Warning: array_shift() expects parameter 1 to be array, boolean given in /web/htdocs/www.acquabenecomune.org/home/aprilia/config/ecran_securite.php on line 283 Veolia e una storia belga - Comitato provinciale acqua pubblica di Latina
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sabato 9 gennaio 2010


Veolia e una storia belga

di Irene Campari

Le Monde diplomatique ha appena pubblicato uno stordente articolo dal titolo “Toulouse-Bruxelles: l’axe du mal de Veolia” a cura di Marc Laimé. Si narra di malfunzionamenti negli impianti di depurazione delle acque in Belgio e di grandi affari a Tolosa.

E anche di quello che senza mezzi termini viene definito un disastro ambientale provocato dal depuratore delle acque di Bruxells la cui gestione è riconducibile ad una controllata di Veolia-Gènérale des eaux, la multinazionale dei progetti ambientali e di gestione e depurazione delle acque.

In un articolo di 17 pagine del 6 gennaio 2010, Le Monde racconta un incredibile episodio relativo all’attuale gestione del depuratore di Bruxelles (STEP) da parte di Aquiris, la filiale belga dell’ex Générale des eaux. La costruzione dello STEP è iniziata nove anni fa al fine di depurare l’acqua per un bacino di un milione di abitanti della città. Entrato in funzione nel dicembre scorso, “è già al centro di un vero e proprio affaire di Stato che sta infiammando il Belgio”, scrive Le Monde diplomatique. Il depuratore, gestito sempre da Aquiris, avrebbe interrotto il funzionamento per ben 12 volte in un mese prima che la società si vedesse imporre dal Tribunale di rimetterlo in funzione. Le acque utilizzate per l’approvvigionamento della città, infatti, sarebbero fortemente inquinate dai reflui di tre fiumi fiamminghi le cui acque non sarebbero preventivamente trattate. “L’affaire est sans précédent, folle, baroque, incompréhensible.

Non serve traduzione per comprendere come il giornale francese giudichi la faccenda: è semplicemente folle che nel cuore dell’Europa possa accadere una cosa simile. Aquiris sostiene che le acque che passano dal depuratore contengono tonnellate di sabbia che impediscono all’impianto di funzionare. Il nuovo direttore di Veolia Water System avrebbe incontrato le autorità del paese il 23 dicembre scorso, e addirittura avrebbe ingaggiato la più grande società americana di pubbliche relazioni per gestire l’aspetto pubblico della vicenda che rischia di diventare troppo imbarazzante. Tutta la vicenda, secondo Le Monde diplomatique, potrebbe essere causata da quella che viene definita “una vera e propria catastrofe industriale”, e rinvia ad un allarmante articolo di Lesoir.be, quotidiano belga, che scrive di un possibile disastro ecologico in Fiandra provocato dall’arresto del depuratore delle acque e trattamento dei fanghi di Bruxells-Nord.

La fermeture de la station d’épuration de Bruxelles-Nord, entre le 8 et le 19 décembre, a provoqué une catastrophe écologique majeure en Flandre.” Le acque non depurate sarebbero state riversate, secondo Lesoir.be, nella Senna: “Rappelons que, du 8 au 19 décembre, suite à l’arrêt du traitement d’épuration décidée par l’exploitant Aquiris, filiale de la multinationale Veolia Environnement, les eaux usées de 1,1 million de Bruxellois ont été déversées dans la Senne.

Le Monde allarga la prospettiva sull’inquinamento dalla Senna alla Vallonia, da Tolosa a Bruxells, fino a mettere in guardia dalla possibilità che il disastro possa replicarsi in altre parti d’Europa, come Milano e Varsavia. “Questa bruttissima storia”, scrive il giornale francese sul suo sito, “ha inizio nella periferia di Tolosa agli inizi degli anni Novanta. Générale des eaux, oggi Veolia, ha creduto di aver scoperto il Santo Graal, una nuova tecnologia di depurazione: l’ossidazione via umido”. “La genealogia di questa «innovazione» industriale è in sé già un atto d’accusa senza precedenti contro le multinazionali francesi dell’acqua le quali pretendono di promuovere la loro mercanzia su tutto il pianeta in virtù della supposta superiorità tecnologica. L’inchiesta sulla depurazione delle acque di Tolosa è durata parecchi anni, e ora la dedichiamo ai nostri amici d’Outre-Quiévrain [in Belgio, NdT] vittime della folle megalomania di Veolia”. E l’articolo prosegue con la lunga storia delle vicissitudini vissute dalla cittadinanza di Tolosa con l’ampliamento e il potenziamento del depuratore usato sia dalla città che dagli agglomerati extraurbani. “Il progetto «Ginestous 2000» - così si chiamava - “si è trasformato spesso in un incubo, sia per i tolosiani che per la Générale des Eaux, filiale di Veolia, che ha comunque realizzato una cifra d’affari annuale che sfiora i 100 milioni d’euro”.

Le vincende tolosiane vengono definite un «incredibile feuilleton», con tanto di marche da bollo e contenziosi legali, “che lascerà a Tolosa due inceneritori giganti che saranno costruiti a tre chilometri dal cuore della città”. Il primo impianto di depurazione fu costruito nel 1954 dal Comune, che lo gestisce fino al 1990, anno in lo cede in gestione, con i servizi annessi, alla Générale tramite la sua controllata Omnium de traitements et de valorisation (OTV), che dovrà anche costruirne l’ampliamento. I lavori avanzano per tranche successive. Con una capacità reale di 550 000 «équivalent-habitant» (EqH), l’unità djavascript:barre_raccourci(’’,’’,document.getElementById(’text_area’))i misura dell’inquinamento delle acque usate [1], l’impianto rigetta poi quelle trattate nella Garonne. “All’inizio degli anni Novanta, la Générale gestisce le acque, e anche i fanghi di depurazione, di altri sette comuni della cerchia extraurbana, già collegati alla rete idrica cittadina. Nello stesso periodo, la Générale si propone per il trattamento dei fanghi di altri 17 agglomerati, fanghi che saranno trasportati all’impianto di Ginestous. [2] che prevede che gli sforzi maggiori siano verso le acque dell’area limitrofa a quella urbana, una zona agricola in cui le acque sono inquinate da sostanze azotate. Occorrerebbe quindi “denitrificarle”, ma quell’impianto non è in grado di farlo. E pur non essendo ancora ben chiaro il livello di inquinamento da fosforo della Garonne a valle di Tolosa, si prevede di dotare l’impianto di tecnologia adatta a sopperire anche a questo [3]. I costi salgono di conseguenza a 54 milioni di euro”. “Nel novembre 1999, il sindaco di Tolosa non esiterà a prevedere, sul mensile del Comune Capitole-Infos che qull’impianto sarà alla fine "il più grande della Francia, o anche in Europa. [...] E dopo un incredibile feuilleton, Ginestous 2000 ha portato, a 3 chilometri dal centro della città, una vasta area di trattamento dei rifiuti e un progetto per la costruzione di due inceneritori in grado di gestire tutti i fanghi della Haute-Garonne”. La Générale avevano pensato in grande, ma non era la sola farlo, a quanto sembra.

Note

[1L’équivalent-habitant (EqH) est une unité de mesure de la pollution organique biodégradable représentant celle produite par une personne en un jour.

[2SDAGE: Schéma directeur d’aménagement et de gestion des eaux. La loi sur l’eau de 1992 en a prévu l’établissement par chacune des six Agences de l’eau françaises.

[3Eutrophisation: évolution d’un milieu aquatique caractérisée par son enrichissement en substances nutritives pour les végétaux (azote, phosphore). Le milieu devenu «eutrophe» peut devenir le siège de prolifération d’algues indésirables avec divers effets secondaires (production de toxines, appauvrissement en oxygène...). L’eutrophisation peut affecter aussi bien les eaux courantes que stagnantes.

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