Warning: array_shift() expects parameter 1 to be array, boolean given in /web/htdocs/www.acquabenecomune.org/home/aprilia/config/ecran_securite.php on line 283 Cittadinanzattiva contro Acqualatina per clausole vessatorie - Comitato provinciale acqua pubblica di Latina
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Cittadinanzattiva contro Acqualatina per clausole vessatorie

Ultimo aggiornamento : 4 dicembre 2011.

L’associazione Cittadinanzattiva promuove causa ad Acqualatina utilizzando il Codice del Consumo, ritenendo vessatori i comportamenti di Acqualatina. La società ha mancato nell’iter contrattuale due cose importanti: consegna dei contratti tipo un mese prima della prima bolletta (art.55 Regolamento del servizio idrico) ed invio carta dei servizi (art. 9c3 convenzione di gestione).

In data 13/07/2006 il giudice monocratico Dott. LOLLO -TIBUNALE di LATINA - ha emesso l’ordinanza nrg 425-2006, a seguito della causa proposta da Cittadinanzattiva contro Acqualatina SpA e, riconoscendo “i giusti motivi di urgenza, quanto meno nell’esigenza di evitare che contratti ritenuti vessatori, ad alta diffusività ed imposti da un contraente-professionista (indifferentemente persona fisica o giuridica, pubblica o privata) che agisce in condizioni sostanzialmente monopolistiche, continuino a spiegare efficacia e soprattutto ad essere stipulati o quantomeno imposti per ‘facta concludentia’, in danno di interessi dei consumatori con caratteristiche di essenzialità"...“riguardante un diritto fondamentale della persona quale quello della somministrazione di acqua per la soddisfazione di intuibili quanto elementari ma insostituibili esigenze di vitaha inibito “ad Acqualatina S.p.A. l’uso delle clausole n. 9, 10, 14, 16, 17, 25, 26, 27, 28 del Regolamento del SII.

In pratica il Giudice ritenendo di dover agire d’urgenza, ancor prima di emettere la sentenza di merito, ha vietato alla Acqualatina SpA di utilizzare clausole contrattuali mai espressamente sottoscritte dagli utenti e ritenute vessatorie quali:

- penale di 100 euro in mancanza di comunicazione del subentro di utenza;
- sospensione della somministrazione del servizio dopo 2 fatture non pagate;
- risoluzione del contratto da parte del Gestore senza ricorso all’autorità giudiziaria;
- cambio del contatore da parte del Gestore quando lo ritiene opportuno e successivo onere a spese del cliente;
- piena discrezionalità riservata al Gestore di porre il contatore dove vuole salvo imporre poi al cliente di preservare il contatore da manomissioni;
- incremento del doppio del consumo addebitato a titolo di penale in caso di manomissione dei sigilli del misuratore.

Acqualatina ha presentato reclamo su tale ordinanza di giudice monocratico Dott. LOLLO.
La I^ sezione civile del Tribunale di Latina - Presieduta dal Dott. PAPPAIANNI - in data 31/10/2006, ha emesso la decisione sul reclamo presentato dalla Acqualatina SpA, avverso l’ordinanza emessa dal giudice Dott. LOLLO in fase cautelare, ed ha confermato e ribadito la vessatorietà della clausole n.10, 14, 16, 17, 27, 28.

Di fatto restano confermate vessatorie 6 clausole sulle 9 giudicate tali in prima istanza. Il collegio ha confermato in particolare la vessatorietà delle clausole (16) sospensione della somministrazione del servizio dopo 2 fatture non pagate e (17) risoluzione del contratto da parte del Gestore senza ricorso all’autorità giudiziaria. I giudici hanno dimostrato la piena vessatorietà della clausola 16 anche attraverso un esempio. Hanno scritto infatti che non si può staccare prescindendo dalle motivazioni dell’utente, ed hanno fatto solo a titolo d’esempio, il caso in cui l’utente ha una malattia. Proprio a confermare che non è possibile l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni da parte della società a prescindere dalle ragioni addotte dall’utente.

Per la clausola 17, i giudici hanno ribadito che non ci può essere la risoluzione unilaterale del contratto, e di conseguenza il distacco, senza che la cosa sia vagliata dal giudice. Altrimenti l’utente si troverebbe a doversi appellare al giudice in una posizione subalterna, ciò dopo che la società ha già staccata l’utenza.

Le tre clausole ripristinate come non vessatorie sono la 9 (spese di istruttoria), 25 (sospensione erogazione per adeguamento impianto) 26 (sostituzione contatore a facoltà del gestore con addebito all’utente).
Anche qui i giudici, ripristinando le clausole, hanno chiarito con quale modalità non sono più ritenute vessatorie.

Clausola 9: le spese di istruttoria sono dovute anche quando il contratto non va a buon fine, ma solo se il mancato accoglimento è ricollegabile ad uno scorretto comportamento dell’utente (difformità di dichiarazioni).

Clausola 25: la sospensione temporanea del servizio può avvenire solo per il tempo necessario per permettere all’utente di adeguare l’impianto interno alle prescrizioni tecniche della fornitura. Ritardi fuori dal ritardo dell’utente sono da addebitare alla società.

Clausola 26: le spese di nuovo contatore sono dovute, solo se la sostituzione è si rende necessaria per adeguamento del calibro della fornitura da parte dell’utente. Per esempio quando da impianto per utenza domestica mi serve una fornitura per uso cantiere.

La prima udienza di merito per la causa Cittadinanzattiva contro Acqualatina si è svolta il 15/01/2007. L’avvocato De Guidi, per conto di Cittadinanzattiva, ha chiesto un rinvio, poiché con il reclamo presentato da Acqualatina sulla prima ordinanza del dott. Lollo, il tribunale ha imposto all’associazione la pubblicazione dell’esito del reclamo. Pubblicazione che costerebbe a Cittadinanzattiva circa 23.000 euro! Il giudice si è riservato di valutare l’annullamento di tale pubblicazione ed ha dato il termine del 28/02/2007 per presentare memorie. Poiché il giudice che aveva la causa è stato trasferito, la causa è stata assegnata ad altro giudice e per ora è ferma.

Per altre info leggere la Nota esplicativa Cittadinanzattiva sull’ordinanza nrg 425/2006 del Giudice LOLLO

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