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L’acqua di Berlino, dalla rimunicipalizzazione alla democratizzazione

Berliner-wassertischSegnaliamo l'interessante documento presentato da Dorothea Härlin del Berliner Wassertisch all'Università Europea di ATTAC svolta a Tolosa dal 23 al 27 Agosto 2017.

L’acqua di Berlino

Dalla rimunicipalizzazione alla democratizzazione

Relazione interlocutoria sullo stato della democratizzazione della gestione dell’acqua a Berlino

 

Dal 2014 l’Azienda Berlinese dell’Acqua (Berliner Wasserbetriebe: BWB) è di nuovo pubblica dopo che nel 1999, sul noto modello PPP, ne era stata ceduta a Veolia e RWE una quota del 24,9% caduna. Un contratto scandaloso, come tutti i contratti PPP (Partenariato Pubblico Privato), rimasto segreto fino al 2011, quando il successo del primo referendum popolare “Unser Wasser (La nostra acqua)” costrinse la città di Berlino a renderlo pubblico. Messi sotto pressione, nel 2012 i politici berlinesi ricomprarono le quote di RWE e nel 2013 quelle di Veolia. Così, dal 2014 la BWB è rimunicipalizzata.

Il prezzo è stato stabilito tenendo conto degli utili previsti dal contratto fino al 2028. Pertanto ai due gruppi è stato anticipato in contanti l’utile fino al 2028 con un mutuo a carico di BWB per altri 30 anni. Ora questo mutuo dobbiamo estinguerlo noi mensilmente con le nostre bollette dell’acqua. Perciò i berlinesi continuano a subire le conseguenze della precedente privatizzazione: seguiranno ulteriori notizie in proposito.

Eppure la rimunicipalizzazione della BWB è un grande successo, un primo importante passo verso il nostro vero obiettivo: la gestione dell’acqua come bene comune. La rimunicipalizzazione permetterà di fare della gestione una cosa ben diversa da come è stata finora.

Ma perché parlare solo di un primo passo? Un’azienda, che è già stata venduta nel quadro di un PPP, consente il massimo dei profitti ed è questa la ragione per cui i privati diventano soci dei nostri beni essenziali. L’organizzazione dell’azienda segue questa logica, sempre con gli stessi principi:

  • diminuzione del costo del lavoro, quindi riduzione dell’occupazione e intensificazione dei carichi di carico di lavoro,
  • diminuzione degli investimenti

  • aumento dei prezzi per gli utenti.

Questa è la struttura al momento della rimunicipalizzazione, e può essere modificata soltanto se esiste la volontà politica per farlo, volontà che però a Berlino manca. Al senato e a tutti i partiti politici, compresa l’attuale coalizione tra SPD, Verdi e Sinistra, interessa trarre dall’acqua una rendita quanto più alta possibile per risanare il bilancio in grave deficit della città di Berlino (1999: 35 mrd., oggi 60 mrd.).

Noi ci opponiamo con una richiesta chiara così come è formulata nella “Berliner Wassercharta”: l’acqua paga l’acqua. Ciò significa che tutto il denaro versato con le nostre bollette dell’acqua deve essere utilizzato esclusivamente per l’acquedotto e la fognatura. Oggi invece parte di questo denaro finisce nel bilancio generale della città e così noi paghiamo una sorta di tassa sull’acqua destinata ad altre cose per le quali già paghiamo le tasse generali.

Questa situazione si può cambiare soltanto con una pressione dal basso, della popolazione berlinese che nel 2011 ha già espresso chiaramente la sua volontà nel nostro referendum. Perciò, a partire dal riacquisto, la nostra parola d’ordine è: Dopo rimunicipalizzazione – adesso democratizzazione.

Ma che significa democratizzazione della più grande azienda europea dell’acqua (ca. 4 Milioni di utenti.)? Il Berliner Wassertisch non ha ancora una risposta definitiva e sappiamo che in ogni caso abbiamo davanti a noi un cammino lunghissimo. Perciò ci limitiamo a sottoporre soltanto alcune condizioni di carattere generale:

  1. Alla nostra richiesta di rinunciare a qualsiasi profitto sull’acqua si oppone la legge sulle aziende di Berlino secondo la quale le aziende pubbliche della città devono fare profitti. Ciò significa che questa legge deve essere cambiata. Ma come comunicarlo al pubblico?

  2. Finora a Berlino in nessun partito si intravede la volontà di aprire la struttura della BWB a un dialogo con la popolazione.

  3. Purtroppo, finora questa richiesta non ha avuto l’appoggio nemmeno dei sindacalisti interni all’azienda.

  4. Molti berlinesi, che nel 2011 hanno votato per il referendum, ritengono che ora, con la rimunicipalizzazione l’obiettivo sia stato raggiunto.

  5. Siamo felici che l’acqua dei rubinetti berlinesi sia molto buona. Per questo la popolazione non sente la necessità di impegnarsi per l’acqua. Al momento, per molti, altri problemi sono più urgenti, come ad esempio gli affitti che stanno salendo in misura esorbitante.

Questi sono alcuni dei punti per i quali ci è difficile convincere la gente che l’acqua è un tema urgente di discussione. Eppure questa è una premessa necessaria per qualsiasi modello di democratizzazione.

Tuttavia noi non stiamo con le mani in mano, da parecchio tempo stiamo discutendo proposte diverse al Berliner Wassertisch e alla consulta berlinese per l’acqua fondata nel 2014 dopo la rimunicipalizzazione. Perché, ripetiamo, dopo la rimunicipalizzazione l’acqua è ancora ben lontana dall’essere un bene comune.

Anche se dai rubinetti esce acqua buona, Berlino ha enormi problemi con la sua acqua, ecologici e di disponibilità . Pochi esempi soltanto:

L’acqua del rubinetto deve essere derivata da impianti di potabilizzazione perché l’acqua di falda è fin troppo inquinata. I fiumi e i canali di Berlino sono ben lontani dal rispondere alle direttive europee sull’acqua, e sono compromessi dall’estrazione di lignite a sudest di Berlino. Non esiste una gestione delle acque piovane rivolta al futuro.

C’è dunque molto da fare con l’acqua di Berlino, al di là di strutture orientate sul profitto. Per questo, partendo da approcci diversi, cerchiamo il modo di incoraggiare la partecipazione:

  1. Ristrutturazione dell’organo decisionale della BWB, in un nuovo Consiglio di Amministrazione tripartito (azienda/dipendenti/popolazione)

  2. Istituzione di consigli civici sul modello dei consigli del futuro elaborati dai professori Leggewie e Nanz.

  3. Incentivi alla sensibilizzazione della popolazione sull’importanza dell’acqua con l’aiuto del progetto “Blue Community” promosso da Maude Barlow.

Tutti questi approcci sono da considerarsi tra loro complementari e non dovrebbero essere discussi in alternativa l’uno contro l’altro.

Le nostre discussioni sono ancora lontane dall’essere definitive e siamo grati per tutti gli stimoli che riceveremo dall’esterno.

31.7.17.

Dorothea Härlin (www.berliner-wassertisch.net)

 

 

 

 

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