Forum Italiano dei movimenti per l'acqua

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Campagna "ACEA pubblica ora!"

ripubbliacea-2016Piattaforma ACEA

Da tempo la società ACEA ha perso la sua dimensione di azienda locale a servizio della città di Roma per assurgere al ruolo di multiutility di rilevanza internazionale con la sua trasformazione in S.p.A., la quotazione in borsa e la compartecipazione azionaria di soci come Caltagirone e GDF Suez. Ormai ACEA S.p.A. opera nella sua azione aziendale esattamente con le stesse logiche mercatiste e finanziarie proprie delle società private internazionali del settore.

Non vi è dubbio, infatti, che l’ACEA, inizialmente destinata al soddisfacimento dei bisogni dei cittadini romani, in particolare quelli relativi alla distribuzione locale dell’acqua potabile e dell’energia elettrica, negli ultimi anni si sia trasformata in una vera e propria multinazionale che assume quale primo obiettivo quello del soddisfacimento degli grandi azionisti e quindi degli interessi dei mercati finanziari.

Nella recente evoluzione della organizzazione del servizio idrico integrato nei Comuni italiani, ACEA è stata individuata (tra gli altri) quale soggetto promotore di primo piano nei disegni di privatizzazione del SII, attraverso la partecipazione in varie società, controllate e collegate, site in diverse regioni, con il preciso compito, affidatole dalle elite economiche, di procedere allo smantellamento della gestione pubblica dei servizi pubblici locali e di ogni forma di controllo da parte delle comunità, peraltro non rispettando proprio quelle leggi sugli affidamenti a società di capitali che si vorrebbero imporre in tutto il paese.

Questo enorme processo di espansione ha determinato la costituzione di una ragnatela societaria che gestisce il servizio idrico in vari territori del Paese, generando forti conflitti con le comunità territoriali, oltre che la sostanziale espropriazione degli enti locali dal controllo e dal governo del bene comune acqua.

In tutta la penisola abbiamo assistito ad un generalizzato e preoccupante aumento delle tariffe, accompagnato – a differenza di quanto veniva propagandato nei primi anni Duemila dai fautori delle privatizzazioni – al sostanziale peggioramento del servizio all’utenza e alla forte diminuzione degli investimenti infrastrutturali, oltre che alla difficile se non, talvolta, disastrosa situazione finanziaria dei soggetti gestori, che nel corso di pochi anni hanno accumulato incredibili masse debitorie.

Tuttavia, ancora oggi il Comune di Roma possiede il 51% delle quote societarie di ACEA s.p.a. e, pertanto, conserva i diritti relativi alla nomina degli amministratori ed alla definizione delle strategie generali aziendali, compresa la possibilità e, per quanto si possa auspicare, la necessità di procedere ad una inversione globale della direzione aziendale nel senso della promozione di un governo dell’acqua vicino ai cittadini e che restituisca il ruolo di gestione del SII a forme aziendali di diritto pubblico associative di amministrazioni locali.

Con i referendum del 2011 ben 27 milioni di cittadini hanno di fatto bloccato il processo di progressiva privatizzazione del servizio idrico nel Paese, bloccando di converso l'espansione territoriale di ACEA s.p.a. in altri territori, con il corollario del blocco dei tentativi di ulteriore cessione di quote del Comune di Roma (che alcuni ritenevano dovesse scendere al 30% del capitale), che ha potuto dunque mantenere la propria partecipazione maggioritaria fino ad oggi. I referendum, pur bistrattati e non attuati, hanno rappresentato uno spartiacque importante agli occhi dell’opinione pubblica: sono diventati in questi cinque anni il simbolo della volontà popolare così largamente favorevole alla totale restituzione della gestione del servizio idrico ai territori.

Con la recente vittoria alle elezioni amministrative di Roma Capitale, la neosindaca di Roma come lo stesso Movimento 5 Stelle, che si pone come primario obiettivo politico la ripubblicizzazione dell'acqua, non possono non condividere la necessità di rivedere le strategie generali di ACEA, insieme alla decostruzione del progetto di privatizzazione del SII. Tutto ciò aprirebbe prospettive nuove per i movimenti e rappresenterebbe un concreto avanzamento per le attese delle comunità territoriali in tutto il Paese.

Pertanto, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua chiede in tempi rapidi un incontro alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, con i seguenti obiettivi strategici

A breve termine:

  • Porre in essere le condizioni per il capovolgimento della prospettiva strategica societaria secondo le indicazioni del referendum de 2011, considerando da subito la possibilità di risoluzione del contratto di servizio tra ACEA ATO2 s.p.a. e i Comuni dell’ATO2 in virtù del fatto che non rientra tra gli affidamenti attualmente consentiti dalla legge e cioè dall’ordinamento europeo (art. 149-bis del D.Lgs. 152/06), anche passando attraverso l’opportuna e celere sostituzione del management di ACEA S.p.A., a partire dai ruoli apicali attualmente attribuiti a soggetti ispiratori e promotori del processo di privatizzazione e finanziarizzazione del Servizio Idrico Integrato;
  • Moratoria dei processi di fusione e a nuove acquisizioni da parte di ACEA S.p.A. e delle sue controllate (esempi Acea Ato 2 S.p.A. - Acea Ato 5 S.p.A. e Talete);
  • Sul piano immediato del rapporto con gli utenti, è necessario che ACEA S.p.A. e le sue controllate assumano in modo vincolante norme di comportamento “virtuose”, sulla base della contestazione fatta dall'Autorità per la Tutela del Mercato e della Concorrenza ad ACEA ATO 2 S.p.A. e a GORI S.p.A. (vedi nota)

  •  

    Formale delibera di Roma Capitale contro il sistema tariffario dell'A.E.E.G.S.I. in palese violazione del risultato del secondo quesito referendario.

A medio termine:

  • Ripubblicizzazione di ACEA ATO 2 S.p.A. attraverso lo scorporo da ACEA S.p.A. e la sua trasformazione in azienda speciale;
  • Dismissione da parte di ACEA S.p.A. di tutte le partecipazioni in società che operano al di fuori del Comune di Roma;

  •  

    Piano di disimpegno di ACEA S.p.A. sul fronte dell'incenerimento dei rifiuti e nel settore dell'energia al di fuori del Comune di Roma.

A lungo termine:

  • Attuazione della volontà popolare espressa con i referendum del 2011, attraverso la restituzione all'autogoverno dei territori della piena sovranità sulla gestione del Servizio Idrico Integrato e la ripubblicizzazione di ACEA S.p.A.;

 

NOTA

Norme da introdurre nelle Carte dei Servizi e nei regolamenti d’utenza delle controllate di Acea S.p.A.

Il reclamo presentato dall'utente sospende l'obbligo di pagamento della fattura sino alla conclusione del relativo iter con l'accoglimento delle ragioni lamentate o il loro respingimento motivato in maniera esaustiva, puntuale e documentata. Sino alla conclusione dell'iter l'utente non può essere in nessun caso considerato moroso.

Flusso minimo vitale

Ferma restando la facoltà del gestore di attivare le vie ordinarie per il recupero del credito, nel rispetto della risoluzione approvata dall'Onu il 28 Luglio 2010, che ha dichiarato l'accesso all'acqua potabile e all'igiene un diritto umano, quantificando nei 50 litri al giorno a persona stimati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità il “flusso minimo vitale”, il gestore si riserva il diritto di procedere, in caso di morosità, alla riduzione del flusso idrico, fino a un minimo di 50 litri al giorno per persona residente collegata all'utenza morosa.

In ogni caso tale procedura non viene attivata per un debito il cui valore sia inferiore o pari a quello del deposito cauzionale versato, e in caso di abituale dimora presso l''utenza in questione di minori, anziani, malati, disabili e di categorie comunque svantaggiate o in caso di morosità incolpevole certificata dai servizi sociali del comune.

La riduzione di flusso per morosità non ha mai luogo nei giorni considerati festivi, il sabato ed i giorni che precedono i festivi.

La riduzione di flusso per morosità avviene previa attività di sollecito di pagamento condotta dal Gestore.

Fermo restante il termine minimo di 20 giorni con i quali l'utente è preavvisato di tale riduzione di flusso, accompagnato dal duplicato della fattura non pagata” (DPCM 29 aprile 1999 - Schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato), il gestore dovrà informare il destinatario effettivo della misura del giorno esatto in cui questa avverrà”. Questo nel rispetto del Codice del consumo (d.lgs. 6.9.2005, n. 206), in particolare rispetto ai princìpi di «diligenza professionale» e alla tutela del «consumatore medio».

In caso di utenze condominiali il gestore, dovrà rispettare quanto previsto dall'art. 18 della legge n. 220/2012 (Modifiche delle disposizioni per l'attuazione del codice civile) che prevede che “i creditori non possono agire nei confronti degli obbligati in regola con i pagamenti, se non dopo l'escussione degli altri condomini”. Il gestore non potrà dunque intervenire sull'utenza condominiale, ma è tenuto a fare di tutto per recuperare da ciascun utente le fatture pregresse.

Per eventuali danni subiti dall'utente a seguito di riduzione di flusso si rimanda alla normativa vigente.

La normalizzazione della fornitura avviene nei tempi e con le modalità previste dalla Carta del Servizio Idrico Integrato, comunque dopo che l’utente abbia dimostrato il pagamento di tutte le bollette scadute al momento del distacco o avviato un piano di rateizzazione delle stesse

Fatturazioni e lettura dei contatori

L'Utente può chiedere la rateizzazione delle fatture nel rispetto della Carta dei servizi regionale del Lazio che prevede il diritto alla rateizzazione.

Il gestore accoglie la richiesta stabilendo il numero di rate (pari almeno al numero di bollette pagate dall'ultimo conguaglio) ed adegua il piano di rateizzazione su richiesta motivata dell'utente.

Eventuali conguagli dovranno essere contabilizzati e ripartiti su tante fatture successive per quanti sono i trimestri nel periodo di riferimento del conguaglio.

Le fatture che prendono in considerazione consumi determinati da perdite occulte certificate, dovranno essere contabilizzate sulla base dei consumi medi registrati dall'utenza e l'eccedenza rilevata rispetto a detti consumi medi dovrà essere contabilizzata con l'applicazione per l'intera quantità di acqua della tariffa più bassa applicata all'utenza nei periodi di riferimento.

La richiesta di rateizzazione e la rateizzazione non fa maturare interessi di mora.

 

 

Rete Civica ATO 3 Campania

Coordinamento Provinciale Acqua Pubblica Frosinone

Coordinamento Romano Acqua Pubblica

Rete per la Tutela della Valle del Sacco – RETUVASA

USB Publiacqua

Decide Roma

Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

 

 

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