Il caso Continua la polemica a distanza tra il senatore dell’Italia dei Valori, Pedica, e il presidente della società mista e parlamentare, Claudio Fazzone
Acqualatina, scontro politico
Il leader del Pdl pontino respinge la presunta incompatibilità
«Fazzone ha la memoria corta. Non si ricorda infatti che la giunta delle immunità parlamentari in data 26 febbraio 2008 ha già proposto la dichiarazione di incompatibilità del suo mandato parlamentare con la carica di consigliere di amministrazione della società Acqualatina, e che soltanto l’interruzione della legislatura lo ha salvato dal dover scegliere fra uno dei due incarichi». Lo afferma Stefano Pedica, Senatore dell’Italia dei Valori e Segretario regionale del partito per il Lazio, in risposta alle affermazioni del sen. Claudio Fazzone, presidente di Acqualatina e coordinatore provinciale del partito. «Ma il suo conflitto di interesse - continua Pedica - oltre che fra parlamentare e amministratore di società pubblica, è ancora maggiore, perché in questa legislatura è addirittura fatto eleggere nella giunta per le elezioni, la stessa che dovrebbe giudicarlo. Immaginiamo già l’esito del giudizio. Come al solito a rimetterci sono i cittadini fruitori del servizio pubblico». La polemica, come noto, era sorta a seguito di un’interrogazione presentata dallo stesso Pedica ai ministri Maroni e Prestigiacomo. A seguito di tale iniziativa, il senatore Fazzone aveva quindi precisato: «Il mio ruolo lo stabilisce la legge, ma posso dire tranquillamente che non sono incompatibile. A verificare l’eventuale incompatibilità sarà la giunta per le elezioni». Fazzone aveva infine sottolineato come «Acqualatina non prenda soldi dallo Stato, e dunque non ci saranno problemi».
03/02/2010






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