la legge 3789 dal parlamento.  Un contratto che occupa le cronache di questi giorni correndo il rischio di essere annullato perche' sono stati investiti solo 12 milioni di $ contro i 600 previsti .
Rafael Quispe di CONAMAQ a nome dei popoli indigeni promotori del seminario "Actividad minera y territorios indígenas campesinos", apre i lavori del pomeriggio e denuncia la vocazione estrattiva, a i danni della Pachamama,( la madre terra ) sia da parte del Capitalismo che dal Socialismo dichiarando che  il modello Comunitario proclamato da Evo Morales non e' ancora stato concretizzato.
Quispe, da nativo boliviano puo' permettersi di dichiarare che il primo presidente indigeno di un paese latinoamericano non ha consultato, in tema di miniere, il popolo originario a cui la legge dello stato attribuisce rionoscimento giuridico in base alla legge 352 e 30. Lo stato bolviano non puo' quindi  definirsi plurinazionale senza  riconoscere i diritti del popolo indigeno. Francisco Quisber di FRUTCAS, associazione ambientale che da 20 anni lavora in difesa del territorio del Potosi, ricorda la cacciata dell'arrogante LITHCO nel 1992 col suo contratto capestro, e denuncia oggi l'estrazione di acqua fossile operata della miniera di San Cristóbal che, grazie agli studi dell'idrogeologo nordamericano Robert Moran e' stimata in 50 milioni di litri al giorno.
La legge mineraria boliviana, non prevede che si debba pagare per l'acqua usata e quindi la piu' grande miniera boliviana estrae, oltre a zinco, piombo e argento, anche acqua fossile e lo fara' per i restanti 17 anni del contratto per un quantitativo che raggiungera' i 292 milioni di m3.
A fronte di un profitto annuale stimato in  1 miliardo di $  allo stato ne vengono riconosciuti solo 35 milioni.
La revista PetroPress ospita nel numero di gennaio un dossier redatto da Chantal Liegeois dal titolo "Minando el agua" in cui l'autore, uno dei pochi riusciti ad entrare nella miniera con due amministratori locali ed rappresentanti dell'agenzia del  medio ambiente, per nulla collaborativi e allineati alle posizioni dei tecnici della MSC, denuncia la unilaterita' dei dati forniti, inutili dal punto di vista di una valutazione di impatto ambientale e la mancanza di un verificatore indipendente, nonche' l'assenza di pozzi e misure piezometriche utili a monitorare la diminuzione della falda fossile.
sotterranea.
La direzione della miniera si difende dichiarando di usare acqua salata pescata a 200 mt e quindi inutile per gli usi umani, ma le analisi di R.Moran indicano che la falda dell'acqua dolce oggi profonda fino a 50 metri, si sta abbassando e infiltrando con l'acqua salata a causa del suo intensivo prelievo.
A questo si aggiunge il dannno creato dal  bacino per la raccolta dell'acqua di cola, proveniente dai residui di lavorazione, che percola il terreno inquinando l'acqua di superfice.
A seguito dell'ispezione e del rapporto Moran sono state sottoposte 10 domande al ministero dell'ambiente e dalla MSC, ma nessuna risposta e' stata data.
articoli su qesti argomenti alla pagina web http:aguabolivia.org/pag2/ o al sito di CEDIB http://www.cedib.org/
Forse e' questa una delle ragioni per cui le attivita' qui al Complexo Fabril dove ha luogo la terza feria dell'acqua di Cocabamba non vedono nessuna partecipazione dal parte del MAS.
Purtroppo il partito di governo legge le critiche delle associazioni ambientaliste e delle comunita' indigene come una contro-Cumbre.
All'uso minerario dell'acqua fossile nel Potosi, si aggiunge, per il progetto Mutuni, che prevede lo sfruttamento dell'acqua della laguna  Caceres pari ad una richiesta di 1540 lt al sec. e la costruzione di un bacino di raccolta da usarsi durante la stagione secca, nonche' la costruzione del canale fluviale artificiale  del  Proyecto Vial Portuario Motacucito Mutún puerto Busch e dell'acqua per l'accampamento dei 1.200 minatori che sta sottraendo la risorsa alla comunita' di Chalera Warnes.
Anche a Coro Coro, che come San Cristobal e' una miniera a cielo aperto, la questione dell'acqua ha un grande rilievo, in quanto   l'estrazione del rame e' associata a giacimenti che contengono zolfo che causa scarichi di acque acide nei fiumi, e prevede l'uso di acido solforico in quantita' fino a  50 tonnellate al giorno dannosi per l'uomo e la biodiversita'
In tutte queste miniere non e' prevista nessuna mitigazione ambientale, i soli progetti realizzati in Bolivia con la partecipazione di COMIBOL, e del ministero del medio ambiente DIMA, che abbiano progetti di prevenzione e mitigazione, quali le coperture dei residui minerari e la canalizzazione delle acque di cola, sono i progetti pilota del Minero Matilde in La paz e  del Minero Colquechaca, realizzati grazie alla cooperazione danese.
Nel merito della questione delle ambitissime miniere di Litio e del progetto pilota La Planta a Rio Grande di Uyuni con l'azienda francese Ballore' relazionero' in un prossimo articolo.
Il 22 aprile il calendario delle nazioni unite prevede la celebrazione della giornata mondiale della terra, la Pachamana indigena, speriamo che il Governo di Evo Morales, concluda la sua Cumbre sui cambiamenti climatici con un cambio di politica ambientale sul suo territorio, a partire dalla indispensabile legge mineraria.



Paolo Rizzi CTNA

Nato a Foggia il comitato referendario locale

Nella giornata di Venerdì 16 Aprile 2010, si è svolta presso la sede provinciale della CGIL di Foggia la prima riunione di costituzione del comitato referendario acqua per la provincia di Foggia.

La riunione ha visto la partecipazione di numerose sigle appartenenti a varie realtà sociali, culturali e politiche della provincia di Foggia. All’incontro erano presenti anche normali cittadini interessati a partecipare attivamente alla campagna referendaria. Obiettivo principale del comitato è quello di costruire un fronte quanto più possibile largo, coinvolgendo le forze politiche e le associazioni civili, ma soprattutto i diretti interessati, le persone, le donne e gli uomini che non vogliono veder legato il proprio diritto al vivere da un decreto legge che “privatizza la stessa vita”.

Durante la prima fase della riunione, durata tre ore, si sono presentati in maniera dettagliata i tre quesiti referendari, che hanno permesso un dibattito tra i partecipanti. Nella seconda fase della riunione si è dato atto alla costituzione del comitato referendario per la provincia di Foggia.

Aprilia, commissioni consiliari favorevoli alle delibere per la ripubblicizzazione

Le commissioni consiliari hanno espresso parere favorevole sulle due delibere predisposte dalla maggioranza per rescindere da un lato il rapporto societario con Acqualatina Spa e dall'altro riprendere gli impianti e quindi la loro gestione. Un'altra tappa del percorso di avvicinamento ad ACQUAPRILIA.
La prossima settimana il Consiglio Comunale dovrà votare e adottare ufficilamente le delibere. 

Diecimila in marcia. Inizia la decima Feria del Agua

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Diecimila  persone circa, il coinvolgimento di movimenti sociali ed organizzazioni da ogni parte del mondo. E la massiccia partecipazione delle sigle dei comitès de agua riuniti in Asicasur,  i comitati di base che gestiscono autonomamente la distribuzione dell’acqua della zona Sud di Cochabamba, una delle realtà più forti e rappresentative della Bolivia.

La Tercera Feria Internacional del Agua – dal 15 al 18 aprile a Cochabamba - è stata inaugurata così: con  una marcia partecipata e coraggiosa che in mattinata ha attraversato la città dalla storica Plaza 14 Septiembre ed è arrivata alcune ore dopo fino alla sede operaia del Complejo Fabril.

Adesso basta, sull'acqua decidiamo noi

Perché un referendum?

Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo. Mettendo oggi la nostra firma sulla richiesta di referendum e votando SI quando, nella prossima primavera, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Perché tre quesiti?

Perché vogliamo eliminare tutte le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Cosa vogliamo?

Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Dai referendum un nuovo scenario

Dal punto di vista normativo, il combinato disposto dei tre quesiti sopra descritti, comporterebbe, per l’affidamento del servizio idrico integrato, la possibilità del ricorso al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.
Tale articolo prevede il ricorso ad enti di diritto pubblico (azienda speciale, azienda speciale consortile, consorzio fra i Comuni), ovvero a forme societarie che qualificherebbero il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e scevro da profitti nella sua erogazione. Verrebbero di conseguenza poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini.
E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali

volantino Acqua pubblica2018

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