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L'allaccio negato - Comitato provinciale acqua pubblica di Latina
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Ultimo aggiornamento: venerdì 20 dicembre 2013
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Da cittadini a cittadini

sabato 8 maggio 2010


Fonte: Latina Oggi

L’allaccio negato

di Elisa Fiore

Sezze, gestione del servizio idrico: ennesimo caso assurdo

L’allaccio negato

Respinto il ricorso di una vedova, vince la Dondi

ACQUISTA una casa nel centro
storico di Sezze ma si vede
negare l’allaccio al servizio
idrico dalla Dondi spa che, in
regime di monopolio decide:
quando, quanto, come ed a chi
far pagare le utenze morose.
Non prevedendo comunicazioni
ufficiali ai proprietari
d’immobili. Siamo alle solite,
ma questa volta ad incappare
nella fumosa ricostruzione dei
fatti è stata la vedova di un
militare dell’Arma dei Carabinieri,
madre di due figli ventenni,
che con grande sacrificio
aveva deciso di destinare
l’unica sua risorsa economica
all’acquisto di una vecchia casa
del centro storico di Sezze.
Così, quando nel 2009 decide
d’iniziare i lavori di restauro si
rivolge alla Dondi per chiedere
l’allaccio alla rete idrica
poiché la casa è sprovvista di
contatore. Infatti
la legge
che permette
alla Dondi spa
di prelevare i
contatori degli
utenti morosi,
senza alcun
preavviso, e
senza alcuna
contestazione e
verifica tra le parti, dei reali
consumi registrati in forza del
motto: «i numeri li decidiamo
noi», ancora non è stata scritta,
ma c’è chi la esercita. Tutto
questo avviene senza che l’assessore ai Lavori pubblici, abbia
mai manifestato la propria
indignazione e la necessità,
doverosa, di rivedere il rapporto
tra i cittadini-utenti del
servizio, e la Dondi spa, che lo
esercita in regime di monopolio,
in assenza di quel controllo
e quella mediazione che ci
si attenderebbe da parte di una
pubblica amministrazione,
protesa invece, a confuse
quanto sistematiche difese
d’ufficio. Un sistema collaudato,
che garantisce alla società
«di giocare» con i numeri. E
con gli utenti. Così alla signora
S.M.V. che ha cercato di
ricorrere con un art. 700 c.p.c.,
contro la decisione unilaterale
della Dondi di non procedere
al riallaccio dell’utenza, è toccata
anche la beffa di vederselo
respingere dal Tribunale di
Latina, che ha accolto la tesi
della Dondi, ovvero, di aver
espresso solo verbalmente tale
volontà, non andando a pagare
il bollettino previsto. Ma le
cose sono poi andate così?
Certo che no. La donna dichiara
di essersi recata
più volte
agli sportelli
della società,
ma di essersi
vista rinviare
ogni decisione
da parte della
società. Di
quelle visite
non v’è traccia,
come non v’è traccia della
richiesta verbale dei 7.900 euro
vantati, a fronte dei 1.500
effettivamente documentati
negli atti che la donna si sarebbe
anche accollati, pur di entrare
in casa. E perché tutto
questo? Perché per l’utenza di
vicolo Lazio la Dondi detiene
un «papello» dentro il quale
c’è pure un credito vantato
dalla Dondi di 5.690,96 euro
nei confronti del signor P.D.A.
Ridotto, a seguito di accordo
transattivo, a soli 1.000 euro.
Con chi ha siglato l’accordo la
Dondi? Con il Comune di Sezze,
che ha dispensato dalla
spesa per il consumo idrico
una famiglia di indigenti romeni.
E perché mai, il Comune
di Sezze, prende simili decisioni?
Perché è affidatario
dei suoi minori? O forse perché
l’Ente ha trovato alloggio
per la famiglia in una casa
dove in qualità di locatario
non ha esercitato la voltura del
servizio idrico «bleffando» il
proprietario? In quanti altri casi
il Comune di Sezze e la
Giunta Campoli sono rimasti
sordi alle istanze dei suoi stessi
concittadini senza proporre
accordi transattivi che pesassero
esclusivamente sui proprietari
in barba alle decisioni
della Dondi spa?

SEZZE

Acqua
pubblica,
raccolta
di firme

«VENDERESTI tua madre?» E’ lo slogan con cui
domani, Festa della Mamma,
il Forum Italiano movimenti
per l’Acqua pubblica
chiederà su tutte le piazze
d’Italia una firma per dire
«no» alla privatizzazione ed
alla gestione del servizio
idrico integrato. Il Comitato
di Difesa Acqua Pubblica di
Sezze da oggi inizia la raccolta
delle firme per i tre
quesiti referendari anche a
Sezze, facendo appello ai
cittadini affinché sostengano
l’importante iniziativa
tesa ad abrogare l’art. 23 bis
della legge n.133/08. (Servizi
pubblici locali di rilevanza
economica, Scelta
della forma di gestione e
procedure di affidamento,
Tariffa del servizio idrico
integrato). «L’accoglimento del referendum abrogativo
consentirà di riportare
l’acqua ed il servizio idrico
interamente nelle mani pubbliche
» - sottolinea il portavoce
Paolo Di Capua. I banchetti
per la raccolta delle
firme saranno collocati
nell’Area del Mercato, questa
mattina dalle 8 alle 13, e
domenica allo stesso orario,
a Ferro di Cavallo. La prossima
settimana (15 e 16) si
toccheranno, Zoccolanti e
Camposanto Vecchio. Il 22
ed il 23 si potrà firmare a
Sezze Scalo a Sant’Isidoro,
ai Casali ed al Centro sociale.
Per il 29 e il 30 i banchetti
saranno presenti in piazza
dei Leoni ed ai Colli.

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Latina Oggi

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